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La gioia: la vacanza Sana Gola 2016

Scuola di terapia alimentare: grande sogno

La vacanza della gioia. Quest’anno a Marina di Camerota con la mia scuola di terapia alimentare e di cucina naturale macro bio vegan La Sana Gola di Milano. In questa vacanza  ho respirato  un grande sogno, quello di Michio Kushi (allievo di George Ohsawa, fondatore della macrobiotica) e di Martin Halsey (mio maestro) che si sta realizzando. Questo sogno respirato  è  oggi  anche il mio e delle bellissime anime che con me hanno condiviso il tavolo ad ogni pasto durante questa settimana: l’idea che nasca un Homo Pacificus, un uomo che vive in armonia con se stesso e con gli altri esseri umani e con la terra, a partire dalle sue scelte alimentari. Scelte macro che si rifanno al principio unificatore yin e yang, scelte bio per esprimere la necessità di produrre e mangiare senza inquinare e  vegan per esprimere il valore di un modo di mangiare che non uccide e non maltratta e crea meno sofferenza possibile, partendo da una riduzione drastica (se non completa) del cibo di origine animale.  Non sono proprio scelte a caso. Esse nel tempo, se ti prendi un attimo di tempo per riflettere e magari approfondire, rispondono ai problemi di: -degrado ambientale -fame e violenza nel mondo -dipendenza dal petrolio -maltrattamento e sofferenza degli animali -salute individuale e collettiva e quindi di elevati costi della sanità In questo momento storico di grandi sconvolgimenti dove sembra che  non si possa scorgere altro che punti interrogativi  pensare che io con le mie scelte alimentari posso contribuire a realizzare un mondo popolato da Homo Pacificus mi tranquillizza e mi dà sicurezza. Io parto da me stessa e parto con azioni molto precise e pratiche: imparare a mangiare in modo equilibrato (comprendendo sempre di più lo yin e lo yang e l’energia del cibo,  tema che approfondirò da ottobre in modo che tutti coloro che mi ascoltino abbiamo uno strumento chiaro per orientare CON SAPIENZA ED EQUILIBRIO le proprie scelte alimentari), biologico e il più possibile libero da alimenti di origine animale. Martin nella sua ultima conferenza del sabato prima dei saluti e degli arrivederci ha concluso: <<Imparare a mangiare in modo sano ed equilibrato con la natura può essere la cosa più rivoluzionaria che si possa fare: è rivoluzione ed evoluzione>>. E’ rivoluzione ed evoluzione masticare  un boccone per 50 volte, perché  questo era il compito per chi come me aveva aderito alla rice diet, una dieta speciale stra semplice, per sciogliere accumuli ed eccessi che proporrò da ottobre nelle mie conferenze da Sale in Zucca. Ecco  prova tu a masticare un boccone di carne 50 volte, questo era uno dei temi di discussione mentre abbondavamo la forchetta nel piatto e cominciavamo a muovere le mandibole fino al cinquantesimo boccone. Per la verità non è che si potesse tanto discutere, eravamo così concentrati nella masticazione che ogni parola veniva in secondo piano. Ma in quei pochi sprazzi tra un boccone e l’altro una delle riflessioni era quella. Potresti masticare 50 volte un pezzo di carne? Ti sembra naturale? prova a metterti in bocca la bresaola, il prosciutto e a masticarlo così tanto, dai dai ti sfido. Io starei male, ho provato ad immaginare, e chiunque nel tavolo è arrivato alla conclusione che nessun cibo può essere masticato così a lungo a meno che non sia naturale. In realtà mia nonna so che lo faceva ma con un preciso scopo: utilizzare quel poco cibo animale che le sue bestie le donavano per creare calore nel corpo durante i lunghi inverni ed essere pronta poi ad andare nei campi alle 5 di mattina per finire alle 9 di sera. Ma chi di noi vive ancora così? se ci va bene ci facciamo 30 minuti di camminata al giorno. “Nei paesi industrializzati come l’Italia mediamente si consumano 224 grammi di carne pro capite al giorno (circa 80 kg l’anno a persona). E il consumo globale di carne continua a crescere rapidamente: solo dal 2007 al 2008 si è passati da 275 a 280 milioni di tonnellate di carne prodotta in tutto il mondo, e la FAO ha stimato che entro il 2050 si arriverà a 465 milioni di tonnellate. Anche la produzione di latte, secondo le previsioni, è destinata a crescere velocemente, passando da 580 milioni di tonnellate del biennio 1999-2001 a 1043 milioni di tonnellate entro il 2050. Il consumo di prodotti animali va crescendo con particolare rapidità nei paesi in via di sviluppo, parallelamente alla crescita economica: la carne infatti rappresenta per queste popolazioni un modello occidentale da imitare, uno status symbol, un segno di prestigio e ricchezza sociale. In queste regioni, dal 1983 il consumo di carne è più che raddoppiato, passando dai 14 kg di carne pro capite annui agli attuali 30 kg. Ciò ha causato naturalmente un aumento del numero di animali allevati: secondo le statistiche della FAO (2007), in tutto il mondo ogni anno vengono macellati circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini. Questa crescita esplosiva della popolazione animale domestica si è rivelata incompatibile con i ritmi naturali terrestri e ha inciso attraverso diversi modi sull’equilibrio della Terra”  tratto da wikipedia. E il fabbisogno è 0 Kg. <<Un modo di mangiare basato sull’uccisione di altri animali e lo snaturamento di tutti gli alimenti ci rende nervosi, ansiosi e violenti, spesso attaccati a credenze che ci danno un senso di sicurezza in un mondo caotico, credenze per le quali molti sono pronti ad uccidere>> scrive Martin Halsey in “Nascerà l’Homo Pacificus?” articolo del giornale La Sana Gola, autunno 2010. Solo una pallottola di cereali verdure e legumi può darti piacere dopo che l’hai resa poltiglia. Ma te lo sei mai chiesto perché nessuno mai mastica la carne o i panini di affettati? Prova anche con il parmigiano o con qualsiasi altro formaggio, dai dai così ci facciamo 4 risate vediamo se non ti lascia un resto gusto super salato o fastidioso. Il riso diventa così dolce quando si fa poltiglia in bocca che è solo un piacere poi deglutirlo. Prova

