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La quinoa potenzia la tua estate, scopri il perché!

Per l’antica medicina tradizionale cinese, nel mese di giugno transitiamo dall’energia primaverile “Legno” a un tipo di energia chiamata “fuoco”. Ogni stagione ha un’energia trasformativa e delle caratteristiche particolari, capaci di influire in modo diverso sul nostro corpo attraverso la stimolazione di organi specifici (Per approfondire questo argomento consiglio la lettura del libro di Martin Halsey “Il corpo umano: istruzioni per l’uso”, edizioni la Sana Gola). Qual è l’organo nel nostro corpo che più di ogni altro viene stimolato nel mese di giugno? Il cuore (e tutto il sistema circolatorio) e l’intestino tenue. Quali sono i cereali e i legumi che più ti possono aiutare in questo mese di giugno a transitare verso la stagione più calda dell’anno evitandone i disagi? Uno dei cereali più in sintonia con l’energia fuoco è la quinoa! Questa è una pianta erbacea della stessa famiglia degli spinaci e delle barbabietole. Per questo motivo e per il fatto che se ne consumano soltanto i semi, la quinoa è in realtà un cereale molto leggero e adatto al clima che diventa più caldo. È ricchissima di proteine vegetali, fosforo, magnesio, ferro, zinco, manganese, potassio, vitamina A ed E. È molto facile da digerire, evita la produzione di tossine digestive e accelera il metabolismo. Si favorisce così il dimagrimento e si riequilibra lo stato di salute. Ci sono diversi tipi di quinoa: gialla (quasi bianca), nera, rossa o mixata (dal sapore più distintivo e nocciolato). È fondamentale sciacquarla accuratamente per rimuovere le saponine che potrebbero conferirle il gusto amarognolo. Per renderla ancora più digeribile, può essere messa a mollo la sera precedente o tostata enfatizzandone così anche l’aroma. CONSIGLI IN CUCINA  A colazione può essere utilizzata anche sotto forma di fiocchi o soffiati in veloci porridge arricchiti da frutta di stagione e una golosa granella di pistacchi tostati. Per una preparazione ottimale cuocetela in pentola con un quantitativo di acqua pari al doppio del suo volume, a fuoco lento, per circa venti minuti. Si può condire a piacere per fantasiose insalate estive è ottima con le verdure oppure come ingrediente per sfornati fantasiosi e polpette >> Leggi l’articolo completo sul Volantino Biobottega! P.S. Se vuoi imparare delle ricette sfiziose e dimagranti a base la quinoa per la colazione, il pranzo o la cena, abbonati al Menu Naturale Organizzato! Troverai tante ricette fresche e facili, che per tutta l’estate si arricchiscono del potere snellente dell’efficacissimo brodo dimagrante. Ti aspetto! P.P.S. A fine agosto tutti gli abbonati al Mio Menu Naturale Organizzato riceveranno una piccola grande sorpresa: un eBook gratuito con tutti i consigli per finire alla grande l’estate ed evitare poi indebolimenti e raffreddori, muco, occhi arrossati, tosse, forme influenzali varie…Insomma tutti quei disagi tipici della stagione fredda, che ci aspettano al nostro rientro se non ci muoviamo con anticipo e in modo strategico sul piano dell’alimentazione. Perché si, il cibo è il nostro migliore alleato per evitare di passare un autunno o inverno da malati: gli effetti delle nostre scelte alimentari sul corpo si manifestano all’incirca dopo tre mesi, se il nostro mangiare “leggero” ed “estivo” è troppo yin il rischio è quello di indebolirsi e non essere pronti per il freddo. L’eBook sarà riservato agli iscritti al Menu Naturale Organizzato, non perdetelo! 

Cambia, che ti passa!

Il cambio di alimentazione ti fa paura? Ti spaventa in qualche modo provarne una più sana, più ordinata, più equilibrata, più in armonia con la natura… un’alimentazione che ti possa anche aiutare a risolvere i tuoi problemi di salute o di peso? Beh, sì, come nasconderlo… Lasciare la propria zona di comfort, il mangiare sempre le stesse cose nello stesso modo, spesso disordinato, rimanendo assuefatti agli zuccheri, ai grassi e agli stimolanti può non essere una scelta facile! Quando 6 anni fa ho preso la decisione di cambiare alimentazione intraprendendo il cammino alimentare che ti propongo con il programma del Menù Naturale Organizzato, per me è stata una scelta immediata. Non avevo scelta: stavo così male che dovevo scegliere tra imbottirmi di farmaci oppure salvarmi in qualche altro modo. E così mi sono salvata! Il dolore può essere una grande spinta al cambiamento. La paura di un peggioramento, ovvero dover prendere un farmaco a vita, l’insulina, è stata una altra grande leva. Io non ho avuto dubbi: o cambiare o cambiare. Ammetto però che a volte non è stato facile. Ho creduto sin dall’inizio in questa scelta alimentare con tutte le mie forze e la mia volontà. Ho amato e amo tutt’ora questa scelta per tutto ciò che di meraviglioso sta portando nella mia vita, ma non ti nascondo che a volte la mente mi faceva degli scherzetti non male tipo: “e va beh, ma cosa vuoi che sia un po’ di zucchero? E va beh non è che questi macrobiotici esagerano? E va beh, ma non è che il corpo senza il cibo animale si indebolisce? E va beh, perché non rilassarsi e farsi di cioccolata?”  La mente spesso utilizza i suoi trucchetti, quando ti vuole convincere di qualcosa e fregarti! Quante volte ti sarà capitato di voler cambiare e poi, dopo aver iniziato un percorso, hai mollato tutto? Se non hai la fermezza di riprenderti dopo il primo o il secondo sgarro, puoi ritornare alla deriva e vanificare ogni sforzo. Sì, ti capisco, è difficile uscire dai propri meccanismi mentali auto-sabotanti, quei loop che ti porti dietro da una vita e ti fanno sempre fare degli scivoloni stratosferici! A volte poi, ci sono proprio situazioni o sfide che sembra di non superare mai, che la vita ti ripropone mille e mille volte e tu ci caschi sempre come un allocco/a. Ok, è difficile trasformare i propri nodi karmici, mettiamola così! Alcuni sono così stretti che ti domandi perché da lassù ti abbiano inviato una prova così grande e chiedi di mandarti delle forze superiori perché da soli è troppo difficile affrontare tutto. Penso, sento e ho provato che ci sono delle sfide che la vita ti pone davanti che da soli sembrano proprio insormontabili, e appaiono così dure che ci viene la tentazione di mollare tutto e lasciarci andare alla deriva. Hai mai provato questa sensazione? Ecco, se l’hai provata o la stai provando ora, se hai voglia di cambiare le tue abitudini alimentari ma hai timore di farlo, o ti vuoi sentire anche solo per una volta nella vita sorretto, accompagnato, non abbandonato, guidato, qui hai la tua possibilità! Venerdì 22 giugno dalle 19,30 alle 21,30 nello studio Chiesa in via vela 43 a Torino, c’è uno spazio per te: un gruppo che ti accoglierà e ti sosterrà, e  una guida amorevole, saggia e illuminata come Paola Chiesa, esperta di psicosintesi, meditazione e kinesiologia. C’è il giardino della cucina in cambiamento! Ma cos’è questo giardino? <<È un tempo per sé, è un luogo di ascolto per dare continuità e coerenza, sostegno e forza. Il Giardino è nato per sostenere e rendere più salda l’istanza trasformativa che parte da un cambio di abitudini alimentari e per favorire il rinnovamento interiore>> dice Paola. <<Accade un passaggio, sappiamo cosa dobbiamo fare ma a volte è difficile mettere in pratica, il giardino serve proprio a questo: a rendere più facile questo passaggio, a mettere realmente in pratica sostenuti dalla forza del gruppo il nostro intento di cambiamento nel tempo! Così non ci si perde più così facilmente, così si trova la propria costanza>> E come dice Pablo Neruda:<<Nascere non basta. E per rinascere che siamo nati. Ogni giorno>>. E se non ora quando? Scrivimi, o scrivi a info@paolachiesa.it Ti aspettiamo con gioia Love, trust, care Silvia P.S. Se vuoi provare qualche piatto del Tuo Menù Naturale Organizzato, imparare a come cucinarli c’è un appuntamento in cucina per te! La cucina di Debora ti aspetta per aiutarti e sostenerti nel tuo cambiamento alimentare sabato 23 giugno dalle 15 per preparare una cenetta davvero deliziosa e trasformativa. Scrivimi a silvia@cucinaincambiamento.com per riservare il tuo posto!

