MENU
Edit Template

Storie di donne, di diete e di memoria

Quante diete hai provato dalla tua adolescenza ad oggi?Quante ti hanno davvero soddisfatto/a?Uso il verso soddisfare perché io quando ero a dieta proprio non ricordo che il cibo avesse gusto e colore e desse alcuna soddisfazione. E’ vero perdevo i kili di troppo ma poco dopo gli riprendevo con gli interessi di cellulite, gonfiori e pazze voglie di dolce.Quando si fa una dieta si entra in una mentalità di restrizione, di privazione e in qualche modo di sofferenza.E se il corpo sente questo collaborerà nel lungo periodo con la tua parte più mentale, più razionale che diventa matta a contare calorie e grammi?Con il cavolo!!!Può darti subito quella effimera soddisfazione di perdere peso qualche mese ma poi il corpo entrerà in un circolo vizioso in cui ti chiederà sempre quello che ti fa ingrassare.Sai qual è la ragione di questo effetto del cane che si morde la coda e tu intanto, anno dopo anno, metti qua e là un kilo in più?La ragione per cui succede questo è che le diete così come sono concepite oggi non sono sostenibili nel lungo periodo.E perché qualcosa porti ad un cambiamento duraturo ed efficace è fondamentale che sia sostenibile.Quando una dieta diventa sostenibile da ogni punto di vista (anche ambientale) e ti fa uscire dal circolo vizioso del cane che si morde la coda?Quando diventa uno stile di vita!Siiiiiii!!!Quando io parlo della mia dieta naturale in equilibrio uso questo termine nel significato originario del termine.Nel vocabolario Treccani leggi dieta: nell’antica medicina greca il complesso delle norme di vita ovvero alimentazione, attività fisica, riposo ecc.Quindi per dieta intendo l’abbracciare un stile alimentare salutare che si possa portare avanti in modo sostenibile per tutto l’arco della propria vita.Woowwww!Proprio questo: La tua dieta NATURALE in equilibrioOhh yess, è il momento di lasciarsi alle spalle tutte le restrizioni caloriche e dei pesi e pesetti!Quella è roba che nel tempo annoia e annoia e annoia.E’ vero o no?Bisogna fare uno switch e scivolare verso una nuova quanto antica esperienza alimentare. E io ti aiuto a farlo come lo fatto io con la mia dieta naturale in equilibrio (www.cucinaincambiamento.com).Ora però ti voglio ora raccontare una storia.Io ho la fortuna di avere ancora una nonna. Attualmente vive in una bellissima casa di cura a Cavour e quando riesco non mi perdo l’occasione di andare ad abbracciarla fortissimo e a stringerle la mano.E’ il nostro modo di comunicare, in questo momento delle nostre vite.Mia nonna ha perso la memoria.A volte mentre ci coccoliamo ha però ancora dei lampi di memoria e ci ricordiamo insieme quando mi cucinava le sue super patatine fritte, le frittelle a carnevale o i ragù e quando mi rincorreva con la merenda.Abbiamo trovato la nostra magia.Spesso, da quando ho iniziato a studiare gli effetti del cibo sul corpo, medicina tradizionale cinese, macrobiotica, cucina naturale, yoga, mi sono chiesta come il cibo che sceglieva avesse potuto contribuire al avanzare della sua malattia.Negli ultimi 7 sette anni ho osservato i suoi pasti.Sai quando uno ha una deformazione professionale)Mia nonna, come penso tante donne di quella generazione ha vissuto la guerra, la povertà, la mancanza di cibo, si è sposata con un uomo, mio nonno, che è stato nei campi di concentramento in Germania ed è tornato uno scheletro.Vigeva quindi in casa e in famiglia una attenzione particolare al fatto che il cibo doveva essere sempre abbondante. E con l’arrivo del benessere economico il cibo doveva essere anche ricco nella visione della mia nonnina: ricco di grassi, di zuccheri e di tutto quello che il mercato poteva offrire.Andare a fare la spesa al supermercato per lei era come andare al luna park per me, era una gioia, significava lasciarsi alle spalle la povertà: comprava affettati, merendine, biscotti, tutti i prodotti confezionati con crema di cioccolato, i formaggi stagionati e quelli non stagionati, pane, cracker, tonno in scatola, pasta, tanta pasta, grissini, pane.Andava poi dal suo macellaio di fiducia e tornava a casa contenta.Negli anni però ha messo su diverso peso e dopo i 55 anni circa ha iniziato una serie di diete per cui si andava a casa sua e la prima cosa che saltava all’occhio era la bilancia per i cibi. Di quelle diete che lei intraprendeva ricordo: le fette biscottate al mattino con un velo di marmellata, il caffè o il the, un frutto a metà mattina, la pasta con un sugo a pranzo, un pochino di tonno e insalata, un frutto o un budino a metà pomeriggio e alla sera la fettina di pollo in padella con verdure mezze grigliate.Ahh ehhh ovviamente nelle sue diete era presente l’edulcorante al posto dello zucchero perché aveva meno calorie.Questo aspetto delle sue diete dimagranti mi faceva un sacco sorridere. Mi sono sempre chiesta: non è meglio imparare a farsi dei dolci naturali senza zuccheri,  La tua dieta NATURALE in equilibrio senza farine raffinate, senza lieviti, morbidi usando frutta di stagione invece di illudersi che una pastiglia salvi dagli schizzi della glicemia?Ho visto questo regime alimentare tante di quelle volte in casa di mia nonna !E dimagriva?Si, subito.Ma poi cadeva inevitabilmente nel circolo delle tentazioni delle voglie di dolce mandando tutto all’aria.Erano diete sostenibili?NO.Ma soprattutto la mia domanda era: visto che ogni cibo che ingeriamo ha un effetto secondo la visione energetica del cibo, che effetto ha avuto quel tipo di scelte alimentari sull’evolversi della malattia?Io me lo sono chiesto più e più volte.Mia nonna aveva le gambe magre e tutto il grasso era concentrato sull’addome. Aveva poi delle mascelle ben sviluppate.Spesso ho osservato il suo corpo alla luce della visione energetica della medicina tradizionale cinese.La sua costituzione era yang.Lei era piccola, con le ossa grandi, il bacino largo ! Yang in medicina tradizionale cinese significa contratta, compatta, densa. E accumulava il grasso del cibo in una delle zone più yang del corpo: la zona centrale del corpo, il plesso solare dove ci sono gli organi più yang del corpo ovvero pancreas e fegato.Lei aveva queste caratteristiche e le dietiste di turno le consigliavano per dimagrire cibo yang (fette biscottate,

Hai mai provato la dieta paleo?

