MENU
Edit Template

Il cibo della madre

Nutriti con il cibo naturale: in profondità

Entriamo a poco a poco nelle profondità della terra. E nel tempo del suo grembo. Madre terra comincia a coccolarci con i gusti dolci della zucca, dei cavoli e delle carote. L’estate si sta dissolvendo e con lei i piatti freddi come le insalatone e la frutta mangiata qua e là, l’utilizzo dell’olio a crudo. E’ il momento di cominciare ad entrare dentro noi stessi. Madre terra ce lo sta chiedendo. Si sta abbandonando la voglia di stare all’aperto, l’energia comincia a scendere verso il basso. E cominciamo a sentire il bisogno di essere nutriti in profondità attraverso il cibo, ma non solo, anche dalle relazioni che si creano con le persone che ci stanno vicine e che incontriamo, con i pensieri che coltiviamo, con le emozioni che proviamo. E’ la stagione della tarda estate. L’energia della madre terra ci parla di radicamento, di stabilità, di ritrovare l’equilibrio, della capacità di sentirsi soddisfatti e di fertilità (in tutti i sensi, anche di idee). Un cambiamento in cucina è necessario per stare bene, nella scelta dei cibi, nelle cotture, nei sapori ed è importante che questo cambiamento sia graduale. E’ ora di cambiare tipi di cereali, legumi, condimenti, cotture per avere più calore e la forza profonda per affrontare le sfide dell’inverno.Problemi connessi agli organi digestivi, al sistema nervoso, a quello immunitario e linfatico si possono far sentire. Per questo è il momento giusto per assaporare una serata di scoperta sugli organi, i cibi e le cotture associati alla energia di madre terra per entrare poi in contatto con la nostra essenza che vuole armonia e ordine nelle relazioni per stare bene. Mercoledì 28 settembre sarà una serata dalle tinte giallo-arancio come il colore che in medicina tradizionale cinese si associa all’elemento terra. E in attesa di questo evento intanto chiediti: qual è il tuo sapore preferito? E dimmelo il 28, da questa preferenza potremmo insieme capire molto sugli organi che in te hanno bisogno di un riequilibrio. Ed ecco per te una ricetta zuccosa per iniziare ad armonizzarti con le prime arie fredde: Zucca ripiena di orzo e lenticchie Ingredienti: ½ piccola zucca Una tazza di orzo perlato o riso integrale o farro o miglio cotto per 4 persone Mezza tazza di lenticchie cotte 1 cipollotto o cipolla 2-3 cucchiai di semi di girasole 2 C di prezzemolo tritato Shoyu o tamari (salsa di soia) 4 C di tahin 1-2 C di miso di orzo olio e sale marino integrale Procedimento: Tagliare a metà la zucca senza sbucciarla e ungerla appena di olio e salsa di soia, metterla in una teglia con poca acqua. Infornare coperta con il lato tagliato verso il basso fino a quando la punta di un coltello la penetra facilmente. Tostare in una padella i semi di girasole lavati e scolati, mescolando con attenzione fino a quando non saranno dorati. Spruzzarli con poca salsa di soia e mettere da parte. Lavare il cereale e il legume. Cuocere una tazza di orzo e lenticchie  con tre tazze di acqua fino ad assorbimento e un pochino di sale da aggiungere gli ultimi 20 minuti insieme ad un ramo di rosmarino, e al tahin. Se vuoi a fine cottura per rendere tutto più gustoso puoi far sciogliere il miso in un po’ di acqua calda e usarlo per mantecare. Quando la zucca è tenera, riempirla con  il cereale e il legume. Cuocere in forno ancora 5 minuti per legare i sapori, una volta sfornato adornarne con prezzemolo tritato e semi di girasole. Notizia: ho assaggiato questo piatto  in un paesino costruito sull’ecosostenibilità sulla costa dell’Uruguay e mi era piaciuto tantissimo, ovviamente laggiù me lo avevano  servito con un formaggio di capra delle loro caprette ma io una volta a casa ho creato una variante vegana e allo stesso modo saporita. Love, Trust, care Silvia P.S: i posti per la serata del 28 sono esauriti, apriamo la lista di attesa, e se le persone in lista di attesa saranno molte organizzeremo un’altra conferenza per loro! Grazie di cuore per l’entusiasmo e la curiosità con cui ti sei iscritto, sarà una serata molto ma decisamente molto arricchente di quelle che colmano il cuore, donano speranza e ti riconnettono con la forza pulsante della terra.  “Ho scoperto che ogni relazione, che la vita stessa, si esprime attraverso una danza che talvolta è anche fatta da passi indietro e non c’è niente di sbagliato in questo. Ho imparato ad avere più fiducia nel Movimento dello Spirito e ho imparato ad andare sempre di più con lo Spirito. Sto imparando a non rifiutare mai niente, prima di tutto di me…” Tratto da Prendere la Madre, Lasciare la Madre.  E noi così faremo anche in cucina sempre più nel movimento di madre natura, del suo spirito del suo amore. P.P.S: Ti aspettiamo l’11 ottobre per scoprire gli straordinari benefici della Italian Rice diet, riceverai giovedì il menù particolare, geniale, creativo. Only rice in tutta la sua grandezza. P.P.P.S: Questa settimana sono a seguire un super chef vegano e un yoga retreat ad Ibiza. Per qualsiasi informazione sono raggiungibile su whatsapp e la super Federica risponderà per me alle mail.  

Diventa libero!

Tutto è relazione: servono pasti naturali

Diventa libero! Ti senti libero nelle tue scelte alimentari? e in quelle relazionali? Che cosa ti muove?“Tutti i desideri nella vita non sono che aspirazioni verso un aumento di libertà. La ricchezza e la povertà, la gloria e l’oscurità, il potere e la dipendenza, la forza e la debolezza, la salute e la malattia, la cultura e l’ignoranza, il lavoro e l’ozio, la sazietà e la fame, la virtù e il vizio, non sono che gradi maggiori e minori di libertà. Rappresentarsi un uomo che sia privo di libertà non è possibile se non rappresentandolo privo di vita” . Immersa nell’operazione del “magico potere del riordino” della casa mi ritrovo in mano un foglietto sgualcito ripiegato in due con su scritto in stampatello con la mano di mio padre  “MEDITAZIONI PER SILVIA”. Apro e leggo questa frase di Leone Tolstoj. E penso a cosa? Al cibo. Ovviamente. E al grado di libertà che esso ti può donare oppure negare. Quello che introduciamo nella nostra bocca a che cosa ci lega e con che grado di libertà? Ci lega ad un determinato sistema economico e ad un determinato sistema relazionale all’interno dei quali facciamo delle scelte alimentari che non sono affatto libere ma frutto di un condizionamento. Che relazioni hai con il  cibo che compri e metti sulla tua tavola? Che cosa riflette ciò che mangi e come lo compri? Da che cosa ti avvicina o ti allontana un cibo più vegetale o uno più animale? Che grado di libertà ti  offre  una scelta basata su cereali, verdure e legumi e dolci naturali? Da che cosa ti slega? Che memorie abbiamo dentro che non ci permettono di scegliere cibi ad alte vibrazioni energetiche come quelli vegetali e poco lavorati e ci fanno scegliere cibi spazzatura o cibi grassi?Ti sto riempiendo di domande, lo so. Abbi pazienza, è la forza dell’autunno che si sta avvicinando e mi sta portando con la sua energia dentro madre terra e mi rende più riflessiva. Tutto è relazione! con il cibo instauri una relazione che ti può dare più o meno libertà esattamente come quella che instauri con un altro essere umano. Vieni allora a capire come essere più libero nelle tue scelte alimentari e nelle tue relazioni. L’appuntamento è mercoledì 28 dalle 20 alle 22,30. Questa volta finiremo 30 minuti dopo perché sperimenteremo degli esercizi di percezione per cominciare ad aprirci ad un mondo nuovo dove diventare veramente protagonisti (felici, realizzati, e in salute) della propria vita e delle proprie scelte alimentari e non. Love, trust, care SilviaP.S: Una serata eccezionale ti avvolgerà mercoledì 28 settembre ricca di spunti e connessioni che ti sorprenderanno… perché dal cibo dell’autunno c’è molto da aspettarsi 🙂 e anche dal libro di Prafulla Stefania Contu “Prendere la madre, lasciare la madre”e dai brevi esercizi che ti proporrà. Iscriviti subitissimo 🙂 ti aspettiamo con gioia ed entusiasmo. P.P.S: consiglio di cuore la serata del 28 a te anche e soprattutto se hai una malattia o  un disturbo importante perché potrai trovare veramente un lampo di luce, una strada per stare meglio, se lo vorrai. Dico sul serio 🙂 P.P.P.S: E martedì 11 ottobre preparati per la serata con l’assoluta novità “The italian rice diet”, come metterla in pratica, a cosa serve? in che cosa ti aiuta? perché è utile?