Il Bulgur del mio viaggio in Turchia

Venire in contatto con una nuova ricetta e applicarvi le mie conoscenze sugli effetti del cibo sul corpo è sempre una grande emozione! Anche nel cibo come nell’universo esistono due forze opposte: yin che è una forza centripeta, rilassante, espansiva e, per certi versi, indebolente e yang ,che è una forza centripeta, contraente, rafforzante! È fondamentale che ogni piatto ci trasmetta energia, equilibrio, vitalità! In questa ricetta ho bilanciato l’estremo yin dei pomodorini usandoli essiccati e cotti. Anche per i cetrioli ho usato una cottura sotto pressione, per far sì che diventassero un po’ più yang e avessero un effetto di dinamismo sull’energia legno, stimolante per fegato e cistifellea! Il cereale scelto viene proprio dalla Turchia e fa parte della cucina tipica turca: è un tipo di grano molto digeribile che aiuta in tutti i casi di problemi di digestione e di assorbimento di nutrienti! Ho usato lo stile di cottura saltato perché è quello più adatto per questo periodo dell’ anno, la primavera, per smuovere accumuli e grassi! E ora tocca a te! Ricetta per 4 persone Ingredienti: 1 tazza ( 400 grammi) di Bulgur 1 tazza ( 400 grammi) di ceci un pezzettino di alga kombu Per il topping: 2 cetrioli 2 cucchiai di acidulato di umeboshi qualche foglia di rucola Per il condimento: 5 pomodorini secchi Origano 2 carote 2 cipolotti 1 cipolla 1 gambo di sedano un rametto di rosmarino Procedimento Lava e metti in ammollo per 24 ore i ceci. Cuocili con il triplo di acqua e un quadratino di due centimetri di alga kombu per almeno due ore in pentola a pressione oppure per tre ore, in pentola normale. A fine cottura salare, aggiungere un bel rametto di rosmarino e cuocere per altri dieci minuti! Scolarli in modo che vi resti l’ acqua di cottura. Se l’acqua di cottura dei ceci non è più calda rimettere sul fuoco e, se necessario, aggiungere altra acqua, aggiustando di sale marino integrale. Aggiungere una cipolla tagliata grande, una carota tagliata a pezzetti e un gambo di sedano, facendo cuocere per almeno 15 minuti! In questo modo avrai un brodo saporito! Taglia i cetrioli in piccoli quadratini e lava e taglia la rucola, aggiungi un cucchiaio di acidulato di umeboshi,  gira bene e metti sotto pressione con un bollitore sopra pieno o un cesto di frutta (usa uno strofinaccio da cucina vecchio ma pulito tra le verdure e il bollitore ). Lascia sotto pressione per almeno mezz’ora in modo che si insaporisca! Lava il bulgur e mettilo in un contenitore che tenga il calore versandoci sopra l’acqua di cottura dei ceci cotta con le verdure. Coprire e lasciare che gonfi per almeno 15 minuti. Se non hai acqua dei ceci fai bollire per 15 minuti una tazza e mezza di acqua con una cipolla tagliata dentro, una carota e un gambo di sedano. Metti a mollo i pomodorini secchi in un po’ di acqua tiepida per una decina di minuti. Taglia finemente le carote e i cipollotti! In una padella metti olio, l’acqua dei pomodorini, i cipollotti e le carote e i pomodorini tagliati piccoli! Salta con un pochino di sale per dieci minuti con il coperchio e poi aggiungi il tutto al bulgur, sgranando velocemente con la forchetta. Infine servi con il topping di cetrioli e rucola! Buon appetito! Fammi sapere se ti è piaciuta! Prosegui con me un cammino di cambiamento alimentare con un programma di ricette studiate da me secondo i principi energetici della medicina tradizionale cinese e comincia a risolvere i tuoi problemi di salute e di forma! Potrai trovare tantissime ricette gustose proprio come questa nel mio Menu Naturale Organizzato, l’unico programma di strategia alimentare che tiene conto degli effetti profondi del cibo sul corpo. Scopri di più qui. Se non ora, quando? Love, trust, care Silvia

Preparati all’estate con me!