Si Si Si, intendo proprio la dieta paleolitica, quella che andava tanto di moda tra i nostri antenati, almeno secondo quello che  ci racconta chi vende la dieta paleo. Qualche settimana prima di partire per il mio ultimo viaggio in Perù viene da me, in consulenza, una signora che mi racconta di aver perso molti kili seguendo la dieta paleo ma che poi, nel tempo, non la trovava più sostenibile, l’aveva resa molto nervosa e con delle voglie di dolce da impazzire che la avevano gettata in un circolo vizioso di abbuffate. In cosa consiste la dieta paleo? Il libro sulla paleo diet di Loren Cordain (mi sono informata per bene) ci spiega, a pagina 7, che gli uomini del paleolitico si nutrivano soprattutto di animali selvatici e magri. Quindi, in sostanza, la dieta paleo è una dieta a basso contenuto di carboidrati o law carb e ad alto contenuto di proteine animali. Una domanda mi è immediatamente sorta spontanea leggendo il libro: ma dove si trovano oggi tutti questi animali selvatici da mettere giornalmente, per più volte al giorno, in tavola? Tu,  per caso, riesci a trovare quella quantità (3 pasti al giorno) da far si che l’uomo moderno possa tornare a mangiare come mangiavano, teoricamente, i paleolitici? Io, quando al mattino, mi sveglio e apro le finestre, non vedo sterminate praterie ma vedo le case dei miei vicini, strade asfaltate e macchine. Quindi una conclusione mi sorge spontanea: se non vedo queste praterie o questi spazi immensi, come ho potuto apprezzare sulle montagne del Perù  a 5 mila metri senza abitazioni e contaminazioni,  significa che oggi non abbiamo più il tipo di vita che c’era nel paleolitico. E quindi gli animali e la carne di cui sono fatti non possono essere della stessa qualità dell’epoca paleolitica. Gli animali di oggi (la cui carne è venduta nei supermercati e nelle macellerie) non si nutrono di erba selvatica né pascolano liberamente e felicemente. Il 99% degli animali, la cui carne ritroviamo nelle tavole, non se la spassa affatto bene oggi come oggi e non ha certo vissuto la vita bellissima di un animale allo stato brado del tempo del paleolitico. Ma questo aspetto un po’ più etico può non fregare nulla ad uno che vuole dimagrire a tutti i costi con una dieta low carb. L’uomo, di per sé, è un po’ menefreghista e anche se l’Economist dice che l’ambiente è super inquinato per l’eccesso di allevamenti e che dovremmo diventare tutti un po’ più vegan (per dirla secondo la moda) ci sta che uno  guardi prima alla propria linea che non al collasso ambientale e non faccia i collegamenti tra ciò che mangia e tutto il resto. Ma tra i seguaci della paleo diet ho anche trovato quelli un po’ più ambientalisti che mi hanno  detto che loro mangiano solo carne “grass fed” ovvero carne di animali nutriti ad erba e allevati in modo dignitoso per cui  l’animale  non è stato stipato in spazi angusti e rimpinzato di antibiotici per evitare il dilagare di malattie. Mi sembra una ottima cosa che uno riesca a trovare della carne allevata con dei principi di rispetto dell’animale e del terreno ma comunque non noti una differenza tra lo stile di vita tuo e quello di uno che viveva a quel tempo? La mia domanda resta sempre: tu vivi esattamente come un paleolitico? Ovvero vivi all’aperto, in caverne, facendo movimento per la gran maggior parte del giorno ? Un uomo del paleolitico passava la maggior parte della sua giornata seduto davanti ad un computer o  viveva all’aria aperta a svolgere qualche mansione per la sua sopravvivenza? Un uomo del paleolitico correva a prendere mezzi di trasporto o correva dietro ad una animale o con un animale (che è ben altra cosa)? Aveva appuntamenti? Pagava le tasse? Pagava le bollette? Aveva il mutuo da pagare? Aveva il direttore dell’azienda che mette pressione se l’obiettivo non viene raggiunto? L’uomo del paleolitico viveva in una società semplice, vestito di poco (con un fai da te diciamo),  viveva e lottava fisicamente per la sussistenza, senza tutte le nostre mille necessità e comodità (le nostre lotte oggi sono per lo più interiori e non richiedono tanto cibo da consumare). Vivendo in una società semplice l’uomo del paleolitico viveva  senza gli enormi stress e senza le tentazioni moderne. L’uomo del paleolitico mangiava carne per sopravvivenza più che per scelta e se  riusciva ad ottenerla cacciandola (e non c’era neanche una certezza). All’epoca la caccia era considerata una “arte” in qualche modo sacra, svolgeva una funzione primaria sociale e l’animale veniva ringraziato per il ruolo che svolgeva all’interno della catena alimentare. Qui, oggi, siamo in tutta altra situazione dove la maggior parte delle persone ingurgita il cibo e il pezzo di carne  nel piatto ha tutt’altra valenza rispetto a quella che aveva nel paleolitico o nelle tribù dei nostri antenati. Il rapporto con il cibo era tutt’altro, e questo rendeva il cibo che veniva procurato con la caccia e con la raccolta sacro e un dono che madre natura faceva ai suoi ospiti uomini. In questo cerchio tutto era in armonia e aveva un senso profondo.  L’animale non aveva praticamente vissuto la sofferenza e in qualche modo si donava per la sopravvivenza dell’uomo che lo ringraziava. Oggi siamo molto lontani dal cerchio di armonia che poteva vivere un uomo nel paleolitico ! In ogni caso la carne è la carne e per me che guardo la vita, secondo le leggi della medicina tradizionale cinese, dal punto di vista energetico ha un solo effetto: quello  della signora che è venuta in consulenza da me e si sentiva nevrotica e depressa e  si è iscritta ora alla mia dieta naturale ! La carne è yang ! l’effetto della carne è  yang ovvero l’effetto della carne è quello di contrarre i tessuti e gli organi! E se sei contratto, yang ,in una società complessa ovvero yang non puoi essere sereno e se giorno dopo giorno, mese dopo mese, mangi cibo yang  non

Che voglia d’autunno!

È il momento di preparare il corpo all’arrivo dei primi freddi. Siamo nel pieno dell’energia terra che, per la medicina tradizionale cinese, attiva in modo particolare il pancreas, lo stomaco e la milza e per questo motivo la voglia di dolce, in questo periodo, si fa sentire molto di più (per capire di più consiglio il libro “ La cucina che cura” di Marin Halsey, edizioni la Sana Gola)! Qual è il cereale alleato della stagione autunnale? Il miglio. È un cereale antico, già gli antichi egizi lo coltivavano e lo usavamo in varie preparazioni. La sua origine si colloca nell’ Asia centrorientale. È un cereale piccolo, rotondo e di colore giallo ed aiuta ad armonizzare ogni problema digestivo, problemi che per la medicina tradizionale cinese appartengono alla loggia dell’energia terra che è caratterizzata, appunto, dal colore giallo. È un cereale che alcalinizza, è quindi un valido aiuto per eliminare l’acidità dello stomaco ed è ricco di sostanze minerali come ferro, magnesio, fosforo e silicio. Ha una ottima azione rinforzante su unghie, capelli, sostiene la salute delle ossa e dello smalto dei denti e contribuisce alla bellezza della pelle. Associato ad una alimentazione basata in prevalenza su cereali, legumi e verdure e con alcuni accorgimenti può aiutare a risolvere psoriasi e dermatiti. Contiene vitamina A e molte tipologie di vitamina B. Non contiene glutine, quindi può essere utilizzato dalle persone che soffrono di celiachia. Possiede la capacità di asciugare l’eccesso di umidità nel corpo, aiutando così in caso di ritenzione idrica e di allergie. È molto utile per rinforzare l’intestino e quindi le nostre difese immunitarie aiutandoci a prevenire i malanni autunnali. È composto per lo più da carboidrati complessi, determinando così un innalzamento lento dei valori della glicemia nel sangue. Il miglio è considerato il cereale della bellezza e del buon umore, prova a mangiarlo almeno due-tre volte la settimana e vedrai che sorriderai molto più spesso. Questo è il motivo per cui le colazioni con il miglio per iniziare la giornata sono le mie preferite. Ecco qui una ricetta per te molto speciale e semplice! Dolce speciale di miglio, nocciole e mele caramellate in succo di mela Ingredienti: 200 grammi di miglio, 600 ml di acqua, 200 di bevanda vegetale alla mandorla o altro senza zuccheri e oli, 3 cucchiai di crema di nocciole, 200 grammi di malto di riso, 1 cucchiaio di Mirin, un pizzico di sale marino integrale, un cucchiaino raso di vaniglia in polvere. Per il topping: due mele, 1 cucchiaio di malto di riso, due dita di succo di mela, un pizzico di sale marino integrale. Preparazione: cuocere ad assorbimento il miglio con l’acqua e la bevanda vegetale e un pizzico di sale per circa 30 minuti, aggiungere gli ultimi dieci minuti la crema di nocciole, il mirin, il malto, la vaniglia e cuocere e fai amalgamare bene. Nel frattempo tagliare a fettine le mele e farle caramellare in una pentola con del succo di mela, del malto e un pizzico di sale e di vaniglia, coprire e lasciare assorbire tutto il liquido. Frullare il miglio, disporlo in coppette, aggiungere sopra alcune mele caramellate e servire. Da questo cereale si ricava anche la farina, ideale per la preparazione di prodotti da forno mescolata insieme alla farina di riso e mandorle si possono ottenere delle fantastiche torte gluten free. Un altro cereale che può essere utilizzato in abbondanza in questo periodo è il farro. Con il farro ci si può veramente divertire creando delle gustose minestre. Per renderlo ancora più appetitoso può essere mescolato e cotto con i legumi e le verdure di stagione, un rametto di rosmarino e qualche foglia di salvia, come ci insegna la tradizione toscana, e otteniamo un piatto unico, facile, nutritivo e davvero buono. La minestra di farro può essere resa ancora più sfiziosa servita con dei semi di zucca tostati in una buona padella antiaderente o 15 minuti in forno a temperatura non troppo elevata. I semi di zucca tostati possono diventare anche un ideale snack spezza fame. Apportano al nostro organismo omega 3, proteine di origine vegetale altamente digeribili che contribuiscono a rendere regolare i livelli di zucchero nel sangue e sali minerali. Sono ottimi per il cuore essendo ricchi di magnesio che è una sostanza calmante e rilassante. Garantiscono un buon risposo notturno, sono ricchi di triptofano, una aminoacido precursore della serotonina, aiutandoci così anche ad essere di buon umore. Sono ricchi di zinco, aiutando in modo particolare gli uomini svolgendo una azione protettiva nei confronti della prostata. Sono una buona fonte vegetale di ferro. I semi di zucca hanno un effetto antinfiammatorio naturale, aiutano la regolarità intestinale grazie alla presenza di fibre e contengono molti fitosteroli, inoltre aiutano ad regolare i livelli di colesterolo nel sangue. Contribuiscono anch’essi ad alcalinizzare l’organismo. I legumi che si possono apprezzano in questo periodo sono le cicerchie, una pianta arcaica che è stata molto usata nella cucina contadina. È un legume tipico dell’Italia centrale, che sta conoscendo una grande recupero. È ottima per la salute del cuore e dei muscoli. Contiene proteine, vitamine del gruppo b, calcio e fosforo. Tra le sue proprietà c’è il beneficio alle ossa e alla memoria, per la grande presenza di sali minerali. Essendo molto ricco di fibre, è anche un alimento molto digeribile. Va tenuto in ammollo in acqua salata per una notte per togliere la lieve presenza di una tossina, può essere poi cucinata in ottime vellutate, minestre, hummus, e contorni con verdure di stagione. Il nostro cesto della spesa autunnale può colorarsi di: funghi dai chiodini ai piopparelli, zucca, radicchio, ravanelli, barbabietole, patate novelle, carote , rucola, cavoli, porri, barbabietole, cicoria, sedano, lattuga, broccoli, cavolfiore. Ottobre è il momento per assaporare il melograno, i cachi, pere, mele, uva, kiwi, prugne. Un estratto dal mio articolo per Biobottega > Leggi l’articolo completo sul Volantino Biobottega! N.B. Il Menù Naturale Organizzato prevede da fine settembre ricette mirate e il decotto di verdure dolci proprio per aiutare a risolvere le problematiche degli organi stimolati in questo periodo dall’energia

