Di cosa sei veramente affamata?

Questa sera vivremo un viaggio con il cibo sia a livello sensoriale sia a livello emotivo sia a livello simbolico per ritrovare il senso profondo del NUTRIMENTO dalla nostra nascita ad oggi, per poter celebrare la vita in tutta la sua pienezza, per poter cominciare ad instaurare con il cibo una relazione di armonia, meno conflittuale, più fluida, più vitale, più energetica dove i sensi di colpa, il peso in eccesso, le voglie, i raptus lasciano finalmente spazio all’amore e al rispetto per sé e per il proprio corpo. Continuiamo questo eccezionale percorso sulla trilogia del dimagrimento giovedì 8 giugno con Bruna Blandino, esperta di focusing, con il tema “Di cosa sono realmente affamata? Il corpo che parla”. Che cos’ è il focusing? Ho incontrato il focusing in un momento particolare della mia vita in cui avevo bisogno di chiarezza, di calma, di superare delle paure e delle rabbie e di capire cosa mi stava dicendo il mio corpo che sembrava impazzito. L’incontro con Bruna è stato come uno squarcio di raggio di sole in un cielo pieno di nubi. Il nostro primo colloquio è durato 15 minuti ma in quei pochi minuti lei mi guidò dentro di me con dolcezza, con sofficità, con un amore materno infinito e lì io capii o meglio sentii. Sentii una parte di me fino ad allora inascoltata, taciuta, imbavagliata, soppressa, nascosta, paurosa, piangente, dolorante, arrabbiata e non feci nulla, assolutamente nulla se non accoglierla, se non abbracciarla emotivamente. In quel momento qualcosa in me fece click e si riconnesse e io sentii le mie spalle cadere, rilassarsi, il mio stomaco aprirsi, la mia mente schiarirsi, il mio cuore rinfrancarsi. Noi occidentali siamo immersi nella “cultura del capire-fare-sistemare”, mentre il focusing ci mostra che “essere, permettere di essere” è la chiave del cambiamento” (Ann Weiser, una fra i grandi Maestri di Focusing a livello mondiale). E’ così in quei pochi minuti con Bruna mi permisi di essere, guidata dalle sue dolci ma esatte parole e dalla sua amorevole presenza. Mi permisi di essere chi? semplicemente io in tutte le mie parti. Quando c’è un rapporto conflittuale con il cibo c’è sempre una parte di noi che non viene vista, che rimane inascoltata, che è stata messa da parte, che è arrabbiata e non sa che fare. Può essere anche una parte dimenticata che attraverso le voglie di dolce, di salato, di raptus di cibo incontrollati grida di voler essere vista, amata, accolta, ascoltata. “Non è necessario fare qualcosa perché il cambiamento avvenga. Si aiuta di più accogliendo ciò che si presenta , così com’è” ci spiega Bruna “Fidatevi, il vostro corpo vi parlerà, prima o poi, col suo linguaggio fatto di sensazioni e simboli, e vi dirà quel di più che sa su di voi e che la mente non conosce”. E da quel momento ho potuto sentire che in ognuno di noi c’è una parte più bambina, più sofferente, che ha delle ferite e che se non viene guardata, accolta ed accudita dalla parte più adulta e materna, essa si fa sentire con dolori, con ansia, con senso di inadeguatezza, con frustrazione, con rabbia, con fami nervose ed incontrollate e magari anche attraverso disturbi più importanti. Accogliere è la chiave. Accogliere ogni parte di noi. Ecco noi giovedì 8 giugno insieme a Bruna ed un menù coccoloso inizieremo a sentire il potere del senso di accoglienza di ogni parte di noi. A) Come ci si sente quando non ci ascoltano veramente e non ci comprendono fino in fondo? B) Come ci si sente quando ci ascoltano veramente e ci capiscono fino in fondo? Cosa ti succede nel caso A, ti chiudi in te stessa? Mangi? Cosa mangi? Come lo riempi questo vuoto? E quindi di cosa sei veramente affamata? Cosa ti succede nel caso B? Ti apri? Ti senti accolta, serena, in pace, smetti di ricercare cibo? Gendlin, il creatore del focusing, dice: “C’è di più che chiudersi o aprirsi in questo, poiché un essere vivente che viene veramente ascoltato e capito sente di più, pensa di più, in una parola fiorisce. E questo perché sotto, sotto, ciò che succede veramente è che si viene accettati così come si è” “Ricordate come vi sentite quando vi ascoltano e capiscono veramente, ovvero come vi sentite quando vi accettano così come siete – chiarisce Gendlin – ora imparate a dare ai vostri felt sense ovvero ai vostri vissuti percepiti nel corpo (la parola inglese FELT SENSE è pressoché intraducibile in italiano. Gli insegnanti di Focusing qui da noi lo traducono, a volte, come “Vissuto percepito nel corpo”) lo stesso tipo di accoglienza totale ed incondizionata, priva di fretta, giudizi, critiche, pregiudizi, voglia di cambiare, desiderio di aiutare”. Quando il Felt Sense è stato accolto senza condizioni e ha avuto la possibilità di trasmetterci le sue “informazioni” allora c’è un senso di sollievo nel corpo, un ahhh finalmente… il Felt Shift, una sorta di sollievo percepito dal corpo, come aria fresca, maggiore spazio, un senso di fluidità e di