Quali sono i cereali e i legumi che più ti possono aiutare in questi mesi ad essere in armonia con la natura e a sentirti e vederti in forma? Per l’antica medicina tradizionale cinese, in questo periodo siamo immersi in un tipo di energia chiamata “Legno”, che corrisponde, appunto, all’energia della primavera. Gli antichi cinesi erano molto poetici. Riferendosi alle stagioni associavano a ognuna l’elemento della natura che, in quel periodo dell’anno, veniva più stimolato dai cambiamenti climatici e terrestri. In primavera, i protagonisti sono gli alberi che rinascono e si colorano di foglie e fiori, e di conseguenza l’elemento della natura che essi associano al periodo primaverile è il materiale di cui sono fatti gli alberi: il legno dei loro tronchi. Attraverso l’osservazione della natura quindi, gli antichi cinesi hanno compreso che ogni stagione ha un’energia trasformativa e delle caratteristiche particolari, capaci di influire in modo diverso sul nostro corpo attraverso la stimolazione di organi specifici. Qual è l’organo nel nostro corpo che più di ogni altro esprime l’energia legno e quindi l’energia della primavera? Quello più sollecitato da marzo a giugno, ovvero il fegato! Ma non solo: il fegato viene sollecitato insieme al suo organo – partner, la sua “sorellina”, cioè la vescicola biliare o cistifellea. Cosa significa che un organo, in un determinato periodo dell’anno, viene maggiormente sollecitato rispetto a un altro? Semplicemente, che vengono acuiti i sintomi e i problemi a esso collegati. Per fare un esempio pratico: quando in noi non fluisce correttamente l’energia legno che governa il fegato e la nostra cistifellea, durante il periodo primaverile ci sentiamo stanchi e siamo più soggetti alle allergie, in particolare a maggio. Non ti è mai capitato di trovarti in mezzo a un campo e iniziare a starnutire a oltranza? Bene, questo è un sintomo dell’energia legno in disequilibrio. Quindi cosa possiamo fare per goderci la primavera senza soffiarci il naso per le allergie ogni due per tre, liberi dai mal di testa ricorrenti e dalle gambe molli di stanchezza? A dire la verità, molto, a partire dalle nostre scelte alimentari quotidiane! Anche se ti sembrerà strano, il cibo di cui ci nutriamo dal momento in cui ci alziamo a quando andiamo a dormire è un grande alleato nel sciogliere gli effetti negativi più comuni legati alla primavera. Il mio primo consiglio, è di iniziare a usare uno dei cereali più in sintonia con l’energia della Primavera e quindi con l’energia Legno: l’orzo! L’orzo è un cereale che si semina proprio in primavera che per questo ci aiuta ad armonizzarci con l’energia della natura di questo periodo dell’anno. Facilmente digeribile, molto nutritivo, ricchissimo di fosforo, magnesio, potassio, calcio, ferro, e vitamina A, aiuta a remineralizzare le ossa e ha ottime proprietà anti-infiammatorie e rinfrescanti. Quando il flusso dell’energia legno nel nostro corpo è ostacolato, perché abbiamo mangiato in modo disordinato o esagerato con dolci, prodotti da forno oppure tanti grassi animali, il nostro fegato ci fa sentire caldo. Ci troviamo sudati, accaldati e probabilmente spossati già al primo raggio di sole. La strategia migliore? Rinfrescare il nostro corpo con una deliziosa preparazione con l’orzo, che ci aiuta a superare la primavera ma soprattutto ci prepara all’estate. Iniziare già da ora a introdurre un cereale rifrescante nel nostro corpo infatti, ci permetterà di arrivare all’estate pronti per vivere al meglio le alte temperature. Come si usa l’orzo? al mattino, in forma di fiocchi o di cornaflakes in veloci porridge arricchiti da frutta di stagione e una golosa granella di mandorle tostate a pranzo o a cena, lavato e messo a bagno la sera prima (se decorticato) e cotto il giorno dopo con il doppio di acqua, un pizzico di sale e poi saltato con delle fave, dei piselli freschi o secchi, della soia verde (i legumi di stagione), e qualche verdurina. Se poi ci aggiungiamo anche con un trito di erba cipollina e basilico non ci potremmo non leccare le dita Il colore dell’energia Legno è il verde, quindi creare dei piatti dove predomina questo colore aiuta l’energia del fegato e della cistifellea a scorrere meglio, così noi ci sentiremo più leggeri. >>> Leggi l’articolo sul Volantino Biobottega! E come stile di cottura da prediligere? Il saltato ovvero dopo aver cotto separatamente il cereale e il legume, cuociamo con un dito di acqua, un pizzico di sale e olio il trito di erba cipollina e basilico, dopo qualche minuto aggiungere sopra l’orzo e il legume preferito, aggiungere un dito di acqua e se necessario olio, coprire 5 minuti, girare poi vigorosamente e servire con una spolverata di basilico fresco. Se non sei abituato alle fibre o preferisci preparazioni più veloci a causa della fretta, puoi iniziare con l’orzo perlato, che è la versione un po’ più raffinata, leggera ed estiva dell’orzo. E per aiutare questa energia a scorrere nel nostro corpo, possiamo concludere i nostri pasti con un bel caffe d’orzo dolcificato con un pochino di malto d’orzo : un’altra utilissima strategia da usare quando si ha voglia di dolce dopo i pasti, a metà mattina o a metà pomeriggio. Ti auguro di divertirti con i piccoli spunti che ho condiviso con te, e di sentirti meglio armonizzandoti con l’energia legno della primavera! Se vuoi saperne di più vieni martedì 5 giugno in Biobottega di corso adriatico 26! Ti aspetto alle 18 per accompagnarti a scoprire una lista della spesa sgonfiante e parlarti di cereali, verdure e legumi e alcuni segreti e trucchi per aiutare a sciogliere i grassi e i gli accumuli di abitudini alimentari pesanti e disordinati. Scopri di più sull’evento qui. Love, trust, care Silvia P.S: e se vuoi avere una strategia alimentare personalizzata chiamami per un appuntamento, anche via skipe. Seguo già da tempo persone in tutta Italia, in Europa e negli Stati Uniti che, con grande soddisfazione, continuano a seguirmi abbonandosi anche al programma del Menù naturale organizzato.

Liberati dal reflusso e dalle pazze voglie!