Mangi per stress, insoddisfazione, infelicità?

Quando ti senti sola, stressata, arrabbiata, delusa, depressa cosa fai? Mangi? Riempi quel vuoto con qualsiasi tipo di cibo o riesci anche in quel momento, pur sgarrando, a mantenere una certa linea amorevole verso il tuo corpo? Ti accorgi di cosa succede al tuo intestino, al tuo fegato, al tuo pancreas quando ti butti su un pacco di biscotti o semplicemente decidi di esagerare con un cibo oppure quando continui ostinatamente ad essere disordinata nelle tue scelte alimentari? La conferenza “Rigenerazione cellulare e malattie antinfiammatorie” di martedì 9 ottobre è stata un vero successo. È stata un’occasione importantissima per capire come funziona il nostro intestino e come è importante agire in caso di problematiche,  dal morbo di Crohn, alla colite, ai gonfiori, alla sindrome dell’intestino permeabile, alle situazioni in cui si sta vivendo o si è vissuto un cancro, al pre-diabete e diabete, all’insulino-resistenza, alle problematiche ginecologiche, attraverso l’intervento del Dott. in Scienze infermieristiche Giampaolo Peracchiotti, esperto di idrocolonterapia. <<Certi luoghi si trovano sulla linea di confine fra il conscio e l’inconscio. Siamo seduti in salotto a pranzare e non ci accorgiamo che a pochi metri di distanza da noi, nell’appartamento accanto un’altra persona è seduta a tavola a mangiare. Di tanto in tanto sentiamo uno scricciolo sul pavimento e ci domandiamo che cosa stia accadendo al di là delle nostre pareti. Anche nel corpo umano ci sono zone di cui semplicemente non percepiamo l’esistenza. Non sentiamo quel che fanno i nostri organi tutto il giorno.>> scrive nel suo illuminante libro, “L’Intestino Felice”, edizioni Sonzogno, Giulia Enders, ricercatrice tedesca all’istituto di Microbiologia e igiene ospedaliera di Francoforte. Continua poi: <<Per esempio, se mangiamo una fetta di torta, ne avvertiamo la presenza e il sapore finchè è in bocca. Quando deglutiamo, la sentiamo ancora per alcuni centimetri ma poi paff… svanisce del tutto. Da lì in poi scompare in un territorio che la medicina, con il suo linguaggio oggettivo, chiama “muscolatura liscia”>>. Ed io aggiungo: è vero che, come dice Giulia, scompare in questa muscolatura liscia ma, come ci insegna la medicina tradizionale cinese, rimangono gli effetti del cibo sul corpo che non sono misurabili scientificamente ma sono misurati dal nostro sentire. E per stare bene il cibo va sentito, va ascoltato, va appreso nella sua dimensione più energetica, comprendendo i suoi effetti. Che effetto ha un cibo sul corpo piuttosto di un altro? Su questo aspetto stiamo lavorando con un gruppo che è partito a seguito degli stimoli ricevuti durante la conferenza. Abbiamo iniziato lunedì, per vivere tre giorni con la mia costante assistenza a zuppa di miso, vellutate e verdure cotte. Lo scopo è di capire e soprattutto di sentire gli effetti del cibo sul corpo. Come si sta senza il prodotto da forno, la pizza, il cappuccino, la briosce, i biscotti, le fette biscottate, il caffè o semplicemente, per chi ha già iniziato un cambiamento alimentare verso un cibo più naturale, come si sta senza cereale e legumi, con più spazio dentro? Il primo giorno abbiamo iniziato con questa frase: “La filosofia del digiuno ci invita a conoscere noi stessi, a dominare noi stessi, e a disciplinare noi stessi per meglio essere liberi. Digiunare è identificare le nostre dipendenze e liberarci da loro”. Dopo i tre giorni ho pensato, insieme all’ amica e collega Paola Chiesa (www.paolachiesa.it) di iniziare un gruppo Il Giardino della Cucina in Cambiamento, per far germogliare i semi gettati duranti l’esperienza di questa dieta pazza più pazza di semi digiuno guidato. Siamo alla terza edizione di questo giardino che, proprio per i successi ricevuti, desideriamo riproporre. Perché un Giardino della Cucina in Cambiamento? Perché magari abbiamo tentato mille volte una dieta oppure di migliorare le nostre abitudini alimentare e, sentendoci soli, abbiamo abbandonato. A volte serve un gruppo che ci sostenga, a volte serve una guida, a volte serve una persona che ci aiuti a vedere la nostra situazione da un punto di vista distaccato, a volte serve un gruppo per elevarsi sopra il proprio problema per trovarne soluzione. <<Il Giardino della Cucina in Cambiamento è per me occasione di crescita insieme. È la possibilità di vivere la grande opportunità trasformativa che è insita in un cambio alimentare.>> Ci spiega la nostra Paola. <<Si vanno a osservare le abitudini, le forme pensiero a esse collegate, e i valori profondi. È apprendere come sostituire e non come rinunciare! E il gruppo da la possibilità di mantenere il ritmo, offre strumenti, sostiene nel disorientamento iniziale ed è confronto. Tutto questo porta a rendere visibile la bellezza ancora inespressa in noi. Provare per credere>>. Dallo scorso anno abbiamo creato due Giardini della Cucina in Cambiamento in cui molte delle persone accompagnate hanno perso una decina di kili, altre hanno migliorato il loro rapporto con il cibo, altre ancora hanno preso maggiore consapevolezza della relazione emozioni –cibo e degli effetti del cibo sul corpo. Molti hanno iniziato prima, durante o dopo a seguirmi con il mio programma alimentare il menù naturale organizzato con cui da un anno seguo le persone che si abbonano da tutta Italia. Unisciti a noi! Scrivi a me o a Paola info@paolachiesa.it,  tel. 3402664342 per iniziare un nuovo giardino insieme. Love, trust, care Silvia P.S: Il menù naturale organizzato è un programma alimentare in cui ogni settimana, il venerdì, arrivano a chi si abbona delle ricette specifiche. È una guida, dà il ritmo, è un vero e proprio corso di cucina on line in cui ogni settimana apprendi l’energia dei cibi, l’effetto del cibo sul corpo, gli stili di cottura e poi ti diverti e hai tantissimi benefici. È pratico e facile! Nei video che ricevi una volta abbonato apprendi come organizzarti e poi sarà uno scherzo mangiare in modo sano e naturale. Entra nel gruppo facebook il tuo menù naturale organizzato e scopri tutti i benefici del mio programma!