Bentornata e bentornato!

La terapia naturale: è stata trasformazione

Bentornata e bentornato, Spero che la tua estate sia stata ricca di stimoli come la mia e la tua voglia di ripartire tocchi le stelle. Io ho trascorso la mia estate a contatto con gli elementi: mare (elemento acqua), alberi (legno), sole (fuoco), terra, e metallo (le sostanze come i sali minerali che il mio corpo ha assorbito attraverso il mare e il cibo). E mi sono rigenerata completamente. Questa mia estate è iniziata con una grande meta raggiunta per me: ho conseguito il diploma di Guida alla Terapia Alimentare. Dall’inizio del primo corso di terapia alimentare alla Scuola “la Sana Gola” sono trascorsi 4 anni. Avrei potuto terminarlo prima questo corso/percorso ma nel mio cuore avevo deciso che questa preparazione volevo godermela, sperimentare ogni parola del maestro Martin Halsey e di ciò che stavo studiando di medicina tradizionale cinese. E’ da quando ho 6 anni che ho frequentato una scuola completamente distaccata dalla realtà, che mi ha trasmesso molto poco di pratico e così mi sono detta: “Se veramente questo modo di mangiare, di vivere il cibo, trasforma la vita delle persone, voglio che trasformi prima di tutto la mia, così sarò in grado di trasmetterlo non solo dal punto di vista teorico ma anche nella pratica”. Questa società mi ha riempito di nozioni, di informazioni che sono rimaste nella testa cioè ad un livello solo razionale e che veramente non mi sono mai appartenute, solo in piccole dosi sono entrate nel mio corpo e quindi sono entrate davvero nel mio essere per aiutarlo ad evolvere. Il corso/percorso di terapia alimentare mi ha dato una possibilità che non avevo mai avuto in molti dei miei percorsi di studi dalle elementari, alla laurea, al master: vivere gli effetti di ciò che apprendevo a livello teorico e razionale in ogni cellula del mio corpo e fare veramente mia la terapia ovvero ciò che stavo studiando. Partecipavo alla lezione e andavo a casa a sperimentare tutto ciò che mi era stato raccontato, attraverso l’atto del cucinare. Ascolto continuamente consigli alimentari basati su quante vitamine, carboidrati, proteine contiene un certo alimento, alla fine a forza di seguire queste nozioni biochimiche mi sono allontanata dall’essenza del cibo. Una mattina di questa inizio estate una sciamana messicana, Abuela Margherita, raccontò ad un gruppo di donne in cerchio in cui c’ero anche io (ovviamente!!! e chi se le perde queste chicche) che stavano celebrando il risveglio del “sacro  feminino” : “Il problema della  scienza è che  ha perso ogni aspetto di umanità” e io aggiungo di tutta la scienza, anche di quella della nutrizione. L’ho studiata scienza della nutrizione ma è stato il corso che meno mi ha coinvolto, che meno mi ha acceso, il mio cuore batteva ad ascoltare e a sperimentare l’energia del cibo. Ho trovato nel corso di terapia alimentare un contatto, un ritorno all’essenza di ciò che ci nutre e questo per me ha assunto un valore inestimabile e si è trasformato in amore per ciò che mi mettevo in bocca. Ricetta dopo ricetta ho visto il mio corpo prendere la forma che avevo sempre desiderato, tonificarsi, diventare forte (certo anche attraverso una pratica costante di yoga e camminate all’aria aperta, parte di uno stile di vita “macrobiotico” ovvero che insegna cosa significhi avere una vita “grande” attraverso la via del cibo, del movimento e della meditazione), i mie organi ripulirsi, la mia mente tranquillizzarsi per conseguire obbiettivi precisi. Ahh come mi è piaciuta la frase del  dott. Franco Berrino, oncologo, in una sua conferenza di presentazione del suo libro “Il cibo dell’uomo” : “Non fidiamoci delle nostre presunzioni scientifiche” aggiungendo poi una frase che mi ha reso ancora più contenta “E’ bene che i medici sappiano cucinare!!!” . Ah ah ah cioè è bene che chiunque parli di alimentazione sappia cucinare e abbia fatto corsi ai fornelli. Però dove si è mai visto questo, fino ad adesso. Il dott. Berrino è un rivoluzionario invece e ha creato una scuola di cucina  perché lui quel che dice lo trasforma in fatto, ma non una scuola di cucina qualunque dove si ammassa in una ricetta qualsiasi ingrediente, dalle uova, al formaggio, alla carne conservata, allo zucchero bianco, una scuola di cucina saggia basata su un principio che lui stesso racconta: “Sarebbe bene mangiare come una volta ma senza patire la fame riscoprendo un modo di mangiare dove al centro ci sono le fibre dei cereali , i legumi, le verdure con pochi dolci naturali di qualità”. E’ ora di lasciare andare un vecchio modo di mangiare che sembra in fondo un po’ un gioco d’azzardo tutto incentrato sulle molecole (vitamine, carboidrati, proteine), i grammi da pesare, le calorie, che non guarda alla provenienza e alla storia del prodotto e agli effetti che provoca, che è frutto di una massificazione che ci ha disumanizzati tutti. Chi si concentra tanto su quelli che io definisco “gli aspetti materiali del cibo” poi per estremo è catapultato ad attaccarsi esclusivamente al gusto e a gusti forti e con questo giustifica ogni tipo di piatto e ogni sua scelta alimentare e finisce sempre per mangiare più del dovuto o addirittura per abbuffarsi. Bisogna andare oltre, bisogna riscoprire l’anima del cibo, solo essa ci sazierà e ci guiderà verso scelte più etiche e più adatte alla nostra essenza energetica. E’ ora di risvegliarci e fare il pieno di cibo vivo che ci renda pienamente ed orgogliosamente umani. Sono profondamente grata a questi studi che mi hanno portato a questo titolo “Guida alla Terapia Alimentare” e con gioia e profonda gratitudine mi impegnerò anche quest’anno a trasmetterli a te. Lo farò attraverso consulenze, conferenze, corsi di cucina ed un metodo che ho studiato per te in questi anni “Io ti accompagno, tu assapori” che ti presenterò nel mio blog a fine ottobre. Quindi preparati le novità saranno tante: -Mercoledì 28 settembre si inizia con una conferenza straordinaria “Il cibo influisce sulla salute e sulle relazioni? E le relazioni influiscono sul tipo di cibo che mangi?” con la partecipazione della scrittrice e