Hai mai sofferto di reflusso gastro–esofageo? E di pazze voglie di cibo dolce e salato, di alimenti grassi, proteine e carboidrati semplici come le farine raffinate oppure lo zucchero bianco? Lo sai che spesso i problemi di sovrappeso e di gonfiore sono dovuti ad un’inefficienza dell’apparato digerente? E lo sai che esistono degli alimenti speciali che aiutano a sciogliere i grassi ed eliminare il gonfiore e ci sono condimenti dolci e salati che favoriscono la digestione, calmando tutte queste pazze voglie? Spesso infatti il sovrappeso e il gonfiore sono accompagnati dal reflusso gastro-esofageo o comunque da un sistema digestivo che non è più in equilibrio. Ma cos’è il reflusso? Se per la nostra medicina moderna si tratta della risalita del succo gastrico e quindi un vero e proprio squilibrio dell’apparato digerente, per la medicina tradizionale cinese è un fenomeno molto yin dovuto ad un eccessivo rilassamento del fondo dello stomaco. Quando siamo molto stressati e, come dice la medicina tradizionale cinese, siamo diventati molto yang (ovvero contratti) oppure se abbiamo esagerato con i cosiddetti cibi “estremi”, possono sorgere difficoltà digestive:  il reflusso e il mancato assorbimento delle sostanze nutritive dei cibi e voilà… ci vengono le pazze voglie di dolci e di grassi vari. “Il sistema digerente ricopre, nell’essere umano, la stessa funzione che le radici hanno nelle piante, ed ha la stessa importanza per la sopravvivenza. Anche se una persona è in condizioni di salute pessime ma conserva appetito e funzione digestive e di assimilazione efficienti, possiede i requisiti minimi per un potenziale recupero. In caso contrario, la sua salute è destinata a deteriorarsi ulteriormente. Dunque è essenziale mantenere il nostro apparato digerente in buone condizioni, prevenendone disturbi e correggendo per tempo gli squilibri che dovessero manifestarsi a suo carico” tratto da “Il grande libro dell’Ecodieta”, una nuova visione della salute di Carlo Guglielmo, Edizioni Mediterranee. Quali sono gli alimenti che possono più facilmente arrecare danno a tutto il sistema digestivo facendoci poi impazzire con le voglie? Al primo posto troviamo la carne che, con la sua gran quantità di proteine, per essere digerita richiede allo stomaco la produzione di un succo gastrico molto acido. Il consumo di cibo animale fa sì che una parte di esso giunga nell’intestino solo parzialmente digerito e ciò dà l’avvio a processi di putrefazione che possono con facilità condurre a infiammazioni. Il cibo animale è poi molto yang e quindi ci contrae, non favorendo il vero rilassamento prima di tutto nel tratto digerente, poi in modo più diffuso in tutto il corpo, la mente e lo spirito compresi. Mio marito, Leonardo, mi racconta sempre che quando va in Argentina e, con gli amici o con i famigliari, ritorna alle vecchie abitudini alimentari, si sente talmente rigido dopo aver mangiato carne che non riesce più a fare yoga. Buffo no? Lo hai mai sperimentato? Al secondo posto vediamo la presenza dei latticini con un’elevata quantità di grassi (anche quando te li spacciano per “magri”): l’acido cloridrico e gli enzimi digestivi, che demoliscono le proteine, svolgono il loro compito con maggiore difficoltà quando queste sono mescolate ai grassi, come accade nei latticini e nei formaggi. Inoltre, come spiega bene Carlo Guglielmo nella sua Ecodieta: “I latticini tendono a stimolare la produzione di muco da parte delle ghiandole mucipare di cui l’intestino è ricco, e a modificarne la composizione e le caratteristiche fisiche, determinando la comparsa di grandi quantità di muco vischioso e tenace in quest’organo e favorendo lo sviluppo di numerosi problemi di salute”. Il terzo posto se lo aggiudica lo zucchero, insieme a tutti gli alimenti in cui è contenuto (leggi sempre bene le etichette o chiedi “sfacciatamente” gli ingredienti prima di ingeriro un alimento confezionato o esposto al bar). Appena introdotto nella bocca causa già i primi disastri, favorendo la formazione di carie dentali! Al livello dello stomaco crea poi condizioni eccessivamente alcaline che contrastano con l’ambiente normale dell’organo costretto a produrre succhi acidi e poi una volta nell’intestino… pa… ta… track, altera la composizione della flora batterica, provocando un diffuso indebolimento (ovvero diventa molto yin). Nell’intestino crasso induce inoltre condizioni di rilassamento della parete che possono creare emorroidi e vari problemi nell’evacuazione.   Non ti sembrano abitudini alimentari da cui è importante “sgonfiarci”? Si perché noi siamo stati o siamo gonfi di queste abitudini alimentari che generano un circolo vizioso in cui si hanno continuamente pazze voglie di dolce e di grassi o di farine. Come uscirne? Con un piccolo grande segreto: usando insieme ai cereali e ai legumi delle sostanze fermentate che favoriscono i processi digestivi e la salute della flora batterica come il miso, i crauti e le verdure in salamoia. E poi, se segui tutti i consigli della la mia guida Sgonfiati in tre giorni, sei a cavallo! Ti invito al nuovo evento in Biobottega di corso adriatico 26 martedì 5 giugno dalle 18 alle 19,30 dove potrai avere l’accesso alla mia guida ma non solo: scopriremo insieme gli alimenti speciali per sciogliere i grassi e i condimenti, dolci e salati che favoriscono la digestione, insieme a Stefania Cunsolo del blog Stefycunsyinyourkitchen. Love, trust ,care Silvia P.S: l’incontro di martedì 15 maggio è stato un vero successo! Puoi vedere i momenti migliori tra le foto pubblicate sulla mia pagina Facebook  . Non perdere tempo, iscriviti subito al prossimo evento e vieni a scoprire gli alimenti sciogli-grassi e i condimenti speciali che  ti sgonfieranno come ti non saresti mai aspettato/a.

Ami le solanacee? Attenzione!!!