Problemi ormonali? Scopri insieme a me la causa!

Riappacificati con il tuo intestino. Questa è la tua mission, ora. Abbraccialo, coccolalo, comprendilo. Smettila di lottare contro di lui. Deponi le armi. È normale che in questo periodo dell’anno si acuiscano i problemi intestinali, in quanto tutti i processi infiammatori dell’ intestino sono sollecitati al massimo. Chi soffre di gonfiore si può sentire un pallone, ora più che mai. Chi soffre di intolleranze può avvertire che nemmeno evitare certi cibi può essere sufficiente. Chi ha la sindrome del colon irritabile ulula, nonostante tutti i rimedi. Chi soffre di stipsi, rantola. La diverticolite ti lancia in bagno in modo ancor più inaspettato e la tua colite brucia tanto da sembrare un bosco in preda alle fiamme di un piromane. Per non parlare di chi ha il morbo di Chron, di chi ha un intestino più permeabile e di chi soffre di intolleranze alimentari. Dal punto di vista della medicina tradizionale cinese stiamo entrando nell’energia che governa l’intestino crasso, l’energia metallo. Ecco spiegato per un verso tutto questo divampare di malesseri intestinali. Stiamo lasciando l’energia terra che governa pancreas, milza e stomaco che è l’energia della trasformazione. Se questa energia potente da cui si origina tutto in medicina tradizionale cinese non è stata trattata o trasformata in modo equilibrato si riflette in uno squilibrio dell’energia che la segue ovvero dell’energia metallo. E se oggi ci troviamo con tutti questi disagi possiamo anche chiederci come abbiamo trattato l’energia fuoco di questa estate che governa il cuore e l’intestino tenue. Se oggi c’è casino nel tuo intestino crasso è perché hai fatto confusione qualche mese fa con il tuo intestino tenue e poi con tutti gli altri organi digestivi. La medicina tradizionale cinese insegna che ogni parte di noi è collegata. All’interno del nostro corpo possono esserci troppi grassi e troppe sostanze mal digerite o per nulla digerite. Quando ci sono sono troppi grassi, buoni o cattivi che siano, o troppe sostanze mal digerite o per nulla digerite non siamo semplicemente in grado di assorbire. È come quando ci mettiamo troppa crema in faccia. La pelle diventa unta, possono apparire brufoli ed è costantemente lucida e ha proprio l’aspetto che qualcosa non venga gestito bene: il grasso della crema. E la pelle assume una patina viscida che non lascia più penetrare nulla, neanche ciò che le sarebbe utile. E cosa fai? Una estetista ti potrebbe dare una mano facendo una bella pulizia del viso ma se tu continui a persistere, mettendo sempre la stessa crema e nella stessa quantità, il problema continuerà a riproporsi e, nel tempo, anche ad aggravarsi. Il nostro intestino, crasso in particolare, è uguale! Tenta, ogni giorno, come la pelle del nostro viso, di avvisarci che abbiamo mangiato male, si gonfia, borbotta, si blocca, rallenta o fa fuoriuscire quando non dovrebbe. Dai prova a pensare a quante volte hai mangiato di fretta senza masticare o quante volte hai mangiato durante la giornata o la settimana formaggi, carni, salumi, farine bianche, lieviti, zuccheri, prodotti ricchi di oli di cui non sai neppure la provenienza e gelati (insomma tutta roba piena di grassi che hai spalmato, giorno dopo giorno, sulle pareti del tuo intestino)? Quante volte hai cercato di migliorare le tue abitudini alimentari ma hai sgarrato e sei finito nella tentazione di riungere il tuo intestino con qualche cibo grasso? Hai poi magari aggiunto come condimento piccante a tutto questi cibi un po’ di rabbia, ansia, stress tanto per non far mancare nulla a questo intestino bistrattato e disperato, tanto per facilitare nei minimi particolari il processo della digestione? Alla base di tutto quell’elenco stratosferico di disturbi intestinali appena elencati c’è un parola che oggi sta diventando famosissima: disbiosi. Ti risuona? Ormai dove mi giro mi ci imbatto. Ed eccola qui la disbiosi: Una microflora intestinale squilibrata, dove crescono batteri “squilibrati” che si combattono reciprocamente attaccando le cellule del colon e generando un processo di infiammazione locale e alla lunga pure problemi ormonali. Problemi ormonali? Upsss… ehh si , a volte sembra proprio che ci caschino dal cielo sulla testa. Ma hanno una causa. E la causa può essere proprio nel tuo intestino! Perché l’intestino è definito il nostro secondo cervello? Pensaci un attimo : quando ti arrabbi o senti tristezza la pancia non è la prima parte del tuo corpo che vedi cambiare, gonfiarsi? L’intestino è la sede più importante del sistema immunitario, produce molti ormoni, riceve e rimanda informazioni a quello collocato nella scatola cranica, influenzandone il funzionamento. << Soprattutto è la sede primaria della nostra salute e della maggior parte dei batteri che vivono con il nostro organismo>> ci spiega il Dott. Giampaolo Peracchiotti, esperto di idrocolon terapia, con cui ho il piacere di condividere la conferenza “Rigenerazione cellulare e malattie infoiammatorie”  di martedì 9 ottobre, da Sale in zucca. E allora perché non ne abbiamo abbastanza cura, visto che proprio Paracelso, uno dei più importanti medici antichi, diceva che la vita e la morte risiede all’interno dell’intestino? << Soffrire di pancia gonfia, gonfiori addominali, stipsi o colite sembra ormai essere la regola. Mangi e subito ti senti gonfio e hai paura di uscire di casa perché non sai quando avrai nuovamente bisogno di correre al bagno e devi rinunciare a vestirti come vuoi. In pratica siamo diventati tutti schiavi del nostro intestino- continua Giampaolo- Se abbiamo un eccesso di batteri dannosi che iper-proliferano si può produrre un eccesso di ammoniaca nel nostro intestino che può intossicare fegato e cistifellea >>. Ed ecco la ragione per cui ti viene sonno dopo i pasti. E in questi casi cosa succede al fegato? << Il fegato si “auto-ubriaca” giornalmente senza saperlo. Aumentano i processi fermentativi intestinali, si produce alcool che deve essere degradato a livello epatico ed ecco qua che si crea quello che viene definito il fegato degli alcolisti dove l’alcool il fegato se lo produce da sé >>. Quindi cosa succede a livello ormonale? << Anche la parte ormonale può venire alterata, soprattutto quella estrogenica con un aumento di cancro alla mammella, ed è dimostrato che i

Intestino bistrattato e disperato?