La gioia: la vacanza Sana Gola 2016

Scuola di terapia alimentare: grande sogno

La vacanza della gioia. Quest’anno a Marina di Camerota con la mia scuola di terapia alimentare e di cucina naturale macro bio vegan La Sana Gola di Milano. In questa vacanza  ho respirato  un grande sogno, quello di Michio Kushi (allievo di George Ohsawa, fondatore della macrobiotica) e di Martin Halsey (mio maestro) che si sta realizzando. Questo sogno respirato  è  oggi  anche il mio e delle bellissime anime che con me hanno condiviso il tavolo ad ogni pasto durante questa settimana: l’idea che nasca un Homo Pacificus, un uomo che vive in armonia con se stesso e con gli altri esseri umani e con la terra, a partire dalle sue scelte alimentari. Scelte macro che si rifanno al principio unificatore yin e yang, scelte bio per esprimere la necessità di produrre e mangiare senza inquinare e  vegan per esprimere il valore di un modo di mangiare che non uccide e non maltratta e crea meno sofferenza possibile, partendo da una riduzione drastica (se non completa) del cibo di origine animale.  Non sono proprio scelte a caso. Esse nel tempo, se ti prendi un attimo di tempo per riflettere e magari approfondire, rispondono ai problemi di: -degrado ambientale -fame e violenza nel mondo -dipendenza dal petrolio -maltrattamento e sofferenza degli animali -salute individuale e collettiva e quindi di elevati costi della sanità In questo momento storico di grandi sconvolgimenti dove sembra che  non si possa scorgere altro che punti interrogativi  pensare che io con le mie scelte alimentari posso contribuire a realizzare un mondo popolato da Homo Pacificus mi tranquillizza e mi dà sicurezza. Io parto da me stessa e parto con azioni molto precise e pratiche: imparare a mangiare in modo equilibrato (comprendendo sempre di più lo yin e lo yang e l’energia del cibo,  tema che approfondirò da ottobre in modo che tutti coloro che mi ascoltino abbiamo uno strumento chiaro per orientare CON SAPIENZA ED EQUILIBRIO le proprie scelte alimentari), biologico e il più possibile libero da alimenti di origine animale. Martin nella sua ultima conferenza del sabato prima dei saluti e degli arrivederci ha concluso: <<Imparare a mangiare in modo sano ed equilibrato con la natura può essere la cosa più rivoluzionaria che si possa fare: è rivoluzione ed evoluzione>>. E’ rivoluzione ed evoluzione masticare  un boccone per 50 volte, perché  questo era il compito per chi come me aveva aderito alla rice diet, una dieta speciale stra semplice, per sciogliere accumuli ed eccessi che proporrò da ottobre nelle mie conferenze da Sale in Zucca. Ecco  prova tu a masticare un boccone di carne 50 volte, questo era uno dei temi di discussione mentre abbondavamo la forchetta nel piatto e cominciavamo a muovere le mandibole fino al cinquantesimo boccone. Per la verità non è che si potesse tanto discutere, eravamo così concentrati nella masticazione che ogni parola veniva in secondo piano. Ma in quei pochi sprazzi tra un boccone e l’altro una delle riflessioni era quella. Potresti masticare 50 volte un pezzo di carne? Ti sembra naturale? prova a metterti in bocca la bresaola, il prosciutto e a masticarlo così tanto, dai dai ti sfido. Io starei male, ho provato ad immaginare, e chiunque nel tavolo è arrivato alla conclusione che nessun cibo può essere masticato così a lungo a meno che non sia naturale. In realtà mia nonna so che lo faceva ma con un preciso scopo: utilizzare quel poco cibo animale che le sue bestie le donavano per creare calore nel corpo durante i lunghi inverni ed essere pronta poi ad andare nei campi alle 5 di mattina per finire alle 9 di sera. Ma chi di noi vive ancora così? se ci va bene ci facciamo 30 minuti di camminata al giorno. “Nei paesi industrializzati come l’Italia mediamente si consumano 224 grammi di carne pro capite al giorno (circa 80 kg l’anno a persona). E il consumo globale di carne continua a crescere rapidamente: solo dal 2007 al 2008 si è passati da 275 a 280 milioni di tonnellate di carne prodotta in tutto il mondo, e la FAO ha stimato che entro il 2050 si arriverà a 465 milioni di tonnellate. Anche la produzione di latte, secondo le previsioni, è destinata a crescere velocemente, passando da 580 milioni di tonnellate del biennio 1999-2001 a 1043 milioni di tonnellate entro il 2050. Il consumo di prodotti animali va crescendo con particolare rapidità nei paesi in via di sviluppo, parallelamente alla crescita economica: la carne infatti rappresenta per queste popolazioni un modello occidentale da imitare, uno status symbol, un segno di prestigio e ricchezza sociale. In queste regioni, dal 1983 il consumo di carne è più che raddoppiato, passando dai 14 kg di carne pro capite annui agli attuali 30 kg. Ciò ha causato naturalmente un aumento del numero di animali allevati: secondo le statistiche della FAO (2007), in tutto il mondo ogni anno vengono macellati circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini. Questa crescita esplosiva della popolazione animale domestica si è rivelata incompatibile con i ritmi naturali terrestri e ha inciso attraverso diversi modi sull’equilibrio della Terra”  tratto da wikipedia. E il fabbisogno è 0 Kg. <<Un modo di mangiare basato sull’uccisione di altri animali e lo snaturamento di tutti gli alimenti ci rende nervosi, ansiosi e violenti, spesso attaccati a credenze che ci danno un senso di sicurezza in un mondo caotico, credenze per le quali molti sono pronti ad uccidere>> scrive Martin Halsey in “Nascerà l’Homo Pacificus?” articolo del giornale La Sana Gola, autunno 2010. Solo una pallottola di cereali verdure e legumi può darti piacere dopo che l’hai resa poltiglia. Ma te lo sei mai chiesto perché nessuno mai mastica la carne o i panini di affettati? Prova anche con il parmigiano o con qualsiasi altro formaggio, dai dai così ci facciamo 4 risate vediamo se non ti lascia un resto gusto super salato o fastidioso. Il riso diventa così dolce quando si fa poltiglia in bocca che è solo un piacere poi deglutirlo. Prova