integrazione, energie che tornano a scorrere liberamente e fanno spazio al nuovo, permettendoci di fare il passo successivo. E così un soffio di pace avrà la possibilità di entrare in te calmando ogni voglia, ogni raptus, ogni tipo di conflitto con il cibo. In questa meravigliosa atmosfera di accoglienza giovedì 8 giugno alle 19,45 da Sale in Zucca, in via Santa Chiara 45 a Torino, potremo accogliere con tutto il nostro essere il cibo cucinato dalla chef Laura e inoltrarci con me, consulente alimentare, in menù adatti per perdere peso e per riconciliarti con il cibo dopo tante, troppe diete, con amore, senza forzature, stando nell’accoglienza. “Di solito siamo attivi, raramente siamo contemplativi – approfondisce la nostra cara Bruna – il focusing ci consente una terza possibilità, ossia di accogliere amorevolmente il nostro “essere attivo” da uno stato contemplativo, ascoltarlo e comprenderlo fino in fondo, consentendogli così di fare il prossimo passo e andare avanti nella vita”. Datti questa terza possibilità giovedì 8 giugno, te la
Alla radice del nutrimento: martedì 30 maggio
Riconnettiti alle radici del tuo nutrimento

Vai alle radici del tuo nutrimento! Vai a capire, a sentire cosa ti spinge a mangiare un certo cibo. A mangiarlo in eccesso. Ti sei mai chiesta perché spesso mangi in modo disordinato? Perché ti fiondi sui dolci? O sugli snack salati fuori pasto in modo smisurato? E cosa ti spinge verso veri e propri raptus di irrefrenabile voglia di saziare il “vuoto” in pancia con qualsiasi cosa si abbia per le mani? Qual è il tuo rapporto con il cibo? O meglio con il nutrimento? E con la cucina? Perché è più facile imbottirci di cibi industriali e non di cibi integri? E’ vero viviamo in una società che ci ha portato ad una diseducazione rispetto al cibo e che ha negato l’importanza di stare nella propria cucina come se si stesse dentro un tempio sacro. E pure chi dovrebbe aiutare a dimagrire non fa altro, nella maggior parte dei casi, che restringere le calorie senza consigliare di introdurre cibi integri, in chicchi, non dà ricette e non insegna ad entrare nella cucina con un animo nuovo, ma te la trasforma piuttosto in un laboratorio dove pesare, contare, bilanciare. E mai vivere davvero e sentire il nutrimento del cibo! Per questo ci ingozziamo! Per questo facciamo fatica ad introdurre alimenti veri come i cereali, le verdure e i legumi! Ma se perfino chi fa diete e avrebbe dovuto studiare il valore del nutrimento – sotto ogni punto di vista – consiglia prodotti dell’industria alimentare massiva come formaggi mollicci falsamente magri, farine raffinate, bresaole, etc. senza andare alla radice di ciò che nutre e ridona equilibrio veramente, non si può fare altro che perdere il senso del nostro legame con le radici del nutrimento! C’è bisogno di un nuovo stile alimentare naturale e consapevole che rispecchi un nuovo stile di vita naturale; c’è bisogno di una relazione con il cibo, con le materie prime di cui ci nutriamo! Il sistema in cui viviamo ci estranea dal percepire il cibo! Io desidero portare una nuova connessione con il cibo per questo mi impegno a coinvolgere nelle mie serate delle esperte! La serata con gli strumenti di counseling applicata al cambiamento alimentare ha toccato molte corde profonde e ha fatto fare quel click per cambiare davvero a diversi partecipanti! Ora è il momento di connetterti con le radici del nutrimento: martedì 30 maggio nella bio grastronomia Sale in Zucca in via Santa chiara 45 (angolo via Burzio) a Torino! E’ ora di iniziare il vero viaggio che ti porta alle illuminanti scoperte sulla tua relazione con il cibo, con il tuo peso, con la tua fame nervosa, con la tua ansia di dover a tutti i costi riempire la pancia e con tutto il tuo corpo! <<La relazione che abbiamo con il cibo va ben oltre la necessità fisiologica di nutrire il corpo, e molto spesso è un condensato di bisogni e desideri psicologici che possono arrivare ad indurre comportamenti disfunzionali. Pensiamo che il rapporto con il cibo inizia durante la gravidanza, quando attraverso il nutrimento che ci giunge da nostra madre cresciamo e prendiamo forma. La vita è connessa al nutrimento di nostra madre, dal concepimento al giorno in cui diventiamo adulti autonomi. Ecco che mangiare vuol dire prima di tutto ritornare a quella cura particolare, con valenze positive e a tratti negative, perché molti traumi ed esperienze difficili collegate con la madre e la relazione con lei ci inducono a creare abitudini alimentari le più svariate e disfunzionali. >> ci spiega Stefania Gigliotti, la super ospite della serata del 30 maggio. << A volte la dinamica è complessa: il rifiuto dei cibo rappresenta il rifiuto del padre da parte della madre, ( evidente nei casi di separazioni). Emblematico è il caso della bulimia (mi abbuffo e poi vomito)>>. Continua Stefania per farci capire meglio le emozioni che ci legano al cibo. <<L’obesità per una donna può