<<Con la sigla IBD (inflammatory Bowel Diseases) si indicano tutte le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, un intestino bistrattato e quindi disbiotico, disperato perché non capisce perché lo trattiamo male, distrutto da una alimentazione incongrua, insostenibile e da trattamenti antibiotici per lo più inutili>> scrive nel suo libro “Medicina da mangiare”  il Dottor Berrino,  dal 1975 al 2014, direttore  presso l’Istituto Nazionale dei tumori di Milano del dipartimento di medicina preventiva e predittiva. E aggiunge: << Il termine IBD inoltre raggruppa le patologie chiamate morbo di Crohn (malattia infiammatoria cronica della parete dell’intestino) e colite ulcerosa (malattia infiammatoria cronica della mucosa del grosso intestino), la diverticolite, il colon irritabile, le colite croniche non altrimenti specificate… L’uomo occidentale moderno soffre molto a causa delle condizioni dell’intestino. Sintomi come gonfiori addominali, meteorismo, irregolarità, dolori al basso ventre, stanchezza generale possono essere correlati a uno stato infiammatorio. Sembrano problemi di poco conto ma la qualità della vita è fortemente compromessa… e se l’intestino è in squilibrio perdiamo la nostra chiarezza mentale, la nostra capacità di valutare… >> Se l’intestino è in squilibrio perdiamo la nostra capacità di essere felici! Urge una nuova coscienza alimentare che ci dia respiro e in cui, passo dopo passo, possiamo trovare la felicità perduta. << La miseria, la felicità e una vita più o meno lunga o breve dipendono tutte dal cibo >> Uno dei libri che mi ha impressionato e mi ha insegnato di più nel mio cammino di evoluzione alimentare e come persona è stato “Cibo e destino”, gli insegnamenti di Namboku Mizuno (Hermes edizioni). Tu cosa ne pensi? Fu dalla lettura di quel libro che presi in mano le redini della mia alimentazione e della mia vita. E fu così che la cambiai completamente. Non è stato facile. È stato a tratti faticoso. Ma quando arrivano i risultati, da quelli minimi, davvero super minimi (come lo svegliarsi con più energia) a quelli più grandi (come fare un’ecografia e non vedere più cisti ovariche,  accorgersi che i propri esami del sangue sono a posto e l’insulina resistenza, la sindrome metabolica se ne sono andate) ti senti al massimo della felicità, appagata di ogni impegno. Certo, questo cambiamento bisogna desiderarlo ardentemente e cominciare da qualche parte a metterlo in atto, azione dopo azione, pensiero dopo pensiero. Poi ci si può anche perdere per strada ma intanto un pezzettino lo si è percorso, qualcosa è stato seminato e il corpo ricorda sempre quando stava meglio e vuole  tornare a quel momento. Ora ti chiedo una cosa po’ bizzarra… Sai che esiste una tecnica che ti può aiutare a lasciare andare tutta questa infelicità sia fisica che emotiva e a portarti ad un maggiore grado di felicità? Sì? Sai che tecnica è? L’idrocoloterapia. Una tecnica che io ho seguito nei primi tempi del mio percorso di evoluzione alimentare attraverso cui ho lasciato andare non solo tanta “pu pu” ma anche tanto dolore. Nell’ultimo seminario di formazione a cui ho partecipato della Grande Via, l’associazione del Dottor Berrino, mi è stata spesso ripetuta una frase di un medico missionario in Africa, Dennis Burkitt: <<Se fate cacche piccoli avete bisogni di ospedali grandi, se fate cacche grandi avete bisogno di ospedali piccoli>>. Fa un po’ sorridere come frase ma è vero. Spesso noi tratteniamo le nostre emozioni, ci chiudiamo in qualche modo e per qualche ragione e non riusciamo più a fare “pu pu” come veramente desideriamo e ci rimane dentro per tutta la vita, magari creando scompensi su scompensi che aumentano in modo esponenziale, se mangiamo i cibi dell’intestino infelice! Ebbene sì, esistono cibi che provocano infelicità intestinale e lo vedremo insieme martedì 9 ottobre! È il momento di dire basta a questi problemi ed è giunto il momento di liberarti anche un po’ dalla troppa infelicità e dai troppi pensieri. No, no, non scherzo! Se pensi troppo, è anche perché il tuo vero organo metabolico, il tuo secondo cervello ovvero il tuo intestino, è in tilt. Ti aspetto allora martedì 9 ottobre, alle 19,45 da Sale in Zucca, in via Santa Chiara 45 a Torino, per ritrovare la tua libertà intestinale e di pensiero e per scoprire e capire quanto può essere utile la antica pratica dell’idrocolonterapia con il Dott. in Scienze Infermieristiche Giampaolo Perracchiotti. Dal nostro intestino dipende la nostra salute ma anche la nostra felicità: l’intestino e lo stomaco producono il 99% della serotonina, l’ormone del buon umore. Per cui sì, è arrivato il momento di scegliere di essere felici. Un idrocolon può essere davvero l’inizio di una nuova vita? Ne parleremo intensamente Martedì 9 ottobre. Parleremo anche della pratica del digiuno per capire gli ultimi studi a livello scientifico: il digiuno di un giorno, di qualche ora, di tre giorni e 5 giorni. Vedremo insieme come può essere facilitato il periodo di assenza di cibo e poi lancerò una super dieta pazza per sperimentare, per chi vorrà, almeno un giorno di digiuno assistito e accompagnato da me, per poi continuare con delle indicazioni mirate alimentari. Che ne dici? Ci proviamo? Daiii insieme è più facile, è più bello, è più motivante. Per millenni il digiuno è stata la normalità! Guarda un po’, se risaliamo indietro nella storia dell’umanità tutti gli esseri viventi sono stati “selezionati” dalla mancanza di cibo e quasi mai dall’abbondanza! Anche se non siamo pronti ad un digiuno, questa “selezione naturale” ci fa pensare.  Cosa dici? Vedremo insieme a Giampaolo gli ultimi studi del dottore Walter Longo su come anche un piccolo digiuno trasformi il corpo e lo aiuti ad essere longevo. << Poiché il cibo sostiene la vita, una alimentazione instabile produce solo una vita instabile: questa è la ragione per cui egli non può essere longevo. Invece una persona che si nutre appropriatamente, sosterrà la propria vita nel modo più giusto e vivrà a lungo. La longevità in salute arriva da una alimentazione sobria. >> conclude Namboku Mizuno, anziano monaco giapponese che praticava la terapia alimentare. Ti aspetto quindi ad una serata da cui potrai partire per mettere le basi solide per avere