Cosa mangiano i tuoi figli? I crimini alimentari

Un'alimentazione natural: no cibo sottocosto

Sai quali sono i nuovi crimini? Quelli alimentari!!! E già…e sì… è proprio così. Sono anni che mi dedico al cibo nella sua visione più ampia, dalla storia dell’alimentazione, al cibo come base della salute (ricorda che il mangiare è uno degli atti che compi più spesso durante la giornata), come strumento di cura di sé, della propria famiglia e di guarigione, al cibo come strumento di evoluzione delle coscienze. So che a volte ti scrivo in modo deciso, forte ma ho le mie ragioni e sono ragioni forti che vogliono aiutarti a riflettere perché come disse Rudolf Steiner, grande pensatore, filosofo, pedagogista del 900 : <<In questi tempi occorre saper discernere, più che in passato>>. Quindi attenzione, attenzione!!! All’Expo 2015 sono stata invitata ad un convegno molto interessante, forse uno tra i più interessanti ai quali ho partecipato nella mia vita e che ha segnato da allora il mio sguardo sul cibo portando grandi cambiamenti e riflessioni che voglio condividere con te. Vedrai che anche tu dopo aver letto la mia newsletter cambierai il modo di fare la spesa. Il convegno si intitolava “Nutrire il pianeta: ambiente, agricoltura, alimentazione, salute, economia: la proposta Pianesiana”. Mario Pianesi è l’ideatore, il fondatore e presidente dell’associazione UPM attraverso cui possiamo trovare su tutto il territorio italiano i negozi e i ristoranti UPM dove comprare e poter mangiare cereali, verdure e legumi  coltivati senza prodotti chimici e di certificazione controllata. All’interno della giornata ci sono stati  diversi interventi, ma quello in cui io ho strabuzzato gli occhi è stato quello di Marcella Trombetta dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e parte del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute. Il suo intervento è stato impressionante. Giravo lo sguardo tra i presenti in sala e vedevo solo bocche aperte dallo stupore o dallo spavento. Apre il suo intervento con : <<Il CRIMINE ALIMENTARE sta soppiantando come sottolineato dal Interpol la frode alimentare, un tempo i ganster amavano spedire i loro nemici a dormire con i pesci, oggi preferiscono etichettare i pesci in modo incorretto per trarne profitto: pesci non pregiati venduti come pregiati, latte adulterato con melammina, per non parlare di vino, olio d’oliva, succhi di frutta, miele, spezie>>. E ci gela il sangue raccontandoci che al porto di Genova alla dogana avevano fermato una partita di tonno in olio di oliva e l’avevano sottoposto a controlli e non capivano che olio fosse quello in cui era imbevuto il tonno che non sembrava neanche tonno. Era olio di ali di gabbiano. Sei rabbrividito? Io si! <<Contraffazione, adulterazione, sofisticazione e falsificazione degli alimenti sono I CRIMINI DEL NOSTRO SECOLO>> incalza Marcella e continua <<Interpol ed Europol in due operazioni alla lotta al crimine alimentare hanno stabilito che si è passati dal 2011 ad oggi da 112 a 5661 tonnellate di merci sequestrate: questi dati dimostrano come l’immissione di alimenti pericolosi per la salute costituisca una preoccupazione sempre più crescente a livello globale>>. E aggiunge: <<Il cibo è un bisogno essenziale per l’essere umano e con la globalizzazione il rischio di consumare un alimento pericoloso per la salute è elevatissimo, anche se spesso non tutti ne hanno percezione>> Ecco per me questa frase è fondamentale, la maggior parte delle persone che mangia non sa che tipo di cibo mangia, da dove arriva, cosa effettivamente c’è dentro.  