rappresentare un bisogno di protezione, da cosa? dal mondo esterno, soprattutto nelle relazioni con gli altri, un modo per cercare di non essere (nuovamente) feriti. Altri casi si spiegano con il bisogno di esser visti, perché le figure genitoriali sono risultate assenti o fisicamente o energeticamente. Da un punto di vista spirituale la relazione con il cibo rappresenta la relazione con la vita; chi ha un buon rapporto con esso ha un buon rapporto con la vita. Chi lo rifiuta o è compulsivo ha poi lo stesso atteggiamento verso la vita, con tutti i problemi connessi. – Approfondisce Stefania – Il cibo, dunque, è un simbolo sul quale proiettiamo aspettative, paure, bisogno di conferma o controllo. Proprio per questo, acquisire consapevolezza della nostra relazione col cibo ci permette di ripulire in profondità le abitudini scorrette e di dirigerci verso l’accettazione di noi, verso la salute, verso il gusto, l‘etica e verso l’amore incondizionato di noi stessi e del nostro corpo. Attraverso l’analisi delle abitudini alimentari decodifichiamo i profondi bisogni psicologici e solo andando alla radice, è possibile liberarsene e vivere indipendenti dal cibo.>> Scopri la chiave di svolta nel tuo rapporto con il cibo e così potrai piano piano abbracciare un comportamento più armonioso verso di esso! Stefania Gigliotti facilitatrice in costellazioni sistemiche, familiari, archetipiche ad approccio fenomenologico ti accompagnerà insieme a me in un viaggio pieno di fascino alle radici del nutrimento per assaporare con tutti i sensi, per godere finalmente in modo pieno e libero il cibo che madre natura ci offre. Il menù è stato pensato per offrire un’esperienza polisensoriale accompagnando con i colori, i sapori, i profumi e le diverse consistenze questo viaggio che ti meraviglierà! Love, trust, care Silvia P.S: domani riceverai il menù e tutte le info per iscriverti ad una serata d’eccezione che finalmente ti permetterà di cominciare a lasciare andare i tuoi attaccamenti al cibo, al mangiare compulsivo e disarmonico ed aprirti ad una visione di te piena d’amore e di luce! P.P.S: continuiamo così la trilogia del dimagrimento con questo secondo appuntamento il 30 maggio e terminiamo tutto lo splendido percorso che abbiamo vissuto insieme
La pazza voglia di dolce e dimagrire: mercoledì 10 maggio

Ahhh questa pazza voglia di dolce! Che va e che viene, che non molla se non la soddisfi, che ti fa sentire in colpa se invece la soddisfi e che ti fa mettere su peso e mangiare in modo eccessivo! Qual è la logica che sta dietro questi comportamenti, questi pensieri, questi sensi di colpa? Perché una logica c’è, ed io te la spiego attraverso il metodo illuminate di Martin Halsey della “salute della famiglia” nel terzo appuntamento del ciclo “Rigenera il tuo corpo” di mercoledì 10 maggio alle 18 presso il negozietto super carino di Fiorella di corso Casale 12 (zona gran madre di Dio di Torino). Capire la logica che sta dietro a queste voglie sarà davvero una luce in fondo ad un tunnel: io da quando l’ho appresa, compresa e fatta mia, gestisco alla grande le mie voglie che comunque sono diminuite parecchio e sono spesso solo vicino al ciclo (ma anche in questi momenti grazie al metodo di Martin e della Sana Gola ho appreso come trasformare le voglie a mio favore e te lo voglio comunicare, insegnare, trasmettere perché è una chiave di felicità gestire bene le voglie! Te lo assicuro!) Se sai come fare a gestire le voglie anche quando sei vicina al ciclo sei a cavallo! Io ti accompagno a capire cosa si muove nel tuo corpo, cosa porta il tuo corpo a mandarti il segnale delle voglie! Sarà fantastico! credimi! Il 10 maggio alle 18, dopo un piccolo ripasso degli incontri precedenti, inizieremo a parlare, attraverso l’aiuto di bellissime slides esplicative, di cosa provocano nel corpo gli alti e bassi della glicemia, come funziona il nostro pancreas, che tipo di problema è l’ipoglicemia, perché abbiamo costante fame per poi inoltrarci nelle soluzioni per armonizzare pancreas e glicemia (fantastiche). Dopo di che parleremo dei metodi malsani per dimagrire e del metodo che propone la Sana Gola e Martin Halsey, e che io seguo e propongo a chi mi segue e che il 10 maggio vedremo nel dettaglio! Vedremo anche un modo di capire il sovrappeso (che poi approfondiremo il giovedì’ 18 maggio con l’esperta dei processi mentali ed emotivi la counselor Anita D’agnolo Vallan da Sale in Zucca alle 19,45) e cibi che sciolgono i grassi in profondità! Insomma una figata! Ti aspetto ai primi due appuntamenti del mese sul dimagrimento sano, intelligente, strategico, illuminato: mercoledì 10 maggio da Negozio Fiore Natura Bio in corso Casale 14 alle 18 e giovedi 18 maggio da Sale in Zucca alle 19,45! Love, trust, care Silvia P.S. il modo migliore per imparare a gestire alla grande la voglia di dolce è imparare a fare dolci sani come quelli che faremo al corso di stasera da sale in Zucca!
SOS palato!