Voglia di dolce della tarda estate

Voglia di dolce? Lo sai che nel periodo della tarda estate si scatenano le voglie pazze di dolce? Perché? Per la medicina tradizionale cinese entriamo nell’energia terra dove vengono stimolati in modo particolare pancreas, fegato, milza che sono appunto gli organi che regolano la voglia di dolce nel nostro organismo. Ti piacciono i cibi tropicali, provenienti da quei paesi che sono sull’asse dell’equatore o più giù come per esempio le banane, il cioccolato, il caffè, lo zucchero. L’avocado, il mango, il cocco, i datteri, il mango? Soddisfi così la tua voglia di dolce? Io prima di studiare e capire l’energia dei cibi ne facevo largo uso in ogni momento dell’anno. La banana è super buona e sazia velocemente ed è pratica, il cocco ti porta a viaggiare con i sensi, il cioccolato è wow, il caffè crea dipendenza come lo zucchero, l’avocado, i datteri e il mango sono diventati una moda da quando si sta diffondendo il crudismo e la moda alcalina. Ma in relazione al cibo, per la propria salute è bene andare oltre al gusto e farsi delle domande. E la prima domanda che mi faccio quando scelgo un cibo da mettere in bocca è: che effetto ha sui miei organi? Che effetto hanno questi cibi tropicali sugli organi e quindi sul corpo e sulla mente di una persona come me che vive in un paese che non è tropicale e si trova al di sopra dell’ equatore? raffreddano il corpo abbassando la temperatura, per questo sono stati creati dalla natura in luoghi dell’emisfero terrestre dove le temperature sono alte la maggior parte dell’anno sono molto ricchi di acqua, quindi creano umidità nei tessuti sono molto yin per la medicina tradizionale cinese, ovvero creano un effetto dispersivo nella mente contribuendo a creare un modo di pensare debole e poco centrato. Causano quindi nel corpo problemi yin come infiammazioni, allergie, debolezze al sistema immunitario, psoriasi, dermatiti, cedimenti o eccessiva rilassatezza dei tessuti come l’ernia iatale o i prolassi. >> Pensi di non riuscire di fare a meno di dolci e frutta tropicale? Unisciti alla nostra Community Facebook per scoprire tanti trucchi e ricette per superarla!  Quindi come è importante comportarci di fronte a questi cibi? Se si hanno dei problemi yin, vanno eliminati per un certo periodo. Per guarire dal pre-diabete e dall’ovaio polistico ad esempio, non li ho proprio visti per anni. Se non ci sono importanti problemi di salute, bisogna mangiarli con cautela e saperli equilibrare con altri alimenti più yang, per una questione sia preventiva che di equilibrio energetico. Due anni fa Leonardo ed io siamo partiti per il Rajastan, lo stato più romantico dell’India Settentrionale. Siamo partiti a dicembre per arrivare nel periodo più yin dell’anno, ovvero a gennaio dove nel nord Italia il freddo è intenso e l’umidità pungente. All’epoca stavo terminando i miei studi come terapeuta alimentare alla Scuola la Sana Gola di Milano e stavo approfondendo l’energia dei cibi. La raccomandazione che mi venne ripetuta più spesso dal mio professore Martin Halsey fu: “non mangiare spezie ed evita tutto il crudo, frutta e verdura, altrimenti quando tornerai batterai i denti, rischiando di ammalarti, e ti ritroverai una lingua super patinata e l’intestino indebolito.” Così, in ogni ristorante, al momento di ordinare ogni piatto partiva la richiesta: no spicy, ovvero no spezie. Abbiamo poi evitato ogni tipo di frutta e di dolce tranne a capodanno. Il 31 dicembre eravamo nella città blu, Jodhpur in un agriturismo tra un lago e una montagna e dopo una cena a lume di candela rigorosamente no spicy ci hanno proposto come dolce per festeggiare il nuovo anno una mousse di lenticchie rosse. Non ho potuto resistere, dalla curiosità abbiamo ordinato questa mousse per festeggiare. Era un delizia e chiesi tutti gli ingredienti per poterla rifare a casa secondo i principi yin e yang della dieta dell’equilibrio. Ed ecco per te la mia versione della mousse all’indiana: Ingredienti: 150 grammi di lenticchie rosse decorticate 200 ml di latte di mandorla 300 di acqua di cocco 150 grammi di malto di riso o q.b due bacche di cardamomo mezzo cucchiaino raso di cannella una spolverata di noce moscata due cucchiai di cocco in scaglie 1 pizzico di sale 1 cucchiaino raso di agar agar 1 cucchiaino di crema di mandorle una spolverata di cacao raw o bacche di cacao raw per guarnire Procedimento: Lavare le lenticchie. Sgranare i semi di cardamomo. In una pentola mettere a cuocere tutti gli ingredienti, coprire e lasciare cuocere per una ventina di minuti. Frulla e servi con qualche scaglia di cocco sopra e qualche bacca di cioccolata raw. Puoi anche metterla in frigo lasciarla raffreddare, e al momento di servirla frullarla nuovamente per ammorbidirla (se ti piace più soffice puoi aggiungerci un cucchiaino di crema di mandorle) Con la cottura che è yang i cibi tropicali perdono un po’ del loro effetto yin indebolente. Io ho poi aggiunto, sempre nell’ottica della dieta dell’equilibrio e della visione energetica del cibo, un pizzico di sale e l’alga agar agar, il malto di riso invece dello zucchero, e il latte di mandorla invece che esclusivamente latte di cocco. Con questi accorgimenti potete godervi questo dolcetto di fine estate ogni tanto, ma con l’inoltrarsi dell’autunno ti consiglio vivamente di non mangiare alimenti tropicali e seguire uno stile alimentare più rafforzante e riscaldante (in particolare se segui una l’alimentazione in prevalenza vegetale). Con l’equinozio d’autunno il mio programma alimentare il tuo menù naturale organizzato ti aiuta a diminuire, se non a cancellare, la voglia di dolce con un decotto specifico e ricette mirate. Se non elimini le voglie o non le riduci in modo importante, la tua alimentazione rimarrà disordinata, caotica e continuerai a portarti avanti i problemi di sempre: dal mettere su peso al colesterolo, ai problemi intestinali e digestivi. Il successo alimentare parte proprio dall’ordine alimentare e l’ordine alimentare non può esistere se sei in preda alle voglie. Iscriviti al gruppo facebook del menù naturale organizzato, fammi sapere se ti è piaciuta questa ricetta  e

Agosto, l’energia fuoco e cosa mangiare dopo le vacanze

Che gioia riprendere a scrivere gli articoli del mio blog e le newsletter e ritornare in contatto con te anche in questo modo oltre che con i social in cui sono stata attiva in questi mesi! Come è andata la tua estate? E il tuo agosto? Agosto è un mese particolare, perché l’energia espansiva dell’estate raggiunge il suo culmine. La sua “discesa”, compresa tra queste ultime settimane del mese e i primi venti giorni di settembre, nella medicina tradizionale cinese viene chiamata Tarda Estate ed è considerata un momento cruciale in cui gettare le basi per evitare raffreddamenti e debolezze. Agosto è anche un momento che induce in tentazione, che ci porta a mangiare in fretta, cibi solo crudi magari o a esagerare con certi alimenti dimenticando completamente altri…giusto? Nel gruppo Facebook del Tuo Menu Naturale Organizzato e in privato siete stati in tantissimi a condividere con me e con la community della Dieta Dell’Equilibrio le vostre debolezze estive. Ma niente paura: in questo articolo voglio darti alcuni consigli e trucchi importantissimi che ti aiutano a mantenere l’equilibrio in questo periodo di sali e scendi, rispondendo alla fondamentale domanda: cosa è meglio mangiare dopo le vacanze? >> Noi sei ancora entrato nel nostro gruppo? Iscriviti gratis alla nostra Community Facebook!!  Quali sono i cereali e i legumi che più ti possono aiutare in questo periodo dell’anno? Per l’antica medicina tradizionale cinese, nella prima parte di agosto siamo nel vivo dell’energia “fuoco” che piano piano verso la fine del mese si trasformerà in energia “terra”. Ogni stagione ha un’energia trasformativa e delle caratteristiche particolari, capaci di influire in modo diverso sul nostro corpo attraverso la stimolazione di organi specifici. (Per approfondire questo argomento consiglio la lettura del libro di Martin Halsey “Il corpo umano: istruzioni per l’uso”, edizioni la Sana Gola) Qual è l’organo nel nostro corpo che più di ogni altro viene stimolato nel mese di agosto? All’inizio verrà stimolato il cuore (e tutto il sistema circolatorio) insieme al suo compagno, l’intestino tenue e verso la fine del mese il pancreas, la milza e lo stomaco. Uno dei cereali più in sintonia con le energie del mese di agosto è il mais! Il mais, il cui nome deriva dalla definizione botanica Zea mays L., è anche conosciuto come granturco. Appartiene alla stessa famiglia delle graminacee, come frumento, orzo, riso, segale, avena e miglio. Il luogo in cui è stata perfezionata la coltivazione di questo cereale è il Sudamerica, in particolare in Messico. Era il sostentamento alimentare delle popolazioni precolombiane, che ne coltivavano grandi quantità per nutrirsi ma anche per offrirlo alle divinità, ai loro regnanti e per compiere tutti i riti religiosi previsti dal calendario. Dal Sud America sembra arrivato in Europa con Cristoforo Colombo, altre fonti però sostengono sia giunto al seguito dei marinai scandinavi che, sembra, lo avessero importato tempo prima nel corso delle loro svariate navigazioni oceaniche. Questa pianta si adattò molto bene alle condizioni climatiche europee e dilagò, come coltivazione, anche nelle campagne italiane, così da divenire la base dell’alimentazione delle aree contadine. È un alimento energetico e digeribile, che racchiude diversi principi nutritivi, per questo è ottimo per i bambini. La crema di mais può essere un buon alimento per lo svezzamento. Contiene un buon apporto di sali minerali come fosforo, ferro, potassio, calcio, ha pochissimi grassi saturi e tantissime fibre per questo mangiare, nelle sue diverse forme, il mais aiuta il transito intestinale, migliora il colesterolo e aiuta il controllo della glicemia, contiene  vitamina C e B6 e acido folico, importante per prevenire i difetti di nascita e nella prevenzione delle malattie cardiache. I chicchi (e le pannocchie) possono essere utilizzati in molti modi: cotti al vapore o bolliti (sono quelli in scatola) da aggiungere a zuppe, brodi e insalate pop corn, se salati con del sale marino integrale fine e poi scoppiati con il calore all’interno di una buona pentola con il coperchio e diventano uno degli snack più amati! fiocchi, si trasforma nei classici corn flakes della colazione che possono essere usati all’interno di un buon porridge insieme ad un cereale integrale. Sono anche ottimi per preparare un crumble alle pesche che stupirà tutti per la sua golosità: mescola un tazza (400 grammi) di cornflakes in una teglia da forno da forno con una tazza (400 grammi) di fiocchi di avena e 4 cucchiai pieni di farina di mais fioretto, due belle manciate di nocciole tostate e triturate grossolanamente, due manciate di uvetta, tre pesche tagliate a pezzi piccoli, un cucchiaio di olio di girasole deodorato, due cucchiai di malto di mais, due cucchiai di crema alle nocciole, metti in forno pre riscaldato a 180 gradi per 40 minuti. Fai raffreddare e servi. Crumble alle pesche Salati sono molto apprezzati come sano stuzzichino da aperitivo oppure come topping per una vellutata per darle un tono croccante: metti in un teglia da forno una tazza da 400 grammi di cornflakes che mescolerai con la paprika dolce e del sale marino integrale fine, metti in forno pre-riscaldato a 180 gradi per 15 minuti. Da questo cereale si ricava anche la farina, ideale per la preparazione della polenta, che se messa in una teglia e riscaldata in forno e poi tagliata a fette può costruire anche un buon sostituto del pane per chi è abituato al prodotto da forno e ha bisogno di dimagrire oppure non può mangiare glutine e vuole diminuire i prodotti cotti a lungo nel forno che hanno un effetto contraente sul corpo. Vi sono poi le gallette da consumare come spuntino quando si è in giro per smorzare la fame e per evitare di cadere in tentazione creando disordine alimentare. Le pannocchie di mais fresche sono disponibili ad inizio settembre ma è possibile trovarle anche già precotte nel banco frigo e possono essere consumate scottate in acqua salata (se non precotte) e poi passate in padella con olio, salsa di soia e limone. La farina ottenuta dal mais è una delle migliori per i celiaci essendo senza glutine. È adatta per la preparazione di biscotti, torte e se associata con farine di frumento, kamut o farro nella percentuale del 30% può essere