Cosa mangiano i tuoi figli? I crimini alimentari

Un'alimentazione natural: no cibo sottocosto

Sai quali sono i nuovi crimini? Quelli alimentari!!! E già…e sì… è proprio così. Sono anni che mi dedico al cibo nella sua visione più ampia, dalla storia dell’alimentazione, al cibo come base della salute (ricorda che il mangiare è uno degli atti che compi più spesso durante la giornata), come strumento di cura di sé, della propria famiglia e di guarigione, al cibo come strumento di evoluzione delle coscienze. So che a volte ti scrivo in modo deciso, forte ma ho le mie ragioni e sono ragioni forti che vogliono aiutarti a riflettere perché come disse Rudolf Steiner, grande pensatore, filosofo, pedagogista del 900 : <<In questi tempi occorre saper discernere, più che in passato>>. Quindi attenzione, attenzione!!! All’Expo 2015 sono stata invitata ad un convegno molto interessante, forse uno tra i più interessanti ai quali ho partecipato nella mia vita e che ha segnato da allora il mio sguardo sul cibo portando grandi cambiamenti e riflessioni che voglio condividere con te. Vedrai che anche tu dopo aver letto la mia newsletter cambierai il modo di fare la spesa. Il convegno si intitolava “Nutrire il pianeta: ambiente, agricoltura, alimentazione, salute, economia: la proposta Pianesiana”. Mario Pianesi è l’ideatore, il fondatore e presidente dell’associazione UPM attraverso cui possiamo trovare su tutto il territorio italiano i negozi e i ristoranti UPM dove comprare e poter mangiare cereali, verdure e legumi  coltivati senza prodotti chimici e di certificazione controllata. All’interno della giornata ci sono stati  diversi interventi, ma quello in cui io ho strabuzzato gli occhi è stato quello di Marcella Trombetta dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e parte del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute. Il suo intervento è stato impressionante. Giravo lo sguardo tra i presenti in sala e vedevo solo bocche aperte dallo stupore o dallo spavento. Apre il suo intervento con : <<Il CRIMINE ALIMENTARE sta soppiantando come sottolineato dal Interpol la frode alimentare, un tempo i ganster amavano spedire i loro nemici a dormire con i pesci, oggi preferiscono etichettare i pesci in modo incorretto per trarne profitto: pesci non pregiati venduti come pregiati, latte adulterato con melammina, per non parlare di vino, olio d’oliva, succhi di frutta, miele, spezie>>. E ci gela il sangue raccontandoci che al porto di Genova alla dogana avevano fermato una partita di tonno in olio di oliva e l’avevano sottoposto a controlli e non capivano che olio fosse quello in cui era imbevuto il tonno che non sembrava neanche tonno. Era olio di ali di gabbiano. Sei rabbrividito? Io si! <<Contraffazione, adulterazione, sofisticazione e falsificazione degli alimenti sono I CRIMINI DEL NOSTRO SECOLO>> incalza Marcella e continua <<Interpol ed Europol in due operazioni alla lotta al crimine alimentare hanno stabilito che si è passati dal 2011 ad oggi da 112 a 5661 tonnellate di merci sequestrate: questi dati dimostrano come l’immissione di alimenti pericolosi per la salute costituisca una preoccupazione sempre più crescente a livello globale>>. E aggiunge: <<Il cibo è un bisogno essenziale per l’essere umano e con la globalizzazione il rischio di consumare un alimento pericoloso per la salute è elevatissimo, anche se spesso non tutti ne hanno percezione>> Ecco per me questa frase è fondamentale, la maggior parte delle persone che mangia non sa che tipo di cibo mangia, da dove arriva, cosa effettivamente c’è dentro.  Mette nel carrello della spesa e via per poi trovarsi con i figli spesso ammalati e loro stessi con dei problemi di salute. No! no non c’è da scherzare. E’ per quello che io insisto di evitare il più possibile il cibo industriale, di venire ai miei corsi ed imparare un nuovo/antico modo di cucinare attento anche all’origine del cibo. Non si può essere faciloni e continuare a scegliere il prezzo più basso. Per il cibo NOOOOOO!!!! La pubblicità incalza con immagini di prodotti industriali con uno sfondo di vita agreste e famigliare. Lascia perdere. Se un cibo è sottocosto vuole dire che non ha valore, che è una porcheria e ti nutre di porcheria. Così come i ristoranti dove ti puoi abbuffare a prezzi irrisori, il cibo di qualità che ti nutre veramente ha un costo. Punto. Un costo che rispetta la terra, chi lo ha prodotto e chi lo cucina. Marcella sottolinea: <<La difesa della filiera agroalimentare è pertanto fondamentale. Il cibo, in termini quantitativi e qualitativi, è essenziale per la salute e per la stessa sopravvivenza della popolazione>>. Nel 2009 e nel 2012, al forum mondiale dell’alimentazione Fao, sono stati introdotti due nuovi termini, guarda un po’: food defence ovvero difesa alimentare ovvero <<La protezione dei prodotti alimentari dall’adulterazione intenzionale attraverso agenti biologici, chimici, fisici, radiologici>> e food tampering cioè manomissione degli alimenti definito come <<La deliberata contaminazione dei prodotti con l’intento di causare danni>>. A questi si aggiungono due termini che sono già in circolo a dispetto di noi consumatori  e mangiatori ignoranti che ci fiondiamo sui prezzi più bassi: food terrorism cioè terrorismo alimentare definito come <<Un atto o minaccia di delibera contaminazione degli alimenti destinati all’alimentazione umana con agenti biologici, chimici e fisici e con materiali radio nucleari con lo scopo di causare ferite o morte nella popolazione civile e/o distruggere la stabilità sociale economica e politica>>. Ed ecco l’ultimo per chi ama ancora comprare qua e là i prodotti animali senza sapere come e dove sono stati prodotti: agro terrorismo definito come  <<la delibera introduzione di patologie animali o vegetali con lo scopo di generare paura circa la sicurezza degli alimenti causando perdite economiche e/o stabilità sociale>>. E conclude alla grande la nostra Marcella, ricercatrice di crimini alimentari: <<Le evidenze investigative delle forze di polizia dimostrano sempre di più che la frode alimentare tradizionale intesa come adulterazione volontaria degli alimenti con ingredienti scadenti o di minor pregio è diventata una proficua fonte di guadagno della malavita organizzata>>. Ecco ti piace il quadretto, mi capisci ora quando insisto sulla qualità degli alimenti. Leggi le etichette di ciò che compri e se hanno più di tre ingredienti lascia perdere. Questa è la tua maggior