Mette nel carrello della spesa e via per poi trovarsi con i figli spesso ammalati e loro stessi con dei problemi di salute. No! no non c’è da scherzare. E’ per quello che io insisto di evitare il più possibile il cibo industriale, di venire ai miei corsi ed imparare un nuovo/antico modo di cucinare attento anche all’origine del cibo. Non si può essere faciloni e continuare a scegliere il prezzo più basso. Per il cibo NOOOOOO!!!! La pubblicità incalza con immagini di prodotti industriali con uno sfondo di vita agreste e famigliare. Lascia perdere. Se un cibo è sottocosto vuole dire che non ha valore, che è una porcheria e ti nutre di porcheria. Così come i ristoranti dove ti puoi abbuffare a prezzi irrisori, il cibo di qualità che ti nutre veramente ha un costo. Punto. Un costo che rispetta la terra, chi lo ha prodotto e chi lo cucina. Marcella sottolinea: <<La difesa della filiera agroalimentare è pertanto fondamentale. Il cibo, in termini quantitativi e qualitativi, è essenziale per la salute e per la stessa sopravvivenza della popolazione>>. Nel 2009 e nel 2012, al forum mondiale dell’alimentazione Fao, sono stati introdotti due nuovi termini, guarda un po’: food defence ovvero difesa alimentare ovvero <<La protezione dei prodotti alimentari dall’adulterazione intenzionale attraverso agenti biologici, chimici, fisici, radiologici>> e food tampering cioè manomissione degli alimenti definito come <<La deliberata contaminazione dei prodotti con l’intento di causare danni>>. A questi si aggiungono due termini che sono già in circolo a dispetto di noi consumatori  e mangiatori ignoranti che ci fiondiamo sui prezzi più bassi: food terrorism cioè terrorismo alimentare definito come <<Un atto o minaccia di delibera contaminazione degli alimenti destinati all’alimentazione umana con agenti biologici, chimici e fisici e con materiali radio nucleari con lo scopo di causare ferite o morte nella popolazione civile e/o distruggere la stabilità sociale economica e politica>>. Ed ecco l’ultimo per chi ama ancora comprare qua e là i prodotti animali senza sapere come e dove sono stati prodotti: agro terrorismo definito come  <<la delibera introduzione di patologie animali o vegetali con lo scopo di generare paura circa la sicurezza degli alimenti causando perdite economiche e/o stabilità sociale>>. E conclude alla grande la nostra Marcella, ricercatrice di crimini alimentari: <<Le evidenze investigative delle forze di polizia dimostrano sempre di più che la frode alimentare tradizionale intesa come adulterazione volontaria degli alimenti con ingredienti scadenti o di minor pregio è diventata una proficua fonte di guadagno della malavita organizzata>>. Ecco ti piace il quadretto, mi capisci ora quando insisto sulla qualità degli alimenti. Leggi le etichette di ciò che compri e se hanno più di tre ingredienti lascia perdere. Questa è la tua maggior