C’è il bisogno urgente, urgentissimo di imparare a fare dolci sani, senza zucchero, senza grassi animali ovvero senza uova, senza burro, senza latte di animale! (per toglierti ogni dubbio sulle conseguenze del cibo animale sul corpo oggi leggi The China Study) Per te, per la tua famiglia, per il regno animale, per Madre Terra, per ogni essere che emana il respiro del divino! Cavolo ma quanto è indietro la ristorazione italiana! Quanto sei tu indietro se non sai preparare dei dolci senza uova, zucchero, lieviti artificiali, e grassi animali per colazione, per le merende tue e dei tuoi figli e per degli spuntini per quando lavori! Mettiti al passo con i tempi e vieni al corso di giovedì 4 maggio alle 19,30, perché c’è bisogno e lo ripeto c’è bisogno di questo cambiamento di coscienza! Nel giro di 4 giorni sono passata dall’avanguardismo più totale a Ginevra all’oscurantismo medioevale della Valle da Aosta! E tu dove ti vuoi collocare, nel vecchiume di gente che mette ancora le uova di gallina negli impasti e usa gli zuccheri raffinati (anche quello di canna è raffinato e non ti salvi perché pure quello fa schizzare la glicemia e crea assuefazione per cui è inutile che mi dici che usi lo zucchero di canna, e meglio che inizi a conoscere il malto di riso con cui puoi davvero fare tutto ed arricchire la digestione di enzimi invece che sottrarli)! Venerdì all’una parto per una straordinaria avventura: l’incontro con Sri Swami Vishwananda (www.paramahansavishwananda.com), un maestro illuminato originario delle isole Mauritius, fondatore del movimento internazionale Bhakti Marga la cui sede principale è in Germania! Alle 16,30 Sri Swami Vishwananda all’interno della sala del Municipio di Ginevra inizia a donare il Darshan che significa vedere ed essere visti dal Divino. Io, Leonardo e una altra coppia di amici, Miriam e Fabio, siamo arrivati alle 17 pieni di gioia ed emozione a Ginevra. L’organizzazione di Ginevra ci ha accolti donandoci il numero per ricevere la benedizione (Paramahmsa Vishwananda ha l’abilità unica di risvegliare la luce e l’amore divino all’interno della propria anima, un dono meraviglioso che sostiene ed illumina durante il cammino su questa terra), ci siamo tolti le scarpe e poi ci siamo inoltrati nella sala principale ad ascoltare i canti devozionali in attesa del arrivo del maestro! Dopo un’ora, eccolo, arriva lui, il maestro, la sua luce lo procede, l’energia della grande sala cambia, un’onda di luce ci investe tutti, lui si siede e comincia a parlare al suo pubblico. Il suo discorso è sulla gioia. Le sue parole sono emozionanti, spiega l’importanza della gioia nella vita quotidiana: “Quando non sentiamo la gioia è perché siamo travolti dal mentale, la mente ci frega sempre con le sue preoccupazioni e i suoi giudizi e la pratica spirituale serve proprio ad andare oltre la mente, a liberarci dalle sue catene di angosce per provare la gioia!” Il suo invito è stato di avvolgere con la gioia ogni cosa e ogni azione della propria vita! E chissà come mai io dal giorno prima di partire e per tutti i giorni seguenti sono stata travolta da una gioia immensa! Dopo qualche tempo che Sri Swami Vishwananda inizia a benedire le persone arriva l’ora di cena (ovviamente io mi ero preparata una piccola borsa frigo con tanto di cous cous al farro con verdure, sono o no la creatrice del “tuo menù naturale organizzato”?). Verso le 19 usciamo dalla sala principale del Municipio e ci troviamo in un bel bar stile art deco con un bancone enorme ricolmo di dolci. Ovviamente la prima cosa che penso è che non potrò toccare nemmeno un dolce! Mi avvicino e vado a curiosare e con mio stupore vedo un gruppo di donne che preparano i classici piatti indiani con riso basmati, dahl di lenticchie rosse e cavolo saltato alle spezie e sul bancone una ventina di dolci con scritto vegan, con o senza zucchero, ayurvedici, senza glutine. Incredibile! Non ci potevo credere! Vado a chiamare di corsa mio marito e dico con gioia che possiamo mangiare: yehhhh che è tutto cibo indiano e che avremmo mangiato come quando siamo stati in India! Ero felicissima, in francese la volontaria mi dice che è stato tutto preparato con grande amore, devozione, attenzione e che il volere del maestro è che si mangi cibo che rispetti ogni essere vivente per cui un gruppo di volontarie si è organizzato e dal mattino ha iniziato a sfornare dolci vegani e il piatto tipico del Ashram ovvero del centro spirituale del maestro in Germania. Quando abbiamo iniziano ad assaggiare subito siamo rimasti colpiti dalla bontà di ogni preparazione, trapelava l’amore con cui era stato creato e la benedizione di averlo creato per un momento così speciale e alla fine del piatto salato abbiamo potuto assaggiare qua e là varie preparazioni dolci! Siiiii che grande accoglienza che ho sentito io che quando esco di casa non oso toccare i dolci delle varie pasticcierie, bar o ristorazioni! E lì mi sono illuminata, mentre osservavo quel bancone con tutte quelle meravigliose forme di dolci vegani: se vuoi iniziare a cambiare il tuo modo di mangiare e quello della tua famiglia inizia a conquistarli imparando a fare dolci vegani, macrobiotici, sani davvero! Al dolce non dice no nessuno! E se conquisti tuo figlio o tua figlia con una muffin come quello che faremo al corso di giovedì 4 maggio hai conquistato il mondo! Guarda che i tuoi figli, se li sai prendere, non ti rifiutano più il cibo: tutto sta nella sapienza della proposta. Spesso mi scrivono mamme dicendo: ahhh io seguo il tuo menù naturale organizzato ma i miei figli mangiano solo schifezze per cui mi arrendo. Ma noooo mostragli che tu sei più avanti di loro! Conquistali proponendogli qualcosa di nuovo: sono certa che alla ricetta del mio muffin di anacardi e mele neanche tuo figlio dice di no e da lì piano piano inizi ad introdurre sapori più autentici che miglioreranno tutto il sistema famiglia! Se hai una figlia