La lettrice di visi, di organi e di cibi

La diagnosi orientale per: la lettura del viso

Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame? Ti ricordi la strega “cattiva” di Biancaneve e i sette nani, che si guardava allo specchio e non si piaceva? Ecco non conosceva Silvia e Miriam! Se avesse messo in pratica i facili esercizi di Miriam (una appassionata studiosa e professionista della Reflessologia viso e plantare) e avesse seguito i suggerimenti alimentari di Silvia sicuramente non sarebbe raggrinzita così anno dopo anno e soprattutto avrebbe preso coscienza del fatto che ogni linea del suo volto le presagiva un certo tipo di destino se non avesse operato dei cambiamenti. Magari se avesse scelto a colazione, a pranzo e a cena, cereali verdure e legumi (o se fosse andata a mangiare alla biogastronomia Sale in Zucca da Laura) sarebbe diventata più buona, meno centrata sull’ego, si sarebbe riconciliata con il suo passato e avrebbe fatto pace con la sua parte d’ombra. La lettura delle linee del viso affonda le sue radici in antiche tradizioni curative,  religiose, culturali e filosofiche, soprattutto del Giappone, della Corea, della Cina e dell’India. Ogni linea del nostro volto, ogni cambio di colore, ogni segno, ogni parte che cede, si rilassa o rimane tonica, ci racconta di noi, della nostra vita e del cibo che abbiamo mangiato fin da quando eravamo piccoli. Queste correlazioni per me sono state strabilianti e stupefacenti. Spesso  Martin Halsey nei suoi corsi alla scuola la Sana Gola di Milano tirava fuori la foto di un personaggio famoso e cominciava a narrare quali cibi il personaggio mangiava in sovrabbondanza, che organi aveva in sovraccarico, quali indeboliti, che modifiche alla propria alimentazione doveva apportare per stare meglio e soprattutto prevenire eventuali disturbi. E dopo la sua diagnosi passava la palla a noi che ci esercitavamo con i vicini di banco a guardarci in faccia e a narrarci che cosa era opportuno cambiare nella propria alimentazione per creare più armonia e salute. <<Durante il periodo fetale ed embrionale, l’ombelico funge da centro dell’intera struttura corporea. Al momento del parto e subito dopo la nascita, questo centro si sposta verso la regione del collo e della bocca. Da questa area si sviluppano le estensioni superiori ed inferiori – la testa come sfera superiore e il resto del corpo come sfera inferiore. Di conseguenza, sono in perfetta correlazione tra di loro con la parte inferiore della testa che riflette la parte superiore del corpo (a eccezione della bocca e della cavità boccale, che rivelano le condizioni del sistema digerente), la parte mediana della testa riflette la zona mediana del corpo; mentre la parte superiore della testa la parte inferiore del corpo. In base a questo principio, ciascuna area del viso manifesta le condizioni di ogni organo, con le sue relative funzioni>> racconta in  “Il corpo non mente” Michio Kushi, edizioni mediterranee. Dopo ogni corso di Martin andavo in giro con Leonardo, mio marito, e gli raccontavo cosa mangiava per lo più la persona che avevo davanti e molto spesso se avevo un po’ di confidenza (in realtà lo faccio tutt’oggi) gli chiedevo se aveva mangiato tanto pane nella sua vita o tante banane o gelati o formaggi o carne o latticini o zuccheri (dovevo allenarmi per l’esame). Le prime volte Leonardo rimaneva a bocca aperta poi anche lui in base alle mie dritte ha cominciato a dire agli amici: <<Guarda mi sa che tu esageri con questo o quest’altro alimento e li stupiva azzeccandoci e molti dicevano che era arrivato il momento di cambiare abitudini alimentari (molti dei nostri amici e parenti lo hanno fatto almeno un po’ e stanno tutti meglio!)>>, perché ovviamente a noi vengono a parlare tutti dei loro disturbi  di salute . Ti invito quindi ad una serata geniale dove io, insieme a Miriam Colombari, una donna e una professionista fantastica, profonda conoscitrice di tecniche di reflessologia viso e plantare (oltre che di Massaggio Metamorfico, Massaggio Hawaiano, Floriterapia di Bach e  Danze Sacre e Meditative in cerchio) ti condurremo in un affascinate viaggio alla scoperta di: cosa significano le linee del volto e quali organi riflettono, che cosa bisogna mangiare e mettere in pratica per aver uno viso radioso, specchio di un corpo che funziona al meglio. Love, trust, care Silvia P.S: Martedi 29 novembre sarà anche la nostra ultima serata dell’anno. Vieni anche perché ti daremo anche delle idee illuminati per il tuo Natale e soprattutto un abbraccio forte e un augurio per un nuovo anno in gioiosa salute. P.P.S: la rice diet sta riscuotendo un successo pazzesco… dai dai a chi non si è ancora buttato! È facileeeeeeeeeeeeee ..qui di seguito due foto di miei due piatti di rice diet per chi non avesse facebook per mostrare che è bello praticare per tre giorni un po’ di sana semplicità e poi si vede la vita con una luce e uno sprint nuovi. Io la faccio ogni mese, ho finito ieri. E oggi mi sento piena di energia. La prima foto è riso integrale con crema di zucca e cipolla con gomasio senza olio, solo un po’ di tamari e cavolo saltato con un po’ di acqua di zuppa di miso e sale.

Intolleranza al glutine a go go

Cucina sana e macrobiotica: per rafforzarti

Intolleranza al glutine a go go Novità bella della nostra era di cibo industriale. Ma tu pensi davvero che l’intolleranza al glutine ti scenda così dal cielo? No no no mi sa che te la sei proprio cercata! Ascoltare le pubblicità, fare i test alimentari ti fa pensare che l’intolleranza al glutine sia una specie di calamità naturale che ti tocca tipo sfiga e nulla puoi fare se non togliere gli alimenti senza glutine e mangiare quello che ti propone la pubblicità (con secondi fini? Boh?) con prodotti fantasmagorici dove il glutine non c’è e con altri pasticci che vengono chiamati i gluten free. Allora allora intendiamoci: quando vai a fare un test per le intolleranze ciò a cui divieni intollerante è qualcosa con cui hai esagerato e il tuo corpo esausto ti grida <<bastaaaaaa!!!!>> con l’intolleranza. Quindi niente di alieno, semplicemente hai mangiato troppo di un alimento finché il tuo corpo ti manda un primo messaggio su cui riflettere. Si spera. Quando io anni fa feci il test per le intolleranze alimentari, e non pensavo ma agivo in base agli impulsi della pubblicità e ai condizionamenti, risultai intollerante al glutine e al limone semplicemente perché pensandoci poi ora ci avevo dato dentro con entrambi. Dieci anni di acqua al limone al mattino perché fa bene (così dicono ma anche  questo è relativo)  e tanta tanta di quella pasta e pane e biscotti e pizza e focacce che per due vite ne avevo a sufficienza. Ora basta con questi spauracchi sul glutine. Cerchiamo di capirci qualcosa e soprattutto a cosa serve e perché siamo una società di intolleranti al glutine perché non solo tu hai questo problema, coinvolge tutti chi più chi meno perché siamo stati tutti nessuno escluso, oggi come oggi, allevati a grano manipolato e inondato di prodotti chimici perché aumentasse la sua resa. Che cos’è il glutine? La parte proteica del frumento. L’intolleranza al glutine ai tempi di mia nonna non esisteva. Lei, la mia grande nonna contadina, è sempre il mio punto di riferimento non solo perché ho trascorso tanto tempo con lei in mezzo all’orto, al suo roseto e dentro il pollaio quando ero bimba, ma perché era una donna piccola e con una costituzione fortissima, piena di saggezza semplice sul cibo e lo stile di vita. Lei la pizza non se la mangiava, il pane lo faceva in casa una volta alla settimana con farine poco lavorate e soprattutto intatte, una volta al mese la mia bisnonna la domenica faceva gli agnolotti ripieni di carne. Poi mangiava tanta polenta, miglio, legumi, verdure, ogni tanto la carne dei suoi polli e bohhn. Per cui niente intolleranza al glutine. All’epoca quando lei era piccola non c’era bisogno di inondare i campi di strani prodotti chimici per avere più resa ma la farina arrivava direttamente dal campo alla tavola con uno o due passaggi. Quindi non è che il glutine sia proprio così dannato. Anzi essendo la parte proteica ovvero più yang del grano veniva utilizzato per creare dei pasti che davano forza, per lavorare una intera giornata nei campi al freddo e al gelo. Quindi il glutine è yang e conferisce forza …guarda un po’. Ma ovvio se tu già dalla pancia della mamma ne assorbi a iosa e poi per una quarantina di anni ci dai dentro accompagnando ogni singolo pasto, dalla colazione alla cena, con fette di pane di zero qualità e bombardato da agenti chimici il corpo non ti dà altra scelta se non l’intolleranza ovvero diventi debole, yin ….un eccesso di yang porta ad un eccesso di yin e tu diventi debole, il tuo intestino diventa eccessivamente yin ovvero debole e hai ripercussioni di questa debolezza su tutto il resto del corpo. Quindi cosa fare? Certo non buttarti sui prodotti fatti per celiaci, ho letto le etichette e quasi svenivo, c’è tutto meno che salute in quei prodotti. Ci vuole una strategia per rafforzarti. Io ero intollerante al glutine ora non lo sono  più , io la pasta Senatore Capelli,  così come il farro e l’orzo, ogni tanto me la mangio, se no poi davvero divento una persona troppo debole e non concludo più una cippa nella vita. Ma il fatto che io non sia più intollerante mi ha richiesto disciplina e soprattutto seguire delle regole ben chiare che ancora adesso seguo con più elasticità ovviamente: 1) per 6/ 8 mesi evitare in modo assoluto tutto ciò che contiene glutine e mai e poi mai i prodotti che dichiarano essere per celiaci e mangiare il meno possibile fuori casa 2) Fare la rice diet una volta al mese (un vero incredibile toccasana per tutto l’organismo) 3) Mangiare i cereali integrali come riso, miglio, grano saraceno, quinoa, sorgo e dopo 6/8 mesi introdurre gradualmente farro e orzo, avena. 4) mangiare legumi e evitare in modo assoluto carne (neanche quella della suocerona) ed insaccati. La carne e gli insaccati rendono rigidi i villi intestinali che sono come capelli, ed hanno bisogno di essere elastici. L’energia troppo yang della carne (tutta, anche quella bianca) crea durezza (problemi yang come stitichezza) o all’estremo opposto estrema debolezza intestinale (diarrea). Se proprio vuoi cibo animale: pesce bianco, piccolo o azzurro, pescato. Zero ma zero ma proprio zero latticini! Neanche le ultime novità della pubblicità che propongono prodotti senza lattosio: sai come diventi debole con quelli…eccessi di yin a raffica. 5) Zero e di nuovo zero zuccheri, pure lo zucchero di canna della marmellata della vicina che con tanto amore ti ha bussato la porta e te la regala. Solo malto di riso e basta. 6) Usare dei decotti specifici che rafforzino l’intestino come kuzu e umeboshi per 6 /8 mesi (se vuoi saperne di più vieni ad una mia consulenza)…questo decotto è pazzesco, io ancora oggi lo uso con straordinari benefici e non mi becco un raffreddore che sia uno. 7) La doppia cottura. Imparare a cucinare in modo naturale ovvero imparare i segreti della cucina naturale (corso a cui ti aspetto martedì 8 novembre). Questo è