La lettrice di visi, di organi e di cibi

La diagnosi orientale per: la lettura del viso

Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame? Ti ricordi la strega “cattiva” di Biancaneve e i sette nani, che si guardava allo specchio e non si piaceva? Ecco non conosceva Silvia e Miriam! Se avesse messo in pratica i facili esercizi di Miriam (una appassionata studiosa e professionista della Reflessologia viso e plantare) e avesse seguito i suggerimenti alimentari di Silvia sicuramente non sarebbe raggrinzita così anno dopo anno e soprattutto avrebbe preso coscienza del fatto che ogni linea del suo volto le presagiva un certo tipo di destino se non avesse operato dei cambiamenti. Magari se avesse scelto a colazione, a pranzo e a cena, cereali verdure e legumi (o se fosse andata a mangiare alla biogastronomia Sale in Zucca da Laura) sarebbe diventata più buona, meno centrata sull’ego, si sarebbe riconciliata con il suo passato e avrebbe fatto pace con la sua parte d’ombra. La lettura delle linee del viso affonda le sue radici in antiche tradizioni curative,  religiose, culturali e filosofiche, soprattutto del Giappone, della Corea, della Cina e dell’India. Ogni linea del nostro volto, ogni cambio di colore, ogni segno, ogni parte che cede, si rilassa o rimane tonica, ci racconta di noi, della nostra vita e del cibo che abbiamo mangiato fin da quando eravamo piccoli. Queste correlazioni per me sono state strabilianti e stupefacenti. Spesso  Martin Halsey nei suoi corsi alla scuola la Sana Gola di Milano tirava fuori la foto di un personaggio famoso e cominciava a narrare quali cibi il personaggio mangiava in sovrabbondanza, che organi aveva in sovraccarico, quali indeboliti, che modifiche alla propria alimentazione doveva apportare per stare meglio e soprattutto prevenire eventuali disturbi. E dopo la sua diagnosi passava la palla a noi che ci esercitavamo con i vicini di banco a guardarci in faccia e a narrarci che cosa era opportuno cambiare nella propria alimentazione per creare più armonia e salute. <<Durante il periodo fetale ed embrionale, l’ombelico funge da centro dell’intera struttura corporea. Al momento del parto e subito dopo la nascita, questo centro si sposta verso la regione del collo e della bocca. Da questa area si sviluppano le estensioni superiori ed inferiori – la testa come sfera superiore e il resto del corpo come sfera inferiore. Di conseguenza, sono in perfetta correlazione tra di loro con la parte inferiore della testa che riflette la parte superiore del corpo (a eccezione della bocca e della cavità boccale, che rivelano le condizioni del sistema digerente), la parte mediana della testa riflette la zona mediana del corpo; mentre la parte superiore della testa la parte inferiore del corpo. In base a questo principio, ciascuna area del viso manifesta le condizioni di ogni organo, con le sue relative funzioni>> racconta in  “Il corpo non mente” Michio Kushi, edizioni mediterranee. Dopo ogni corso di Martin andavo in giro con Leonardo, mio marito, e gli raccontavo cosa mangiava per lo più la persona che avevo davanti e molto spesso se avevo un po’ di confidenza (in realtà lo faccio tutt’oggi) gli chiedevo se aveva mangiato tanto pane nella sua vita o tante banane o gelati o formaggi o carne o latticini o zuccheri (dovevo allenarmi per l’esame). Le prime volte Leonardo rimaneva a bocca aperta poi anche lui in base alle mie dritte ha cominciato a dire agli amici: <<Guarda mi sa che tu esageri con questo o quest’altro alimento e li stupiva azzeccandoci e molti dicevano che era arrivato il momento di cambiare abitudini alimentari (molti dei nostri amici e parenti lo hanno fatto almeno un po’ e stanno tutti meglio!)>>, perché ovviamente a noi vengono a parlare tutti dei loro disturbi  di salute . Ti invito quindi ad una serata geniale dove io, insieme a Miriam Colombari, una donna e una professionista fantastica, profonda conoscitrice di tecniche di reflessologia viso e plantare (oltre che di Massaggio Metamorfico, Massaggio Hawaiano, Floriterapia di Bach e  Danze Sacre e Meditative in cerchio) ti condurremo in un affascinate viaggio alla scoperta di: cosa significano le linee del volto e quali organi riflettono, che cosa bisogna mangiare e mettere in pratica per aver uno viso radioso, specchio di un corpo che funziona al meglio. Love, trust, care Silvia P.S: Martedi 29 novembre sarà anche la nostra ultima serata dell’anno. Vieni anche perché ti daremo anche delle idee illuminati per il tuo Natale e soprattutto un abbraccio forte e un augurio per un nuovo anno in gioiosa salute. P.P.S: la rice diet sta riscuotendo un successo pazzesco… dai dai a chi non si è ancora buttato! È facileeeeeeeeeeeeee ..qui di seguito due foto di miei due piatti di rice diet per chi non avesse facebook per mostrare che è bello praticare per tre giorni un po’ di sana semplicità e poi si vede la vita con una luce e uno sprint nuovi. Io la faccio ogni mese, ho finito ieri. E oggi mi sento piena di energia. La prima foto è riso integrale con crema di zucca e cipolla con gomasio senza olio, solo un po’ di tamari e cavolo saltato con un po’ di acqua di zuppa di miso e sale.