La fretta che ti frega

Ma quanto mi piacerebbe fare le cose lentamente! A te piacerebbe avere più tempo da dedicare a te? A me sì, a volte desidererei che il tempo della mia giornata fosse più dilatato e di non dover correre come una centometrista tra i semafori di Torino, dal parcheggio al luogo in cui devo andare, a volte vorrei avere anche solo un attimo di più per soffermarmi in uno dei bei negozi della nostra Torino, tirare un sospiro di sollievo, entrare e magari stare lì a provare qualche abitino o maglietta della nuova collezione! Ma ultimamente con il lancio dell’abbonamento al “tuo menù naturale organizzato”, la definizione di tutti i dettagli di questo servizio illuminante che ti sto proponendo, l’organizzazione dei corsi con Laura per darti la possibilità di imparare questa cucina che trasforma in tutte le sue sfaccettature e che aiuta in qualsiasi disturbo, la casa, i corsi per creare l’impresa via web (ciò che sto creando con il tuo menù naturale organizzato attraverso il metodo “io ti accompagno, tu assapori” è una novità assoluta per l’Italia e quindi porta con sé tutte le difficoltà di aprire una nuova strada imprenditoriale) e i nuovi progetti, ho sempre la sensazione che il tempo mi sfugga. Mi impegno però con tutta me stessa a fare un pochino di yoga o meditazione o una bella camminata tra un impegno e un altro. E soprattutto ciò in cui mi impegno veramente è: non dimenticare di donarmi sempre tre o due pasti sani e naturali al giorno! E’ un impegno verso me stessa che mi sono presa qualche anno fa, quando stavo molto male e questa cucina mi ha letteralmente risollevata, per cui anche quando sono nei casini ho sviluppato in questi anni di studi e applicazioni di questa cucina naturale delle strategie per essere veloce ai fornelli! E’ fondamentale che la tua cucina sia preparata a tutte le evenienze, a quando tu hai più tempo, a quando tu proprio non ne hai! Quando ho iniziato questo stile alimentare avevo deciso che volevo dedicargli tempo per capirlo, per studiarlo, per vedere come si trasformava il mio corpo attraverso di esso e se potevo mettermi sulla via del benessere e del miglioramento psico-fisico attraverso piatti e decotti! Con mio marito avevamo deciso che mi sarei presa questo tempo, per cui i primi sei mesi del mio cambiamento alimentare dedicavo alla cucina praticamente tutto il giorno! Ora che sto bene, che ho tanti progetti in corso, che ho sciolto e lasciato andare tanti pesi e conflitti interiori, tutto questo tempo da dedicare alla cucina non c’è l’ho più ma non voglio assolutamente fare dei passi indietro e perdere tutti benefici che ho raggiunto attraverso lo stile alimentare naturale e macrobiotico! Sai, fai in fretta in questa società moderna a vanificare anni di lavoro benefico su di te se inizi a mangiare spesso fuori casa o mangiare quello che ti capita per tappare la voragine della fame o a pasticciare con il cibo o ad esagerare perché magari arrivi alla sera famelico e ti ingozzi, o a farti attirare al supermercato a comprare formaggi, cibi processati, panini, stuzzichini, focaccine, biscotti, crackers, yoghurt. Fai in fretta ad ingurgitare zuccheri e grassi da qualsiasi parte! E’ molto importante soprattutto se stai facendo un percorso con me, mi segui nei corsi, vieni in consulenza individuale e stai ottenendo dei benefici che tu non vanifichi tutto nei momenti in cui hai fretta! Perché è qui che casca l’asino! Eh sì eh sì, e’ quando hai una fame pazzesca che cedi alle tentazioni e metti in pancia quello che ti capita e così perdi di vista il tuo equilibrio che magari anche un po’ faticosamente hai cercato di ripristinare seguendo i miei consigli alimentari e di stile di vita! Ci vuole un attimo, ti dico, nel cadere nella voragine che ti ha fatto ammalare o ti ha creato un disturbo! Ci vuole un attimo a riprendere un vizio che magari in mesi hai cercato e sei riuscito a limitare o magari a sostituire o a ridurre notevolmente! E questo accade quando sei stanca/o e di corsa e il tuo supervisore interiore saggio viene schiacciato e messo in un angolino! Bene è in questi casi che bisogna essere preparati a tutto in cucina! Giovedì 6 aprile dalle 19,30 da Sale in Zucca al corso di cucina “Cucina naturale in 5 minuti” io ti spiegherò come creare l’angolo della wonder woman o del superman in cucina! Sì sì perché bisogna proprio creare un angolino nella propria dispensa con cereali e legumi super fast, che acchiappi e cuoci e in 20 minuti hai la cena pronta e non devi spadellare tanto! Non vanificare i miglioramenti che sei riuscita/o ad ottenere con me in momenti più rilassati o in cui potevi dedicare più tempo a te e all’arte della cucina che trasforma! Siiii perché mettere in pratica le ricette che io ti do in consulenza individuale o attraverso l’abbonamento del tuo menù naturale organizzato fa parte dell’arte di una cucina millenaria che trasforma e migliora ogni aspetto della salute! Se sai come e cosa mangiare anche quando hai fretta in relazione alla tua costituzione e ai tuoi disturbi sei a cavallo! Per cui ti aspetto per scoprire tutti i trucchi della cucina naturale rapida ma sana! Tra l’altro ora è anche il momento di introdurre cereali più leggeri visto che piano piano il clima si sta scaldando e quello che imparerai giovedì sera ti sarà davvero molto utile anche per quando sarai al mare o in vacanza e il tempo in cucina si riduce! E se vuoi davvero dare una spinta in più alla tua vita io e Miriam Colombari, la bravissima riflessologa che lo scorso giovedì ha insegnato da Sale in Zucca l’arte di auto massaggiarsi gli organi attraverso il tocco di vari punti del piede, abbiamo pensato ad una super offerta di cui approfittare immediatamente (valida per tutto il mese di aprile per rimetterti in forma sotto ogni punto di vista)! Eccola qua: Love, trust, care Silvia
Ti racconti le bugie alimentari?