Io mi ascolto: la new age alimentare

La salute: bisogna rieducarsi

Ahh adesso mi diverto… Allora le ultime che sto sentendo in questo periodo sul cibo: “Ahh io mi ascolto” …ma si può!!! Mai è esistita cavolata più grande in questo momento storico di caos industriale alimentare! Ma ti ascolti cosa? Come se stessi dicendo la roba più sacra che esista sulla terra…sì in effetti ascoltarsi fa parte di un processo interiore sacro ed è bellissimo che una persona si ascolti. Ma quando vado ad un conferenza su un percorso sciamanico sulla dolce medicina degli indiani d’America e il conferenziere mi dice che lui si ascolta quando mangia un gelato in clima autunnale alle 11 di sera mi vengono i brividi e basta. E ti immagino il giorno dopo con il naso colante come minimo o con un mal di testa o con il principio di qualche malessere stagionale, nonché con un picco glicemico da montagne russe di Disneyworld. Allora… che tutti oggi parlino di cibo mi sta veramente rivoltando le budella come se fossi appunto scesa da una montagna russa, quelle dove la macchinetta in cui sei sopra ti porta in un picco così alto che poi quando precipiti e scendi ci metti dieci minuti a pronunciare il tuo nome. Io sono una esperta del mio settore, la terapia alimentare, ovvero è da cinque anni che studio con passione e dedizione il cibo e i suoi effetti, ho frequentato una scuola seria, la migliore di Europa e ho provato su di me quel che dico, che studio, che propongo. Mi sono curata da diversi problemi e ogni giorno approfondisco con la pratica e lo studio il tema cibo. E mi seguono ormai da anni persone che mettendo in pratica in modo serio la terapia alimentare hanno risolto diversi problemi e migliorato nettamente il loro stato di salute. E ad un certo punto della serata mi sento dire dal conferenziere perché nella scelta del cibo bisogna ascoltarsi. E ti giuro che gli sarei volata addosso. Quando io ho scoperto di essere pre diabetica ero presa da questa moda new age di ascoltare il cibo di cui avevo bisogno e cosa sceglievo? Ovviamente i dolci e che dolci? I biscotti dell’era industriale, la brioche al bar, il marocchino e poi il dolcetto dopo il pasto…sì sì mi ascoltavo ….poi inizio il mio percorso di terapia alimentare e ho capito che è una gran cavolata dire sul cibo : “Ma io mi ascolto”. Infatti chi è che me lo dice sempre? Persone che hanno sempre qualche problema di salute (e chi non ne ha?) oppure sono in sovrappeso. Ed ecco il mitico conferenziere che con aria spavalda pronuncia: “perché se adesso ho voglia di un gelato me lo mangio”. Ed io parto con la diagnosi, lo osservo e noto che il conferenziere è palesemente fuori  peso forma per cui per me il suo ascoltarsi non vale proprio niente in questo caso e se non è in peso forma ha qualche problemuccio con la glicemia e un bel pancreas contratto e un bel fegato infuocato. Poi continua dicendo che una sua amica al ristorante sempre praticando l’arte dell’ascolto sul cibo gli ha fatto attendere non so quanto prima di ordinare  ed io dico dentro di me  : “non è certo perché ti ascolti che hai difficoltà ad ordinare al ristorante con il cibo e le preparazioni di bassissima qualità che propone il 90% della ristorazione oggi. E’ ovvio che hai difficoltà. Una persona che si ascolta un minino, come dici tu, quella robaccia tossica manco se la mette in bocca.  E trova una alternativa costruttiva: offrire per esempio con un sorriso affascinante un bel pacco di pasta di riso integrale e se necessario anche il sugo bio. E’ tutto artificiale. Ma come fai ad ascoltarti? Come?  Tutto quello che una persona nella media mangia ti rovina le papille gustative, l’industria l’ha fatto apposta (forse?), fin da quando sei piccolo con le varie merendine e succhi di frutta ti sei sballato la glicemia. Mi dici poi in questo stato come cavolo fai a scegliere ascoltandoti? Infatti poi lui racconta che il suo bar preferito ha smesso di portagli la sua brioche preferita e che ora va a prendere solo un caffè. Ah sì sì siamo messi bene che uno pieno di tossine del caffè e di grassi di brioche artificiale con zuccheri velenosi mi dica di ascoltarmi quando scelgo il cibo. Mi si accappona la pelle e basta. George Osawa non si curò dalla tubercolosi e creò la macrobiotica curando milioni di persone ascoltandosi e mangiando brioche e gelati alle 23. Ritornò alle origini.  “Il processo di trasformazione dei chicchi interi in farine, attraverso la setacciatura e i vari processi di raffinazione aveva preso diversi secoli in Occidente, per cui il deterioramento biologico della gente era stato molto graduale ma questo deterioramento si produsse in Oriente molto rapidamente” da Sugar blues. Ed è quello che capì George (non Clooney ma Osawa), appena si introdussero in Giappone la carne e il riso brillato e le farine il popolo giapponese dopo anni di veganesimo si ammalò. “Riso bianco voleva dire novità, modernità, raffinatezza e civiltà, sotto un certo punto di vista. Fu accettato ovunque soffiasse quello che si pensava fosse un vento di modernità. Nella sua scia lasciò improvvisi focolai di nuova malattia, che dai sintomi fu chiamata ber iberi, che in senegalese vuol dire debolezza. Quando le prime manifestazioni del beri beri seguirono all’introduzione del riso brillato in Giappone, la gente del popolo capì quale fosse la soluzione. Le abitudini tradizionali, fortunatamente ancora fresche nella memoria, suggerivano di tornare ad una alimentazione all’antica, al riso integrale, e chi lo faceva stava bene, perché con esso ritornava sano e integro” da Sugar blues p 142. Questo è il panorama raffinato che offrono oggi il 95% dei nostri bar e dei nostri ristoranti. Si mangia così. E allora su che basi ti ascolti?  Che cosa hai ascoltato se desideri una brioche del bar e il caffè brasiliano? Sono certa che le tue cellule nel profondo ricordano come