Intolleranza al glutine a go go

Cucina sana e macrobiotica: per rafforzarti

Intolleranza al glutine a go go Novità bella della nostra era di cibo industriale. Ma tu pensi davvero che l’intolleranza al glutine ti scenda così dal cielo? No no no mi sa che te la sei proprio cercata! Ascoltare le pubblicità, fare i test alimentari ti fa pensare che l’intolleranza al glutine sia una specie di calamità naturale che ti tocca tipo sfiga e nulla puoi fare se non togliere gli alimenti senza glutine e mangiare quello che ti propone la pubblicità (con secondi fini? Boh?) con prodotti fantasmagorici dove il glutine non c’è e con altri pasticci che vengono chiamati i gluten free. Allora allora intendiamoci: quando vai a fare un test per le intolleranze ciò a cui divieni intollerante è qualcosa con cui hai esagerato e il tuo corpo esausto ti grida <<bastaaaaaa!!!!>> con l’intolleranza. Quindi niente di alieno, semplicemente hai mangiato troppo di un alimento finché il tuo corpo ti manda un primo messaggio su cui riflettere. Si spera. Quando io anni fa feci il test per le intolleranze alimentari, e non pensavo ma agivo in base agli impulsi della pubblicità e ai condizionamenti, risultai intollerante al glutine e al limone semplicemente perché pensandoci poi ora ci avevo dato dentro con entrambi. Dieci anni di acqua al limone al mattino perché fa bene (così dicono ma anche  questo è relativo)  e tanta tanta di quella pasta e pane e biscotti e pizza e focacce che per due vite ne avevo a sufficienza. Ora basta con questi spauracchi sul glutine. Cerchiamo di capirci qualcosa e soprattutto a cosa serve e perché siamo una società di intolleranti al glutine perché non solo tu hai questo problema, coinvolge tutti chi più chi meno perché siamo stati tutti nessuno escluso, oggi come oggi, allevati a grano manipolato e inondato di prodotti chimici perché aumentasse la sua resa. Che cos’è il glutine? La parte proteica del frumento. L’intolleranza al glutine ai tempi di mia nonna non esisteva. Lei, la mia grande nonna contadina, è sempre il mio punto di riferimento non solo perché ho trascorso tanto tempo con lei in mezzo all’orto, al suo roseto e dentro il pollaio quando ero bimba, ma perché era una donna piccola e con una costituzione fortissima, piena di saggezza semplice sul cibo e lo stile di vita. Lei la pizza non se la mangiava, il pane lo faceva in casa una volta alla settimana con farine poco lavorate e soprattutto intatte, una volta al mese la mia bisnonna la domenica faceva gli agnolotti ripieni di carne. Poi mangiava tanta polenta, miglio, legumi, verdure, ogni tanto la carne dei suoi polli e bohhn. Per cui niente intolleranza al glutine. All’epoca quando lei era piccola non c’era bisogno di inondare i campi di strani prodotti chimici per avere più resa ma la farina arrivava direttamente dal campo alla tavola con uno o due passaggi. Quindi non è che il glutine sia proprio così dannato. Anzi essendo la parte proteica ovvero