Scopri insieme a me gli effetti dell’amaranto!

Luglio: entriamo nel pieno dell’energia espansiva e gioiosa dell’estate! Quali sono i cereali e i legumi che più ti possono aiutare nel mese di luglio per vivere al meglio e con grande vitalità, il periodo più caldo dell’anno? Per l’antica medicina tradizionale cinese, nel mese di luglio entriamo nel pieno dell’energia “fuoco”. Ogni stagione ha un’energia trasformativa e delle caratteristiche particolari, capaci di influire in modo diverso sul nostro corpo attraverso la stimolazione di organi specifici. (Per approfondire questo argomento consiglio la lettura del libro di Martin Halsey “Il corpo umano: istruzioni per l’uso”, edizioni la Sana Gola) Qual è l’organo nel nostro corpo che più di ogni altro viene stimolato nel mese di luglio? Il cuore (e tutto il sistema circolatorio) insieme al suo compagno, l’intestino tenue. Uno dei cereali più in sintonia con l’energia della stagione estiva e quindi con l’energia fuoco è l’amaranto! L’amaranto è una pianta erbacea delle Amarantacee che sboccia in piena estate con delle belle infiorescenze a fiori piccoli, penduli, di un rosso scuro e intenso. Il colore rosso caratteristico rende, da un punto di vista energetico, questo alimento adatto per aiutare il cuore, il sistema circolatorio e l’intestino, gli organi che corrispondono all’energia estiva “Fuoco”. È uno pseudo cereale come la quinoa, molto ricco di proteine e molto nutritivo, è stato per secoli l’alimento base delle popolazioni precolombiane. Conobbe il massimo splendore sotto gli Aztechi, quando era chiamato “grano degli dei”. Essendo originario del America centrale ci porta una energia fresca e leggera che ci aiuta ad affrontare le alte temperature. È ricchissimo di amminoacidi come la lisina, fibre che aiutano l’intestino tenue, magnesio, ferro, fosforo. Tra le vitamine spiccano la B3, molto utile per la respirazione cellulare, il metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine oltre che per la circolazione e la B6 necessaria per la sintesi metabolica e la formazione dei globuli bianchi e rossi, e la vitamina E, antiossidante. È molto facile da digerire evitando così la produzione di tossine digestive ed accelerando il metabolismo. Si favorisce così il dimagrimento e si riequilibrano tanti stati di salute, soprattutto legati al sistema circolatorio. È una vera salvezza per chi è celiaco perché è totalmente privo di glutine! Come si usa l’amaranto? La preparazione è molto simile a quella del riso. Per renderla ancora più digeribile, se ci sono dei problemi di acidità, può essere messa a mollo la sera precedente o tostata enfatizzandone così anche l’aroma nocciolato. Come il mais, l’amaranto cotto in padella, con un coperchio, con un filo di olio scoppia creando piccoli pop corn. Si cuoce in pentola con una quantità doppia di acqua, a fuoco lento, per circa venti minuti, dopo aver dato una buona sciacquata con un colino a maglie molto fine. È pronta quando sarà stata completamente assorbita l’acqua. Una volta cotto assume una consistenza gelatinosa. La gelatina può essere levata via sciacquando. Meglio però utilizzarla al completo perché questo effetto gelatinoso è un vero proprio addensante per creare favolose vellutate o porridge o gustosi milk-shake vegetali. La farina ottenuta dall’amaranto è una delle migliori per i celiaci essendo senza glutine. E’ adatta per la preparazione di biscotti e se associata con farine di frumento, kamut o farro nella percentuale del 30% può essere usata anche per un pane saporito a lievitazione naturale. Al mattino, se si ha fretta può essere utilizzato anche soffiato in veloci porridge arricchiti da frutta di stagione e una golosa granella di nocciole tostate oppure per creare barrette e pasticcini. L’amaranto è ottimo cotto insieme ad altri cereali con riso integrale e orzo nella proporzione di 1:3. Per una ricetta dimagrante può essere cucinato insieme alle verdure di stagione e qualche fungo shiitake secco (speciali funghi che crescono sulle querce con proprietà sciogli grassi) messo a mollo e tagliato fine. Dopo aver lavato l’amaranto saltare le verdure e i funghi tagliati fine con olio extravergine di oliva, un dito di acqua, sale marino, dopo qualche minuto aggiungere sopra l’amaranto e qualche seme di cumino tostato. Coprire il tutto per una ventina di minuti con abbondante acqua, aggiustando di sale. Verso fine cottura grattugia la scorsa di un limone bio e cuoci ancora qualche minuto, coperto. Quando tutta l’acqua sarà assorbita servi con una spolverata di basilico fresco. Lo si può inoltre usare come base per le pappe dei bebè o per rendere più nutrienti le minestre per convalescenti ed anziani. I chicchi già cotti possono anche essere mescolati con legumi o fiocchi di cereali per creare crocchette sfiziose. L’amaranto può essere alternato al orzo e al farro perlato in fantasiose insalate fresche con olive, capperi e verdure. Molto adatto in questo periodo e veloce da preparare è il bulgur, il grano spezzato, molto digeribile e versatile. Legumi dalle sfumature rosse aiutano tutto il nostro sistema circolatorio e sono da preferire in questo momento dell’anno. I fagioli Bortolotti sono i legumi protagonisti del mese di luglio. Sono originari dell’America del Sud, ad oggi coltivati anche in nord Italia. Sono molto ricchi in fibre, utilissime per contrastare il colesterolo “cattivo” e hanno la proprietà di non far salire troppo velocemente i valori dello zucchero nel sangue. Sono una buona fonte di molbdeno, di folato, di proteine e vitamine B1 e di minerali come il fosforo, il magnesio, il manganese e il potassio. La sua fibra aiuta anche a prevenire disturbi digestivi, la sindrome dell’intestino irritabile e i diverticoli. Se vogliamo ancor di più rendere il nostro piatto in armonia con l’energia fuoco del momento allora possiamo mettere nel nostro cesto della spesa le zucchine, i fagiolini, la lattuga, i cetrioli, i ravanelli, ma anche pomodori, melanzane, peperoni se non si hanno problemi di acidità o di digestione. In questo periodo dell’anno possiamo rinfrescare i nostri piatti con la menta e la maggiorana. Una spezia che viene raccolta a luglio è la cannella. Possiamo addolcire con questa spezia, senza utilizzare altri zuccheri, le nostre colazioni mattutine inserendola in cottura nelle creme di cereali; è un valido aiuto per il controllo dei