Il test alimentare

Con la mia alimentazione naturale: non servono test

I test alimentari. E qui si apre una altra questione macro. Ma la vediamo insieme ora perché bisogna capire in che mondo viviamo. Ultimamente ricevo un sacco di persone che mi chiedono se faccio test alimentari. Con questo stile di alimentazione che propongo, che la scuola la Sana Gola, in cui mi sono formata e tutt’ora mi formo, propone, sono inutili. Ma ti pare che mia nonna, contadina del Monferrato,  volata via a quasi 96 anni facesse i test alimentari? I nostri nonni sono nati fortissimi e non conoscevano intolleranze, allergie, celiachie, malattie autoimmuni e tutte le malattie che vengono definite “del benessere” dal dottore Colin Campbell di The China study (definito lo studio più completo sull’alimentazione mai condotto finora). Mia nonna non ha preso un farmaco fino a 92 anni circa quando per uno spavento (lei racconta che dei ladri avevano bussato alla sua porta) è finita all’ospedale per uno scompenso cardiaco e ne è uscita dopo tre giorni dicendo di tutto all’infermiera soprattutto sul cibo (si lamentava delle schifezze che le davano) e al medico che le aveva rifilato 13 medicine. Ho ancora in mente lei  che dice al medico con lo sguardo severo di chi ha conosciuto la fatica della terra, di due guerre, del periodo fascista : “Ma lei con tutta questa roba mi vuole ammazzare!”. Quel giorno ho avuto la fortuna di essere io ad accompagnarla fuori dall’ospedale e ci siamo fatte un sacco di risate insieme. Quella sulla schiettezza di fronte al medico ancora mi fa sorridere. Mia nonna aveva la quinta elementare ma la sua intelligenza era immensa, e questo per me è uno dei più bei ricordi che ho di lei. La accompagno a casa e la prima cosa che fa, ovviamente andando contro il parere del medico, che le aveva detto di stare nel letto, si butta in mezzo al suo orticello. Lei, la saggezza del suo corpo, l’aveva attivata. Allora intendiamoci, i test alimentari, in questo caos alimentare industriale, una certa valenza ce la possono anche avere. Il primo test alimentare che avevo fatto una decina di anni fa mi aveva tolto il glutine e detto di mangiare carne. Se rivedessi quella che mi ha fatto quel test me la mangerei viva, noooo! non posso, non mangio carne!!! Dopo tre mesi di esclusione di  tutti i tipi di pasta bianca, prodotti da forno con farine bianche, determinati tipi di verdure e altre robette e a mangiare carne (all’epoca ero andata a vivere in Argentina per cui a reperire carne non avevo certo problemi) mi ritrovo con un ciclo super abbondante e con dei fibromi uterini. Ora sono scomparsi grazie a un sacco di lavoro sul piano alimentare e anche su altri piani. Ma dico, tu che mi hai fatto il test alimentare, che mi hai consigliato carne, lo sai che tutti i popoli del mondo sono stati cresciuti a cereali, verdure e legumi per lo più, ovviamente con le dovute differenze a seconda della posizione geografica? Rifaccio i test alimentari qualche anno dopo con una dottoressa omeopata con cui mi sono curata un parassita molto simpatico che in qualche viaggio aveva deciso di appostarsi nel mio fegato e lei  mi dice che la carne, nessun tipo, va toccata, poi continuiamo con i cibi che creano intolleranze: i lieviti, le solanacee, le farine bianche. Poi conclude, dopo averle spiegato che io già mangio senza quegli alimenti: “Insomma continua la tua alimentazione macrobiotica che ti sta dando ottimi risultati,  solo evita per il periodo della cura omeopatica il prodotto fermentato (perché quello specifico parassita che avevo andava a nozze con i prodotti fermentati)”. Allora come mai dieci anni fa una mi dice di mangiare carne, dieci anni dopo con tanto di cereali, verdure e legumi  in corpo divento intollerante? Perché noi siamo quello che mangiamo….. E ci sono certi alimenti che non vanno proprio mangiati o molto ma molto saltuariamente e se mangiati devono essere stati cucinati in un certo modo, giusto in quelle occasioni specialissime o se si è in un contesto particolare. Oggi esistono le intolleranze, le allergie e via dicendo perché hai devastato il tuo intestino con una marea di prodotti industriali. Togli gli accumuli dall’intestino, dal fegato, dalla cistifellea, comincia a risistemare il tuo apparato digerente con cereali, verdure, legumi e con la straordinaria zuppa di miso e vedrai che a poco a poco le infiammazioni, le allergie, le intolleranze diminuiranno fino, se si ha costanza, a scomparire. È un eccellente modo di partire verso uno stile alimentare nuovo che poggia le sue radici nella conoscenza millenaria dei popoli è la rice diet. Ieri mi ha chiamata una  ragazza che mi ha posto una domanda super interessante: “Ma tu che parli, scrivi di stare attenti alle mode alimentari proponi una rice diet?” Ho capito da quella domanda che aver scritto sulla locandina “The italian rice diet per iniziare un nuovo stile alimentare” non era poi così chiaro, almeno a chi magari non mi conosce da tempo e non ha mai frequentato i miei incontri. Ecco Diet sta per strategia alimentare da adottare per un tempo breve, per dare via a nuovi processi. Questo lo spiegherò davvero molto bene nelle serate dell’11 e del 25 ottobre e ne rimarrai affascinato perché, pazzesco, il riso integrale ha un sacco di significati “esoterici” oltre che fisici. Poi non è che la propongo proprio a casaccio, stiamo entrando nell’energia metallo dal punto di vista della medicina tradizionale cinese per cui iniziare l’autunno con una rice diet è il top che si può offrire al proprio corpo. E’ il momento del riso, adesso!!! è il momento in cui cogliere al massimo i suoi straordinari benefici. Il riso è al culmine della sua energia, come non approfittarne. Magari ti sembra che faccia le cose a caso, ma noooo in questa alimentazione si segue un flusso che è quello della terra, della vita, delle stagioni. Ma come tutte le cose non si può vivere per anni a solo riso perché, anche se è lo

Mangi le insalatone?