Solanacee sì o solanacee no? Dipende. Passando allo stile alimentare della macrobiotica ho imparato a conoscerne bene gli effetti. Prima di studiare medicina tradizionale cinese, scienza della nutrizione e macrobiotica alla scuola la Sana Gola di Milano, non mi ero mai posta domande su pomodori, melanzane, peperoni e patate (le più conosciute di questa famiglia). Adoravo le patate, mi piacevano i pomodori, un po’ meno le melanzane e i peperoni. Quando ho iniziato a curare con l’alimentazione diversi problemi di salute, le solanacee ho dovuto dimenticarle per un po’. E, ti dirò, non mi sono proprio mancate. Quando il mio corpo ha riacquistato l’equilibrio, ho sentito la mancanza dei pomodorini, soprattutto quelli che mangiavo nel Sud Italia, che sapevano di sole e di mare. Ma, in realtà, ciò accadeva più perché li associavo ad un periodo di vacanza, che ad una reale necessità. Si può vivere senza le solanacee, anche se a oggi ci può sembrare impossibile. Cosa capita in Italia e in giro per il mondo se dici di essere vegano o vegetariano o chiedi un piatto di verdure? Ti rifilano immediatamente un piatto di melanzane, peperoni o pomodori grigliati, oppure delle patate al forno. È capitato anche a te, vero? Io sono appena tornata da un viaggio in Turchia in cui ho vissuto il tripudio delle solanacee. Nel corso di cucina turca poi non c’è stato scampo, ma me le sono godute perché le mangio molto raramente e con la consapevolezza degli effetti che hanno sul corpo. E ora, a casa, sto cercando di riequilibrare quel tripudio attraverso decotti, stili di cottura e abbinamenti alimentari. Perché parlo di riportare equilibrio dopo aver mangiato per diversi giorni solanacee? Se durante questa vacanza non avessi mangiato pomodori, peperoni e patate, sarei rimasta a digiuno la maggior parte delle volte. E, inoltre, non sarei riuscita a divertirmi così tanto con la mia insegnate turca Nurten, che già aveva strabuzzato gli occhi sul mio non mangiare carne e formaggi. La macrobiotica è una filosofia alimentare e di vita che aiuta l’essere umano a trovare l’equilibrio in ogni situazione. Quindi perché in macrobiotica, quando si vogliono migliorare o risolvere dei problemi di salute, è meglio eliminarle per un po’ di tempo e poi moderare l’uso? Tutti i tipi di verdura e frutta sono classificati dalla macrobiotica come yin ovvero con un effetto espansivo e raffreddante sul corpo. E le solanacee sono molto ma molto yin, estremamente yin. Infatti la natura ce le offre quando il clima diventa più caldo e ci avviciniamo all’estate. Poi, guarda un po’, spariscono. Hanno tutte origini extra europee, extra mediterranee. Il pomodoro, la patata e il peperone arrivano dall’America, le melanzane dall’estremo oriente e il loro consumo in Europa inizia nel 600/700. Il nostro apparato digerente, quindi, le conosce da circa 400 anni. Se non sono ancora adatte per il nostro suolo, come possono esserlo per il nostro sistema digestivo? Mio marito Leonardo che è sudamericano ha nei geni millenni di consumo di solanacee, a differenza di me. Spesso insiste perché ritorni in casa qualche tipo di solanacee e ogni tanto qualche scivolone sul pomodoro che lui adora glielo permetto. Ma lui, aiutato anche dalla sua origine, lo digerisce molto meglio di me. Inoltre arrivando dai climi tropicali le solanacee sono ricche di acqua e quindi raffreddano. Lo sai che il termine melanzana deriva da “mela insana”,  un nome forse datole per mettere in guardia dalle possibili reazioni che poteva procurare? E adesso qui, diciamocelo, siamo ancora in balia dell’umido e delle piogge e raffreddare i propri organi non è proprio la scelta più saggia, se vogliamo che lavorino bene. Gli studi della scienza della nutrizione ci danno conferma che è meglio andarci piano con le solanacee in quanto contengono solanina, un alcaloide tossico che viene prodotto da queste piante come autodifesa da funghi e parassiti e che di conseguenza noi, mangiandole, ingeriamo. Le patate hanno poi un alto indice glicemico che non è proprio quello che serve se vogliamo tenere in armonia i livelli dell’insulina. In medicina tradizionale cinese se hai un problema yin bisogna togliere la causa yin. Quindi se hai problemi yin come: irritazioni della mucosa dello stomaco tipo ernia iatale irritazioni all’intestino o al colon problemi alle estremità del corpo come artriti, dolori articolari o alle ossa come l’osteoporosi (la solanina sembrerebbe reperire calcio dalle ossa depositandolo in giunture o tessuti molli contribuendo all’arteriosclerosi) allergie, raffreddori, naso colante o problemi alle vie aeree o ai bronchi è meglio evitarle. Se però non ci sono problemi di salute ogni tanto possono essere consumate cotte, così l’effetto “estremo yin” viene ammortizzato e anche la quantità di solanina neutralizzata. Nella mia prossima rubrica Cucina in cambiamento in viaggio ti darò delle dritte per bilanciare l’effetto troppo yin di queste “verdure” così  da potercele godere ogni tanto con una buona dose di saggezza e un pizzico di consapevolezza in più. Love, trust, care Silvia P.S: Dato l’enorme successo dell’evento Sgonfiati in modo ecosostenibile, con cui abbiamo registrato il tutto esaurito, abbiamo fissato un’altra data: martedì 5 giugno. Scoprirai insieme a me i cibi che gonfiano e quelli che sgonfiano. Ti aspetto!

Vivere in modo ecosostenibile? Si può!