più yang del grano veniva utilizzato per creare dei pasti che davano forza, per lavorare una intera giornata nei campi al freddo e al gelo. Quindi il glutine è yang e conferisce forza …guarda un po’. Ma ovvio se tu già dalla pancia della mamma ne assorbi a iosa e poi per una quarantina di anni ci dai dentro accompagnando ogni singolo pasto, dalla colazione alla cena, con fette di pane di zero qualità e bombardato da agenti chimici il corpo non ti dà altra scelta se non l’intolleranza ovvero diventi debole, yin ….un eccesso di yang porta ad un eccesso di yin e tu diventi debole, il tuo intestino diventa eccessivamente yin ovvero debole e hai ripercussioni di questa debolezza su tutto il resto del corpo. Quindi cosa fare? Certo non buttarti sui prodotti fatti per celiaci, ho letto le etichette e quasi svenivo, c’è tutto meno che salute in quei prodotti. Ci vuole una strategia per rafforzarti. Io ero intollerante al glutine ora non lo sono  più , io la pasta Senatore Capelli,  così come il farro e l’orzo, ogni tanto me la mangio, se no poi davvero divento una persona troppo debole e non concludo più una cippa nella vita. Ma il fatto che io non sia più intollerante mi ha richiesto disciplina e soprattutto seguire delle regole ben chiare che ancora adesso seguo con più elasticità ovviamente: 1) per 6/ 8 mesi evitare in modo assoluto tutto ciò che contiene glutine e mai e poi mai i prodotti che dichiarano essere per celiaci e mangiare il meno possibile fuori casa 2) Fare la rice diet una volta al mese (un vero incredibile toccasana per tutto l’organismo) 3) Mangiare i cereali integrali come riso, miglio, grano saraceno, quinoa, sorgo e dopo 6/8 mesi introdurre gradualmente farro e orzo, avena. 4) mangiare legumi e evitare in modo assoluto carne (neanche quella della suocerona) ed insaccati. La carne e gli insaccati rendono rigidi i villi intestinali che sono come capelli, ed hanno bisogno di essere elastici. L’energia troppo yang della carne (tutta, anche quella bianca) crea durezza (problemi yang come stitichezza) o all’estremo opposto estrema debolezza intestinale (diarrea). Se proprio vuoi cibo animale: pesce bianco, piccolo o azzurro, pescato. Zero ma zero ma proprio zero latticini! Neanche le ultime novità della pubblicità che propongono prodotti senza lattosio: sai come diventi debole con quelli…eccessi di yin a raffica. 5) Zero e di nuovo zero zuccheri, pure lo zucchero di canna della marmellata della vicina che con tanto amore ti ha bussato la porta e te la regala. Solo malto di riso e basta. 6) Usare dei decotti specifici che rafforzino l’intestino come kuzu e umeboshi per 6 /8 mesi (se vuoi saperne di più vieni ad una mia consulenza)…questo decotto è pazzesco, io ancora oggi lo uso con straordinari benefici e non mi becco un raffreddore che sia uno. 7) La doppia cottura. Imparare a cucinare in modo naturale ovvero imparare i segreti della cucina naturale (corso a cui ti aspetto martedì 8 novembre). Questo è