La ricetta del mio viaggio a Bali

Ogni cosa è benedetta e va benedetta. Questo l’ho imparato nel mio viaggio a Bali, qualche anno fa. Ogni mattina ci svegliavamo e trovavamo sulla porta di legno della nostra casetta dei fiori, un incenso e qualche cosa da mangiare che veniva offerto agli dei in segno di protezione. A Bali venivano benedette non solo le case, ma anche i motorini, le macchine, i templi, le strade, i negozi. Trovavamo benedizioni dappertutto. Un giorno abbiamo affittato un motorino per accedere a delle spiagge più lontane e ci è stato consegnato con una vaschetta di fiori e l’incenso e ogni mattina ce lo trovavamo così, con questa benedizione, esattamente come la nostra casa. In quel viaggio mi sono sentita protetta e benedetta in ogni momento. La benedizione per me più emozionante è stata a quella del corso di cucina quando lo chef- insegnante ha posto sul tavolo di lavoro fiori, incenso e qualche cibo simbolico. Con l’incenso poi ci ha benedetti tutti, uno ad uno, in modo che il cibo che avremmo toccato, lavorato, trasformato e poi mangiato e fatto parte di noi avesse le più alte vibrazioni e non portasse dietro con sè strascichi di emozioni negative. Ehhh sì, noi ingurgitiamo anche le emozioni quando mangiamo… quindi se proprio non è tua la pratica della benedizione del cibo (anche se ve la consiglio almeno una volta ogni tanto) almeno attendi un attimo, prima di metterti a cucinare quando sei una nuvola di rabbia o di tristezza. Di questo viaggio mi sono rimasti i gusti agrodolci e il sapore accesso delle spezie e poi la vitalità del colore dei piatti (da cui traggo ispirazione ogni giorno per i miei). Ecco qui una ricetta che porto nel cuore perché ogni volta che la creo mi riporta là a Bali e dentro la sacralità del nutrimento e di ogni gesto di cui la nostra vita è composta. Ho ridotto la quantità di spezie rispetto la ricetta che avevo imparato nel corso di cucina a Ubud (la capitale) perché qui sono introvabili e perché per il nostro clima sono veramente troppe. Da noi subito dopo l’estate c’è l’autunno e poi l’inverno e il nostro corpo va preparato fin d’ora al freddo invernale. Questo è l’aspetto su cui sto lavorando con il gruppo che mi segue con il mio programma di ricette del menù naturale organizzato. Le ricette del menù per un lato sono studiate in base alla strategia alimentare per dimagrire, sciogliere i grassi profondi e la ritenzione idrica e per un altro lato sono create in modo da evitare le debolezze tipiche del periodo autunnale e invernale: raffreddori, muco, influenze, catarro e sistema immunitario debole. Non è uno scherzo, sai! Pensa che io dopo quel viaggio in cui per due mesi ho mangiato olio e zucchero di cocco, spezie e frutta tropicale a go a go mi sono trovata a dicembre con una patina di lingua bianca pazzesca sulla lingua e un sacco di altri disturbi tipo pancia gonfia, reflusso, catarro e stanchezza cronica. Ero all’inizio del mio percorso di studi di terapia alimentare ma guardandomi alla specchio ho iniziato a fare alcune riflessioni secondo quanto stavo apprendendo di medicina tradizionale cinese e macrobiotica. Il cibo manifesta i suoi effetti dopo tre giorni, tre mesi e tre anni in modi diversi. Quindi la mia domanda osservandomi la lingua fu: cosa avevo mangiato tre mesi prima per avere la lingua così patinata e bianca? Ma certo: ero a Bali e avevo esagerato con tutto lo yin possibile ed immaginabile, tutto ciò che c’era di frutta tropicale e cruda, di zucchero di cocco e di spezie. Avevo esagerato con del cibo che aveva delle caratteristiche utili a chi vive in un clima equatoriale. Quindi? A dicembre ho preso la decisione di rimediare a tutto quel pasticcio tropicale con un bel decotto (il più gettonato quando le persone vengono da me in consulenza) di kuzu, umeboshi e bancha e una bella dieta yanghizzante di cereali, verdure e legumi cotti a lungo. In dieci giorni ho buttato fuori tutto l’umido che mi ero portata dentro con le mie scelte alimentari estive e ho capito che non si può tanto scherzare con gli effetti del cibo sul corpo per cui l’anno dopo nel viaggio in India ho fatto che evitare tutte le spezie (al cameriere era un continuo “no spicy ), la frutta tropicale e lo zucchero di cocco. E sono tornata senza effetti collaterali. Ed ora qui la ricetta del mio viaggio a Bali rivisitata in chiave macrobiotica. Ci tengo a metter in evidenza che nella filosofia alimentare che propongo l’uso del cocco è molto raro e viene utilizzato per occasioni speciali come questa, festeggiare il compleanno di mio marito insieme ad amici creando un piatto dai gusti speciali e sognanti.   Ingredienti: 1 tazza di riso rosso 1 mazzetto di basilico 1 tazza di anacardi 2 cipollotti 4 albicocche 2 cucchiaini di curry 1 cucchiaino di zenzero in polvere o di radice fresca una manciata di scaglie di cocco o di cocco grattugiato olio di sesamo o extra vergine di oliva tamari q.b (salsa di soia bio) Procedimento: Lava il riso rosso e cuocilo salandolo con il doppio di acqua. Lava e taglia la verdura e le albicocche togliendo il nocciolo. In una padella metti dell’olio e un dito di acqua, aggiungi il cipollotto tagliato fine con la parte verde, le albicocche tagliate e le scaglie di cocco ed infine un dito di acqua, sala e copri. Intanto sciogli il curry in un dito di acqua tiepida. Tosta gli anacardi. Quando le albicocche sono morbide versa sopra il riso e il curry, grattugia lo zenzero o aggiungi la polvere di zenzero (se hai la radice fresca grattugiarla e spremerla fra le mani). Aggiungi due dita di acqua e un cucchiaio di tamari o assaggia e regola con il gusto. Coprire e cuocete tutto insieme per una decina di minuti. Poi servi con gli anacardi tostati sopra. Questa è una ricetta afrodisiaca, prova per credere e fammi

MPM SRL – tutti i diritti sono riservati

Strada Griggi Montù 20 Pecetto Torinese (TO)

P.IVA 10929010014

REA: TO-1173187 Capitale sociale: 10.000€

Consulente alimentare

siaf-logo-piccolo-sfondo bianco Professionista disciplinato ai sensi della legge n.4-2013, iscritta all’associazione di categoria professionale SIAF Italia nel registro professionale come operatore olistico ad indirizzo nutrizionale PI2102P-OP (livello professional) e counselor olistico PI609-CO