Ho un ricordo bellissimo di questi ultimi giorni di Carnevale. Il fine settimana prima del martedì grasso la mia dolce nonna materna veniva a casa nostra. All’epoca io, mia sorella e i miei genitori vivevamo in mezzo alla campagna, a Vernone. Ricordo che la mia mamma andava a prenderla a casa sua il giovedì mattina, noi tornavamo da scuola all’una e a tavola trovavamo la nonna Pina. Già al mattino, appena alzate con la cartella sulle spalle, mia sorella Daniela e io ci guardavamo con il luccichio negli occhi: sapevamo che con la nonna Pina era festa! … Soprattutto era la festa di tutto ciò che la mamma non ci cucinava mai! La mia mamma, benché non avesse studiato alimentazione e gli effetti del cibo sul corpo, ha sempre cercato di creare un’alimentazione di qualità: poco grassa e genuina. Per questo tutto il fritto (in macrobiotica in certi casi il buon fritto di qualità può essere anche curativo) e i dolci erano vietati o molto limitati durante tutto l’anno . Ma si sa che i nonni concedono quello che i genitori vietano. E allora quando in casa si sapeva che arrivava la nonna Pina, già io e Dany ci guardavano piene di gioia. Iniziavamo a correre dal momento in cui veniva aperto il cancello; un saluto, quel giorno velocissimo, a Zeus e Polly che erano i nostri cani, poi la mamma ci apriva la porta di casa e noi in un battibaleno eravamo già nelle braccia della nonna. Lei, con le sue braccia corpulente, ci avvolgeva tutte e due con le cartelle ed era solo più un “Nonna, Nonna” e lei che ci dava tanti baci. Poi mollavamo le cartelle, ci guardavamo e cominciavamo ad annusare: profumo di fritto!! E gridavamo: ”LE PATATINE!!! NONNA HAI FATTO LE PATATITE” e lei : “sì mie gioie” e in un nanosecondo eravamo in cucina ad osservarle e poi subito a lasciare le giacche e a lavarsi le mani per mangiare il cibo della nonna. Iniziavamo a festeggiare il giovedì grasso proprio come voleva la tradizione: con cibi più grassi rispetto a quelli mangiati nella quotidianità! Nel fine settimana la nonna poi iniziava una produzione luculliana di frittelle e bugie fino al martedì grasso. Eh sì perché inizia la Quaresima ma fino a oggi si festeggia il Carnevale con sue leccornie. Ricordo il profumo di mele fritte per tutta la casa di quei giorni e lo scoppiettare dell’olio in cui la nonna faceva friggere le bugie. Che buone! memorie di cibo e di affetto famigliare. Queste sono le memorie che si impregnano nel corpo e ti dettano le voglie o molte volte proprio il tuo stile alimentare. Infatti quest’anno è proprio da giovedì grasso che mi sogno le bugie, non sogno altro che mangiarmi bugie. Tu dirai: “Ma tuuuuu che insegni a mangiare sano, naturale, in equilibrio con la natura vuoi le bugieeee???” Ebbene sì! è proprio così! Anche io ho le voglie! Anzi ti dirò di più è normalissimo cambiare alimentazione e trovarsi di fronte a delle memorie culinarie legate a dei ricordi di affetto famigliare perché la cucina è sempre stata il luogo di condivisione per eccellenza, il luogo della cura e del passaggio dell’affetto attraverso il cibo. Mia nonna, l’amore per noi, lo esprimeva gran parte proprio attraverso le sue abilità di cuoca. E’ da giovedì che vedo bugie ovunque e quindi ho tentazioni continue e a mio marito non parlo di altro. Poi a dire la verità mi manca la mia nonna Pina. Ora soffre di demenza senile e anche se ho dei momenti di intensa connessione con lei quando è lucida, quando la vedo persa, per un momento, sono persa anche io. Dentro di me già da un po’ sentivo il bisogno di fare qualcosa che mi ricongiungesse alla storia vissuta insieme con lei. Ma davvero non sapevo come fare poi apro facebook e vedo la pagina della mia amata scuola di cucina e di terapia alimentare La Sana Gola con scritto: venerdì live chiacchere vegane, connettiti alle 19 e la super chef Anna Shanti ti guiderà a creare le tue bugie vegan. Era quello che cercavo! Io le bugie non riuscivo comprarle! Ho provato a mettermi davanti ad una bugia di una pasticceria ma mi parte tutto il mio schizzo mentale: 1) perché sono fatte con le uova di chissà quale provenienza e poi è un sacco di anni che non le mangio più per motivi curativi 2) hanno lo zucchero bianco che ti fa schizzare la glicemia e poi… 3) bohh l’olio è usato e stra-usato e chissà che roba è!! In verità poi sentivo che non era comprandole che avrei risolto il mio vero desiderio. Così alle 19 precise di venerdì mi connetto al live di facebook della Sana Gola e assisto a tutta la lezione sulla produzione di bugie vegan e mi sono detta:“Ecco quello di cui ho bisogno in questo momento. Ho bisogna di farle io, non è solo una voglia, è il bisogno di connettermi con qualcosa di più grande, la memoria dell’amore di mia nonna”. E così domenica ho messo le mani pasta che per me, benché sia una cuoca, non è abituale. Anzi molto inusuale. E ogni volta che impastavo mi sentivo più rilassata, più connessa ad un amore più grande. E mentre impastavo e assaggiavo un pochino anche la pasta con la scorza di limone i gusti in bocca mi riportavano là, alla grande cucina della casa di campagna della mia infanzia/adolescenza, insieme alla mia mamma, a mia sorella e alla mia nonna Pina. Mentre stendevo la pasta e tagliavo le bugie vedevo e sentivo le mani di mia nonna, forti e grandi, che davano la forma alla pasta per noi. E ho capito che a ogni passaggio di pasta per le bugie davo forma alla tristezza di vederla, ora, persa in mondo troppo lontano e lasciavo andare questa tristezza. E’ vero come scrive Roberta Scriva nel suo libro La gioia del riordino in cucina (edizioni Vallardi) a
Sorprendi l’amore