Cibo sano: tutelo la mia salute

Le insalatone No no no! Adesso sfondo un mito, della scienza della nutrizione e di quello che ci hanno sempre inculcato da quando abbiamo messo in moto l’udito. Allora partecipo nel weekend ad un corso fighissimo  di Matrix, una tecnica energetica per trasformare la realtà, detto in breve (www.matrix-2point.com). A pranzo la maggior parte dei mie compagni di corso prende una insalatona. Io sono arrivata con la mia bella pasta di riso e ho chiesto di cuocerla e di condirmela con l’olio e verdure saltate. Il locale era gestito da cinesi (ed io già avevo paura, i cinesi se non gestiscono super ristoranti tipo guida Michelin, sulla qualità e la provenienza degli alimenti fanno solo casino ovvero propongono roba che non è nemmeno umana). Quindi alla mia domanda se era possibile avere la mia pasta con delle verdurine mi risponde una dolce signora dagli occhi a mandorla che loro avevano solo sughi pronti: l’amatriciana, il pesto e un sugo alla bolognese. Inorridisco all’idea del tipo di carne, di formaggio o qualsiasi condimento che mi potessero aggiungere, vedo della rucola in una mitica insalatona del compagno davanti a me e dico di aggiungerci solo quella. Poi il giorno dopo mi presento con anche il mio sugo, ovvero un bel barattolino di paté di carciofi biologico e sconcerto tutti i miei compagni….ah ah ah Intanto osservo la fierezza con cui vengono mangiate le insalatone, certo forse rispetto ad un hamburger di un possibile gatto come aveva preso qualcuno o di una pasta geneticamente modificata, quelle che ti trasformano in celiaco appena le guardi, con sugo di topo che aveva preso qualcun altro e ci ha messo 6 giorni a digerirla, l’insalatona aveva qualche caratteristica di leggerezza. Ma passiamo all’analisi degli ingredienti: 1)     insalata bombardata da pesticidi e forse manco lavata, sicuramente delle buste delle grandi distribuzioni, roba morta insomma 2)     gamberetti che tutto sembravano fuorché dei gamberetti, pallidi, ma pallidi, ma pallidi, con delle striscioline rosa, pallide pure quelle. Sicuro hanno fatto un bel bagno di ammoniaca prima di finire nella bocca di un malcapitato convinto che l’insalatona è tutta salute e poche calorie. Ovvio dalla Thailandia mica ti arrivano freschi pescati e rosa, subiscono se va bene una decina di trattamenti chimici oltre ad essere allevati chissà con quali porcherie. Insomma roba tossica e morta, di nuovo. Il gamberetto buono appena pescato costa caro e non te lo trovi nell’insalatone a 8 euro perché già 5 gamberetti freschi dei nostri mari li paghi il doppio dell’insalatona o di più. E questo non ti fa sorgere qualche domanda? 3)     Le mozzarelline… ah ah ah e qui diamo il colpo di grazia alla leggerezza, è vero che ce ne sono poche, ma di che latte sono fatte? Da che allevamenti provengono quelle poveracce di mozzarelline? da mucche che non hanno tregua perché tu abbia una insalatona che hai solo l’illusione che sia poco calorica se ancora credi al concetto arcaico delle calorie, anzi visto che siamo in tema se proprio credi alla bufala delle calorie…e hai introdotto un bel po’ di acidità nel tuo corpo e grassi che si appiccicano sul sedere e sull’addome. 4)     Olio e sale a crudo a go go, certo l’insalatona è leggera, aggiungiamo un bel po’ di yin ovvero di energia raffreddante e di sale a crudo così affatichiamo bene bene i reni e il povero pancreas che invece, essendo elemento terra, soprattutto in questa stagione vuole proprio fuoco per farti digerire bene ovvero qualcosa di caldo. Una zuppa di miso gioverebbe. 5)     Il tutto accompagnato con delle abominevoli fette di pane chimico (farine geneticamente modificate con lievito chimico ) che ti scoppiano nell’intestino tipo bomba di Hiroshima e esci dal ristorante che sembri incinta o incinto di 6 mesi e quell’effetto lì te lo porti dietro per almeno tre giorni. O uno sa mangiare o uno sa mangiare, sa scegliere e sa capire che oggi come oggi nel 99% dei ristoranti si mette in gioco la propria salute. Il prodotto industriale fa schifo. Punto. E di fronte a tanto schifo hai voglia di spararti onde energetiche matrix. La realtà è che quello che viene proposto in giro non ha nulla a che vedere con il mangiare sano. Aggiungo che la pancia ti si gonfia come un pallone anche per l’effetto yang del pane che ti contrae tutti gli organi e i muscoli. 6)     tanto per alleggerire il fegato l’insalatona richiede come degna conclusione un caffè, ovvero una bella tazzina di olio bruciato da farsi colare dentro e così ti alzi da tavolo bello infiammato. In questo preciso momento storico il ristorante bisogna saperlo scegliere e se non si può scegliere bisogna attrezzarsi, io vado dritta, sicura e dico: “Sono celiaca (che non è vero) e ho la mia pasta”. Tutti hanno il terrore dei celiaci e delle loro reazioni allergiche per cui mi dicono subito di sì e io me la rido. Ma nello stesso tempo mi tutelo. Tutelo la mia salute dove posso, al massimo che posso. Come sai io viaggio molto, spesso anzi sempre più spesso trovo risposte di qualità a livello della ristorazione, figurati che all’aeroporto Orio al Serio sono riuscita a gustare una pasta Senatore Capelli con un sugo biologico di radicchio e zucchine (il Senatore Capelli è un grano antico e non geneticamente modificato per cui non crea problemi a chi non è celiaco se mangiato una tantum). A volte faccio anche mini digiuni se non ho possibilità di scegliere ma comunque cerco di avere sempre con me le gallette di cereali per qualsiasi evenienza.E’ dal basso  che arrivano le rivoluzioni oggi. E’ da ognuno di noi, se anche tu cominci a dire di NO! e a attrezzarti per mangiare moderatamente equilibrato, sano, naturale, macrobiotico fuori di casa troveremo sempre più proposte di qualità. Perché l’offerta segue la domanda e  se sempre più persone rifiutano il cibo spazzatura, la qualità, come una volta, si ripresenta. Riprendiamoci il potere del consumatore consapevole che ha la coscienza alimentare  di che cosa mangia e

MPM SRL – tutti i diritti sono riservati

Strada Griggi Montù 20 Pecetto Torinese (TO)

P.IVA 10929010014

REA: TO-1173187 Capitale sociale: 10.000€

Consulente alimentare

siaf-logo-piccolo-sfondo bianco Professionista disciplinato ai sensi della legge n.4-2013, iscritta all’associazione di categoria professionale SIAF Italia nel registro professionale come operatore olistico ad indirizzo nutrizionale PI2102P-OP (livello professional) e counselor olistico PI609-CO