Qualche settimana fa ho fatto un viaggio ad Amsterdam, grazie al quale ho potuto riflettere molto sulle nostre abitudini alimentari e sul nostro stile di vita. Noi umani abbiamo un problema fondamentale: produciamo troppi rifiuti e, in particolare, utilizziamo troppa plastica che invade i nostri oceani ed i nostri spazi verdi! Una fotografia della mostra Word Press Photo di Amsterdam mi ha fatto ricordare un altro viaggio che ha avuto grande impatto sul cambiamento del mio stile di vita verso l’ecologia. La foto in questione è del fotografo olandese Kadir van Lohuizen e mostra come le società gestiscono i propri rifiuti. Al giorno d’oggi ne produciamo una quantità mai vista nella storia dell’umanità. Secondo una ricerca della World Bank, il mondo produce 3.5 milioni di tonnellate di rifiuti solidi al giorno, dieci volte di più rispetto a dieci anni fa! Il World Economic Forum dichiara che nel 2050 la presenza di plastica che invaderà gli oceani sarà superiore rispetto a quella dei pesci! In Sud America, dove non ci sono i controlli che abbiamo noi in Europa, già molti anni fa la questione plastica era ben visibile. Certo, bisognava andare molto a sud del mondo per accorgersene. Circa 15 anni fa, quando incontrai mio marito per la prima volta e lo andai a trovare in Argentina, feci un viaggio in Patagonia. Lui era ancora studente della facoltà di economia e commercio e, mentre lui studiava, io ne approfittai per fare un viaggio alla scoperta della “fine del mondo”, come lo definiva lo scrittore cileno Sepulveda. Mi resi conto che mi trovai proprio alla fine del mondo quando, per andare nella città capitale della Patagonia, Puerto Madryn, dovetti attraversare chilometri e chilometri di deserto pianeggiante, invaso da rifiuti! Di fronte a quella visione mi resi conto di come l’uomo per disfarsi della spazzatura che produceva la relegava nelle zone più nascoste del mondo. Quell’immagine mi scioccò e chiesi all’autista il motivo della presenza di tutta quella spazzatura e, soprattutto, di tutti quei sacchetti di plastica volanti, in una terra che doveva essere incontaminata come la Patagonia. Mi rispose che, poichè la Patagonia è un luogo quasi disabitato e privo di controlli, tutto il mondo si permetteva di gettare rifiuti incontrollati senza il timore di essere punito! Di fronte alla vista di distese di sacchetti di plastica mi si spezzò il cuore e da allora mi sono chiesta: che cosa posso fare io, nel mio piccolo, per evitare che il nostro pianeta venga invaso dalla plastica? Qualche settimana fa, ad Amsterdam, mi sono accorta con somma gioia che un’intera nazione si era posta lo stesso mio quesito, considerato che ormai il problema plastica e rifiuti si tocca con mano anche nella nostra Europa! Ecco il materiale con cui la mamma anitra sta costruendo il nido per i suoi piccoli, in un canale di Amsterdam. La proprietaria della nostra houseboat, dopo averci mostrato il funzionamento della casa, ci ha donato un sacchetto di cotone grezzo, da utilizzare per la nostra spesa e ci ha indicato i supermercati Bio che non utilizzano imballaggi in plastica. Ed è proprio lì che ci siamo diretti in quei giorni, per la spesa. Anche tu porti sempre con te un sacchetto di cotone, oppure una borsa, per evitare i sacchetti del supermercato? Io sì. Da quando sono tornata da quel viaggio in Argentina, nella mia borsetta porto sempre con me una pallina da cui estraggo una borsa capiente che mi fa rispondere alla domanda della cassiera: “Signora, le serve un un sacchetto?” con un  “No no, sono organizzata grazie!” Che ne dici? Ti piace come pratica eco sostenibile da adottare quotidianamente? È arrivato il momento di essere cittadini attivi nella tutela del nostro patrimonio ambientale! E io intanto ti aspetto martedì 15 maggio alle 18 in Biobottega in corso Adriatico 26, a Torino. Se non sei ancora dei nostri scrivimi e ti metterò nella lista di attesa! Sgonfiati in modo ecosostenibile ha richiamato tantissime persone sensibili alla propria salute e a quella del pianeta per cui abbiamo deciso di ripetere l’evento! Ti comunicherò prestissimo la data precisa ma, intanto, prenota il tuo posto! Love, trust , care Silvia P.S: L’incontro Sgonfiati in modo ecosostenibile fa parte del BeeGreen festival della sostenibilità. Vai a vedere il programma, ci sono tanti eventi interessanti che ci insegnano ad essere più ecosostenibili! P.P.S: Inoltre da questo mese potrai trovare in ogni Biobottega d’ Italia la nuova rivista con un mio articolo su come mettersi in forma per l’estate utilizzando i cereali , le verdure e i legumi più adatti! Corri a prendere la tua copia!

Vuoi sgonfiarti? Ti aspetto!