Oh Madre dispensatrice di vita, cheta, profumata e prospera Effondi il tuo soffio su di noi, ponici al centro delle forze sprigionate dal tuo corpo, che noi possiamo essere una cosa sola con la splendida energia delle fanciulle, con la luce degli uomini, degli eroi, degli equini e degli animali silvestri. Dal libro the Earth mother “Hym in to the Earth” Fatti avvolgere dalla vita, essa sta arrivando ed oggi è un giorno sacro. Tanti, tanti anni fa nella Roma antica si svolgeva proprio oggi un rito pagano, un rito propiziatorio per la fecondità e la fertilità della donna e della terra in nome della attesa rinascita primaverile. Per questo motivo ho scelto come data per il corso di cucina e rimedi sul fegato e lo scioglimento degli accumuli invernali una serata: il giovedì 16 febbraio per approfittare di questa onda energetica che la terra ci sta donando. Se ben indirizzata questa energia “Legno” per la medicina tradizionale cinese (e vedremo come) può essere veramente per te, che parteciperai, una occasione unica di rinascita. Era anche per gli antichi romani momento di purificazione! Oh mamma come ci siamo lontani oggi che regaliamo cioccolatini 🙂 e roba zuccherosa. E’ ora di accedere la fiamma della rinascita dentro di noi. Questo è il momento migliore. Che questa festa di San Valentino non sia solo simbolo dell’amore fra le coppie, sia simbolo dell’amore verso di te! Mi capita spesso ultimamente che accendo la tele in un determinato momento, apro un libro ad determinata pagina, mi arriva un’immagine che mi risveglia qualcosa come se la vita mi portasse i messaggi di cui ho bisogno in quel dato momento e non un altro. Per cui attenta alla vita aguzzo l’intuito ed ascolto il messaggio. La scorsa settimana di sera tra lo studio e le faccende di casa ho accesso qua e là la tele e ho visto le canzoni di Sanremo. L’accedevo sempre vicina al momento di tre canzoni: quella di Francesco Gabbani Occidentali’s Karma, quella stupenda della Mannoia e quella di Paola Turci. La canzone che ho ascoltato più spesso è: fatti bella per te! Mi sono anche scritta le parole mentre la cantava. Ecco oggi è il momento di fatti bella per te! “E se anche il cuore richiede attenzione tu fatti del bene e fatti bella per te! E sei più bella quando sei davvero tu” …questo cantare della Turci è un fatti bella dentro oltre che fuori, un fatti bella di attenzioni, di valorizzazione. Valorizzati donna lei grida! Si è il momento, in questa primavera con la forza del tuo fegato che simboleggia non solo la rinascita fisica ma anche di progetti, pensa ad un progetto solo per te: a qualcosa che ti piace e fai poco, ad un sogno nel cassetto. Tira fuori chi sei veramente. Oggi, in questa primavera con un cibo che segue il ritmo delle stagioni e quindi della vita. Rendi colorata la tua vita. Il femminile è stato a lungo calpestato ma se non siamo noi tra donne che ci diamo valore dove lo portiamo questo femminile? Lo continuiamo ad oltraggiare, a picchiare. E’ vero abbiamo vissuto a lungo in una società dove un maschile (per lo più) poco evoluto ci ha reso la vita difficile. Sempre o quasi ogni nostro sogno era deposto in un cassetto e là dimenticato. Prima di tutto si faceva andare avanti l’uomo. Poi se c’era spazio veniva la donna con i suoi sogni dopo la famiglia, la casa e magari qualche lavoretto. Ti invito a prendere quel sogno oggi, nel tuo cassetto segreto, e a immaginare di vestirlo di rosa che è il colore dell’amore incondizionato, del nutrimento, della delicatezza e della gratitudine e di rosso che è il colore del cuore (ricordi siamo nell’anno dell’ rosso ovvero dell’azione), del dinamismo e della vitalità e della fiducia nelle proprie forze e capacità. Mangia anche qualcosa di rosso come la barbabietola rossa, prugne, ravanelli, il melograno (per il pomodoro non vale ,non siamo in stagione!), i fagioli rossi, perché mangiare rosso contribuisce a ritrovare fiducia in sé, ad allontanare la malinconia. E ti invito con il colore rosso del cuore ad una serata speciale con un’ospite speciale giovedì 23 febbraio (mercoledì riceverai la locandina con tutti i dettagli e un menù coloratissimo), con una consulente di feng shui esperta di significati del colore per scoprire insieme: Perché i colori ci affascinano? Ci attraggono? Ci piacciono? Perché scegliamo alcuni colori piuttosto di altri nei nostri ambienti, nei nostri vestiti, nel nostro cibo? I colori influenzano i nostri stati d’animo, la nostra salute e il nostro cibo. Ogni colore con le proprie caratteristiche è in grado di esercitare un impatto sul nostro organismo. Quindi è bene conoscere il significato dei colori per sapere come stare meglio! Infatti io e Leonardo è da ieri sera che mangiamo rosso e rosa! Domenica sera sono arrivata da Milano molto stanca, l’esame di conclusione del percorso di 4 anni alla Scuola alla Sana Gola mi ha impegnata molto ma nello stesso tempo mi ha reso molto felice: i commissari d’esame mi hanno fatto tantissimi complimenti per il mio blog, per come accompagno le persone, attraverso una educazione alimentare con newsletter, corsi di cucina, conferenze e consulenze ad approdare ad una alimentazione sana e naturale. Si sono poi illuminati quando ho mostrato loro la mia prima pagina del blog dove tra poco sarà attivo l’abbonamento ai menù naturali organizzati e lì mi sono quasi commossa perché mi hanno invitato a presentarla come innovazione al convegno nazionale della Siaf, l’associazione di categoria di cui da ora in poi con orgoglio farò parte per la tutela mia e del mio cliente ed allievo. E’ stata una bella soddisfazione di cui, spero presto, ti renderò partecipe! Nonostante la stanchezza domenica sera avevo voglia di cucinare qualcosa per Leonardo perché se lo potesse portar via e potesse mangiare qualcosa di sano per colazione o come snack mentre si fa i suoi giri di lavoro per l’Italia fino a venerdì. Così insieme abbiamo
Io mi ascolto: la new age alimentare