Sgonfiarsi??? È un sogno? Fallo diventare realtà e fallo in modo ecosostenibile! Quando mi sono iscritta, 6 anni fa, alla scuola la Sana Gola di Milano per iniziare il mio percorso di operatore olistico ad indirizzo nutrizionale, ho abbracciato un grande sogno, quello di Michio Kushi (allievo di George Ohsawa, fondatore della macrobiotica) e di Martin Halsey (mio maestro e direttore della scuola). Da allora ho respirato questo sogno in ogni mia cellula e l’ho fatto anche mio attraverso questo blog, il mio metodo “il Menù naturale organizzato” e l’ebook Guida Naturale per Sgonfiarsi, che presenterò martedì 15 maggio dalle 18.00 alle 20.00 presso la bellissima Biobottega di Corso Adriatico 26 a Torino, evento che fa parte del BeeGreen Festival che coinvolge la Regione Piemonte e la Città di Torino. In cosa consiste questo sogno in cui metto tutte le mie forze e tutta la mia anima? Sull’idea che nasca un Homo Pacificus, un uomo che vive in armonia con se stesso e con gli altri esseri umani e con la terra, a partire dalle sue scelte alimentari. Scelte macro che si rifanno al principio unificatore yin e yang, scelte bio per esprimere la necessità di produrre e mangiare senza inquinare e vegan (il più possibile) per esprimere il valore di un modo di mangiare che non uccide e non maltratta e crea meno sofferenza possibile, partendo da una riduzione importante (se non completa) del cibo di origine animale.  Non sono proprio scelte a caso. Esse nel tempo, se ti prendi un attimo di tempo per riflettere e magari approfondire, rispondono ai problemi di: degrado ambientale fame e violenza nel mondo dipendenza dal petrolio maltrattamento e sofferenza degli animali salute individuale e collettiva e quindi di elevati costi della sanità. In questo momento storico di grandi sconvolgimenti dove sembra che non si possa scorgere altro che punti interrogativi, pensare che io, con le mie scelte alimentari, possa contribuire a realizzare un mondo popolato da Homo Pacificus mi tranquillizza e mi dà sicurezza. Io parto da me stessa, e parto con azioni molto precise e pratiche: imparare a mangiare in modo equilibrato (comprendendo sempre di più lo yin e lo yang e l’energia del cibo, tema che approfondirò martedì 15 maggio con la presentazione del mio e-book in modo che tutti coloro che mi ascoltino abbiamo uno strumento chiaro per orientare CON SAPIENZA ED EQUILIBRIO le proprie scelte alimentari ), biologico e il più possibile libero da alimenti di origine animale. Martin nelle sue conferenze spesso sottolinea: “Imparare a mangiare in modo sano ed equilibrato con la natura può essere la cosa più rivoluzionaria che si possa fare: è rivoluzione ed evoluzione”. È rivoluzione ed evoluzione masticare un boccone per 50 volte. Questo è uno dei compiti che spesso Martin ci assegnava durante le vacanze della Sana Gola e durante la rice diet, una dieta speciale semplicissima. Ecco, ora prova tu a masticare un boccone di carne 50 volte. Questo era uno dei temi di discussione, mentre abbondavamo la forchetta nel piatto e cominciavamo a muovere le mandibole fino al cinquantesimo boccone. Per la verità, non è che si potesse tanto discutere, eravamo così concentrati nella masticazione che ogni parola veniva in secondo piano. Ma in quei pochi sprazzi tra un boccone e l’altro una delle riflessioni era proprio quella. Potresti masticare 50 volte un pezzo di carne? Ti sembra naturale? Prova a metterti in bocca la bresaola, il prosciutto e a masticarlo così tanto, dai dai ti sfido. Io starei male, ho provato ad immaginare, e chiunque nel tavolo è arrivato alla conclusione che nessun cibo può essere masticato così a lungo a meno che non sia naturale. In realtà mia nonna so che lo faceva, ma con un preciso scopo: utilizzare quel poco cibo animale che le sue bestie le donavano per creare calore nel corpo durante i lunghi inverni ed essere pronta poi ad andare nei campi alle 5 di mattina per finire alle 9 di sera. Ma chi di noi vive ancora così? Se ci va bene ci facciamo 30 minuti di camminata al giorno. “Nei paesi industrializzati come l’Italia mediamente si consumano 224 grammi di carne pro capite al giorno (circa 80 kg l’anno a persona). E il consumo globale di carne continua a crescere rapidamente: solo dal 2007 al 2008 si è passati da 275 a 280 milioni di tonnellate di carne prodotta in tutto il mondo, e la FAO ha stimato che entro il 2050 si arriverà a 465 milioni di tonnellate. Anche la produzione di latte, secondo le previsioni, è destinata a crescere velocemente, passando da 580 milioni di tonnellate del biennio 1999-2001 a 1043 milioni di tonnellate entro il 2050. Il consumo di prodotti animali va crescendo con particolare rapidità nei paesi in via di sviluppo, parallelamente alla crescita economica: la carne infatti rappresenta per queste popolazioni un modello occidentale da imitare, uno status symbol, un segno di prestigio e ricchezza sociale. In queste regioni, dal 1983 il consumo di carne è più che raddoppiato, passando dai 14 kg di carne pro capite annui agli attuali 30 kg. Ciò ha causato naturalmente un aumento del numero di animali allevati: secondo le statistiche della FAO (2007), in tutto il mondo ogni anno vengono macellati circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini. Questa crescita esplosiva della popolazione animale domestica si è rivelata incompatibile con i ritmi naturali terrestri e ha inciso attraverso diversi modi sull’equilibrio della Terra” Tratto da wikipedia. E il fabbisogno è 0 Kg. Scrive Martin Halsey in “Nascerà l’Homo Pacificus?” articolo del giornale La Sana Gola, autunno 2010. “Un modo di mangiare basato sull’uccisione di altri animali e lo snaturamento di tutti gli alimenti ci rende nervosi, ansiosi e violenti, spesso attaccati a credenze che ci danno un senso di sicurezza in un mondo caotico, credenze per le quali molti sono pronti ad uccidere”. Solo una pallottola di cereali verdure e legumi può darti piacere dopo che l’hai resa poltiglia. Ma te lo sei mai chiesto perché nessuno mai mastica la carne o i panini di affettati? Prova anche con il parmigiano o con qualsiasi altro formaggio, dai dai così ci facciamo 4 risate e vediamo se non ti lascia un retrogusto salato o

Detox Now, Now, Now!

Quale messaggio ti ha mandato questa Pasqua? Hai sentito come me una forza rinnovatrice dentro che ti sta spingendo verso nuovi orizzonti? Non frenarla, seguila! Questa tua forza rinnovatrice che si sta facendo sentire viene dal tuo fegato, l’organo sollecitato in questo momento dell’anno dall’energia della primavera, dall’energia Legno o Albero. In questi giorni, ho sentito davvero il bisogno di rifugiarmi in mezzo alla natura. Avevo una voglia matta di fare lunghe, lunghissime camminate avvolta dal profumo dei boschi, ammirando l’orizzonte, pestando foglie. Avevo voglia di sentire il respiro rigeneratore della natura che so che mi annulla ogni stanchezza fisica e mentale. E così ho fatto. Ho poi abbinato alla rigenerazione fisica, attraverso le lunghe camminate, una rigenerazione alimentare e poi cellulare con un po’ di meditazione e qualche tecnica di respirazione. Ed oggi che ti scrivo mi sento veramente rinata. La Pasqua insieme alla mia famiglia (mamma, papà, sorellina e maritino) è stata vegana, senza zuccheri e con due pasti soltanto. Abbiamo iniziato con una buona colazione fatta con un porrigde di quinoa, abbiamo assaporato qualche frutto secco tostato durante la camminata e abbiamo finito la nostra giornata con una cena con del miglio saltato con cipollotto, batata e topping detox di puntarelle e alghe dulse e un bel piatto di zucchine con cipolle di Tropea ai capperi. Puoi trovare queste ricette nella settimana detox del Tuo Menù Naturale Organizzato che inizia venerdì e continua per qualche settimana. Siiiii… Il Menù Naturale Organizzato si allinea ai ritmi della natura. Questo è il segreto dello stare bene: essere allineati con madre natura. E il modo più antico per farlo è attraverso la scelta consapevole del cibo. Una volta, prima che l’industria alimentare stravolgesse tutto, era insito nell’essere umano mangiare secondo ciò che la stagione offriva, cambiare gli stili di cottura, eliminare certi cibi o ridurli e prediligerne altri. Ora questo ritmo naturale profondo a partire dalle nostre scelte alimentari è scomparso. Ed è una delle cause dei tanti disagi primaverili che ti coinvolgono dal mal di testa, alla stanchezza cronica, ai problemi di pelle a quelli del tuo peso forma, al tuo umore ballerino. E necessario fare quindi un passo indietro? Si. E’ necessario fare le pulizie di primavera, tornare ad un po’ di sana semplicità. E’ ciò che vuole il fegato per cominciare ad annullare i suoi sintomi che si accentuano nella sua stagione ovvero ora. Sai cosa sta chiedendo il tuo fegato per liberarti da tutti i tuoi disagi primaverili? Detox Now, Now, Now. E last but not least: l’impostazione di un nuovo stile di vita. Come fare quindi ad alleggerire il magazzino principale del nostro corpo ovvero il fegato e ritrovare la desiderata forma fisica, mentale e spirituale che lui, da buon generale, gestisce? Upsss… Perché parlo di fegato e parlo di spiritualità? Perché per l’antica medicina cinese il fegato è proprio legato alla nostra apertura emotiva e spirituale. Vuoi dare una svolta alla tua vita? Parti dalla detox del tuo fegato. Prova per tre giorni a stare senza caffè (sostituiscilo con del thè verde), senza prodotti cotti al forno, senza dolci, senza cibo di origine animale e nello stesso tempo mangia tutte le verdure verdi che ti capita di vedere dal tuo verduriere di fiducia e condisci con queste tanto orzo e riso basmati e cucina legumi verdi (piselli, fave). Insomma fai una dieta verde. Ti sembrerò un po’ pazza a dirti sempre di provare a vivere senza caffè e a diminuire i prodotti da forno e a cucinarli, tu, in casa. Per la medicina tradizionale cinese c’è una ragione: il cibo tostato ad altissime temperature e per lungo tempo come il caffè è yang ovvero molto contraente. E’ ha come effetto di contrarre il fegato che è un organo yang quindi di intasarlo e renderti super rigido (visto che il fegato, per gli orientali, gestisce l’elasticità muscolare). La visione orientale del cibo può unirsi alla visione occidentale, più scientifica? Eccome. Lo sai che, durate la cottura dei cibi, si verifica un processo chimico noto come <<reazione di Maillad>> che rende i cibi abbrustolisti e quindi più gustosi. Quando un cibo in cottura si imbrunisce grazie a questa reazione che avviene tra i 140 gradi e i 180 gradi (per questo io nel tuo menù naturale organizzato propongo spesso di fare il pane o i muffin al vapore ) nelle cotture al forno e nei fritti gli zuccheri e le proteine si legano attraverso all’energia del calore e producono un fenomeno chimico che può creare l’acrilammide, una sostanza definita genotossica <<estremamente pericolosa>> dal comitato Fao/who experte commitee on food additives (Jecfa) e dall’autorità europea per la sicurezza sul cibo (Efsa). E chi fa da filtro a tutte le sostanze tossiche che ingeriamo? Il nostro fegato… Pronta/o allora a depurare il tuo fegato? E se non vuoi sentirti solo ma trovare un forte sostegno a questo tuo cambiamento iscriviti alla giornata “Rivitalizzati”, domenica 8 aprile. Dalle 9,30 alle 17,30 vivrai con me una giornata in cui imparerei a crearti una dieta verde detox adatta a cominciare a risolvere i tuoi disagi primaverili dalla stanchezza cronica, al mal di testa, al gonfiore, ai problemi di pelle, all’eccesso di peso. Insieme a Paola Chiesa ti daremo tutti gli strumenti per aiutarti ad impostare insieme ad uno nuovo stile alimentare uno nuovo stile di vita. Hai voglia di rinnovarti? E’ l’occasione giusta! Dalla meditazione, alla scelta consapevole del cibo (ci sarà anche un pranzo guidato), a esercizi ad approccio yogico, al contatto con la natura regalati una occasione per rinascere a Primavera con la tua energia Legno in piena espansione. Chiamami al 3282128507 per avere maggiori informazioni, o scopri di più sulla pagina ufficiale dell’evento. Restano pochissimo posti. Ti saluto con questa frase che ieri sera il mio papino mi ha letto da uno dei sui autori preferiti Giorgio Boati (Un paese ben coltivato, Edizioni Laterza) : “I giorni migliori non sono quelli in cui si sta aggrappati al poco o al tanto che si è messo in piedi,

È il momento di cambiare…Per una Pasqua di rinascita e trasformazione!

Se non ora quando? Ecco il mantra perfetto per la primavera, la stagione che più di tutte ci spinge (e forse un po’ ci obbliga…) a rivitalizzarci nel vero senso della parola. Stanchezza cronica, problemi di pelle, mal di testa, sono solo alcuni dei problemi con cui la natura ci mette alla prova in questo periodo. Perchè succede? Perchè è il momento in cui le forze della natura spingono fuori, con potenza, tutti gli eccessi che abbiamo accumulato durante l’inverno appena passato. Trovare un nuovo spirito, nuova linfa, e mettere in moto il cambiamento sono quindi le parole d’ordine anche di questa Pasqua che arriva. E allora che sia una buona Pasqua di rinascita, un momento di pausa in cui cominciare a coltivare i cambiamenti alimentari e di stile di vita che la natura ci chiede. Positivi per te e per la madre terra! Vuoi cominciare subito? Domenica 8 aprile vieni con me e Paola Chiesa, esperta di kinesiologia e meditazione, in una giornata in cui rivitalizzarti. Una fuga da tutto pensata proprio per trasformare i disagi primaverili in un’occasione per depurarci, ritrovare l’equilibrio e praticare insieme le più efficaci strategie di vita che ti faranno dire basta a molti dei tuoi problemi e “problemini”. Cosa faremo in questa splendida giornata dedicata a noi stessi e alla natura? Lavoreremo individualmente e in cerchio Troveremo il simbolo che ci aiuterà nel percorso di rivitalizzazione che inizieremo insieme e che proseguirà oltre la giornata con una settimana di dieta pazza depurativa e rivitalizzante Ci divertiremo pescando messaggi angelici trasformativi Faremo delle pratiche di rivitalizzazione cellulare e di meditazione attiva Troveremo il nostro albero, che ci aiuterà a trovare la nostra forza e poi con il ricettario della giornata andremo a casa rivitalizzati ed accompagnati. Scopri di più su tutte le attività e le soprese di questo evento di trasformazione >>> CLICCA QUI I posti sono limitati! Prenota ora il tuo ai contatti che trovi sulla locandina ufficiale dell’evento.  oppure…. Non fare nulla e continua a ignorare i segnali e le richieste che il tuo corpo e la natura ti stanno mandando, a volte, con prepotenza. ……… se non ora quando? 😉 Love, Trust, Care Silvia    

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