Ahh adesso mi diverto… Allora le ultime che sto sentendo in questo periodo sul cibo: “Ahh io mi ascolto” …ma si può!!! Mai è esistita cavolata più grande in questo momento storico di caos industriale alimentare! Ma ti ascolti cosa? Come se stessi dicendo la roba più sacra che esista sulla terra…sì in effetti ascoltarsi fa parte di un processo interiore sacro ed è bellissimo che una persona si ascolti. Ma quando vado ad un conferenza su un percorso sciamanico sulla dolce medicina degli indiani d’America e il conferenziere mi dice che lui si ascolta quando mangia un gelato in clima autunnale alle 11 di sera mi vengono i brividi e basta. E ti immagino il giorno dopo con il naso colante come minimo o con un mal di testa o con il principio di qualche malessere stagionale, nonché con un picco glicemico da montagne russe di Disneyworld. Allora… che tutti oggi parlino di cibo mi sta veramente rivoltando le budella come se fossi appunto scesa da una montagna russa, quelle dove la macchinetta in cui sei sopra ti porta in un picco così alto che poi quando precipiti e scendi ci metti dieci minuti a pronunciare il tuo nome. Io sono una esperta del mio settore, la terapia alimentare, ovvero è da cinque anni che studio con passione e dedizione il cibo e i suoi effetti, ho frequentato una scuola seria, la migliore di Europa e ho provato su di me quel che dico, che studio, che propongo. Mi sono curata da diversi problemi e ogni giorno approfondisco con la pratica e lo studio il tema cibo. E mi seguono ormai da anni persone che mettendo in pratica in modo serio la terapia alimentare hanno risolto diversi problemi e migliorato nettamente il loro stato di salute. E ad un certo punto della serata mi sento dire dal conferenziere perché nella scelta del cibo bisogna ascoltarsi. E ti giuro che gli sarei volata addosso. Quando io ho scoperto di essere pre diabetica ero presa da questa moda new age di ascoltare il cibo di cui avevo bisogno e cosa sceglievo? Ovviamente i dolci e che dolci? I biscotti dell’era industriale, la brioche al bar, il marocchino e poi il dolcetto dopo il pasto…sì sì mi ascoltavo ….poi inizio il mio percorso di terapia alimentare e ho capito che è una gran cavolata dire sul cibo : “Ma io mi ascolto”. Infatti chi è che me lo dice sempre? Persone che hanno sempre qualche problema di salute (e chi non ne ha?) oppure sono in sovrappeso. Ed ecco il mitico conferenziere che con aria spavalda pronuncia: “perché se adesso ho voglia di un gelato me lo mangio”. Ed io parto con la diagnosi, lo osservo e noto che il conferenziere è palesemente fuori peso forma per cui per me il suo ascoltarsi non vale proprio niente in questo caso e se non è in peso forma ha qualche problemuccio con la glicemia e un bel pancreas contratto e un bel fegato infuocato. Poi continua dicendo che una sua amica al ristorante sempre praticando l’arte dell’ascolto sul cibo gli ha fatto attendere non so quanto prima di ordinare ed io dico dentro di me : “non è certo perché ti ascolti che hai difficoltà ad ordinare al ristorante con il cibo e le preparazioni di bassissima qualità che propone il 90% della ristorazione oggi. E’ ovvio che hai difficoltà. Una persona che si ascolta un minino, come dici tu, quella robaccia tossica manco se la mette in bocca. E trova una alternativa costruttiva: offrire per esempio con un sorriso affascinante un bel pacco di pasta di riso integrale e se necessario anche il sugo bio. E’ tutto artificiale. Ma come fai ad ascoltarti? Come? Tutto quello che una persona nella media mangia ti rovina le papille gustative, l’industria l’ha fatto apposta (forse?), fin da quando sei piccolo con le varie merendine e succhi di frutta ti sei sballato la glicemia. Mi dici poi in questo stato come cavolo fai a scegliere ascoltandoti? Infatti poi lui racconta che il suo bar preferito ha smesso di portagli la sua brioche preferita e che ora va a prendere solo un caffè. Ah sì sì siamo messi bene che uno pieno di tossine del caffè e di grassi di brioche artificiale con zuccheri velenosi mi dica di ascoltarmi quando scelgo il cibo. Mi si accappona la pelle e basta. George Osawa non si curò dalla tubercolosi e creò la macrobiotica curando milioni di persone ascoltandosi e mangiando brioche e gelati alle 23. Ritornò alle origini. “Il processo di trasformazione dei chicchi interi in farine, attraverso la setacciatura e i vari processi di raffinazione aveva preso diversi secoli in Occidente, per cui il deterioramento biologico della gente era stato molto graduale ma questo deterioramento si produsse in Oriente molto rapidamente” da Sugar blues. Ed è quello che capì George (non Clooney ma Osawa), appena si introdussero in Giappone la carne e il riso brillato e le farine il popolo giapponese dopo anni di veganesimo si ammalò. “Riso bianco voleva dire novità, modernità, raffinatezza e civiltà, sotto un certo punto di vista. Fu accettato ovunque soffiasse quello che si pensava fosse un vento di modernità. Nella sua scia lasciò improvvisi focolai di nuova malattia, che dai sintomi fu chiamata ber iberi, che in senegalese vuol dire debolezza. Quando le prime manifestazioni del beri beri seguirono all’introduzione del riso brillato in Giappone, la gente del popolo capì quale fosse la soluzione. Le abitudini tradizionali, fortunatamente ancora fresche nella memoria, suggerivano di tornare ad una alimentazione all’antica, al riso integrale, e chi lo faceva stava bene, perché con esso ritornava sano e integro” da Sugar blues p 142. Questo è il panorama raffinato che offrono oggi il 95% dei nostri bar e dei nostri ristoranti. Si mangia così. E allora su che basi ti ascolti? Che cosa hai ascoltato se desideri una brioche del bar e il caffè brasiliano? Sono certa che le tue cellule nel profondo ricordano come
Professionista disciplinato ai sensi della legge n.4-2013, iscritta all’associazione di categoria professionale SIAF Italia nel registro professionale come operatore olistico ad indirizzo nutrizionale PI2102P-OP (livello professional) e counselor olistico PI609-CO