Io mi ascolto: la new age alimentare

La salute: bisogna rieducarsi

Ahh adesso mi diverto… Allora le ultime che sto sentendo in questo periodo sul cibo: “Ahh io mi ascolto” …ma si può!!! Mai è esistita cavolata più grande in questo momento storico di caos industriale alimentare! Ma ti ascolti cosa? Come se stessi dicendo la roba più sacra che esista sulla terra…sì in effetti ascoltarsi fa parte di un processo interiore sacro ed è bellissimo che una persona si ascolti. Ma quando vado ad un conferenza su un percorso sciamanico sulla dolce medicina degli indiani d’America e il conferenziere mi dice che lui si ascolta quando mangia un gelato in clima autunnale alle 11 di sera mi vengono i brividi e basta. E ti immagino il giorno dopo con il naso colante come minimo o con un mal di testa o con il principio di qualche malessere stagionale, nonché con un picco glicemico da montagne russe di Disneyworld. Allora… che tutti oggi parlino di cibo mi sta veramente rivoltando le budella come se fossi appunto scesa da una montagna russa, quelle dove la macchinetta in cui sei sopra ti porta in un picco così alto che poi quando precipiti e scendi ci metti dieci minuti a pronunciare il tuo nome. Io sono una esperta del mio settore, la terapia alimentare, ovvero è da cinque anni che studio con passione e dedizione il cibo e i suoi effetti, ho frequentato una scuola seria, la migliore di Europa e ho provato su di me quel che dico, che studio, che propongo. Mi sono curata da diversi problemi e ogni giorno approfondisco con la pratica e lo studio il tema cibo. E mi seguono ormai da anni persone che mettendo in pratica in modo serio la terapia alimentare hanno risolto diversi problemi e migliorato nettamente il loro stato di salute. E ad un certo punto della serata mi sento dire dal conferenziere perché nella scelta del cibo bisogna ascoltarsi. E ti giuro che gli sarei volata addosso. Quando io ho scoperto di essere pre diabetica ero presa da questa moda new age di ascoltare il cibo di cui avevo bisogno e cosa sceglievo? Ovviamente i dolci e che dolci? I biscotti dell’era industriale, la brioche al bar, il marocchino e poi il dolcetto dopo il pasto…sì sì mi ascoltavo ….poi inizio il mio percorso di terapia alimentare e ho capito che è una gran cavolata dire sul cibo : “Ma io mi ascolto”. Infatti chi è che me lo dice sempre? Persone che hanno sempre qualche problema di salute (e chi non ne ha?) oppure sono in sovrappeso. Ed ecco il mitico conferenziere che con aria spavalda pronuncia: “perché se adesso ho voglia di un gelato me lo mangio”. Ed io parto con la diagnosi, lo osservo e noto che il conferenziere è palesemente fuori  peso forma per cui per me il suo ascoltarsi non vale proprio niente in questo caso e se non è in peso forma ha qualche problemuccio con la glicemia e un bel pancreas contratto e un bel fegato infuocato. Poi continua dicendo che una sua amica al ristorante sempre praticando l’arte dell’ascolto sul cibo gli ha fatto attendere non so quanto prima di ordinare  ed io dico dentro di me  : “non è certo perché ti ascolti che hai difficoltà ad ordinare al ristorante con il cibo e le preparazioni di bassissima qualità che propone il 90% della ristorazione oggi. E’ ovvio che hai difficoltà. Una persona che si ascolta un minino, come dici tu, quella robaccia tossica manco se la mette in bocca.  E trova una alternativa costruttiva: offrire per esempio con un sorriso affascinante un bel pacco di pasta di riso integrale e se necessario anche il sugo bio. E’ tutto artificiale. Ma come fai ad ascoltarti? Come?  Tutto quello che una persona nella media mangia ti rovina le papille gustative, l’industria l’ha fatto apposta (forse?), fin da quando sei piccolo con le varie merendine e succhi di frutta ti sei sballato la glicemia. Mi dici poi in questo stato come cavolo fai a scegliere ascoltandoti? Infatti poi lui racconta che il suo bar preferito ha smesso di portagli la sua brioche preferita e che ora va a prendere solo un caffè. Ah sì sì siamo messi bene che uno pieno di tossine del caffè e di grassi di brioche artificiale con zuccheri velenosi mi dica di ascoltarmi quando scelgo il cibo. Mi si accappona la pelle e basta. George Osawa non si curò dalla tubercolosi e creò la macrobiotica curando milioni di persone ascoltandosi e mangiando brioche e gelati alle 23. Ritornò alle origini.  “Il processo di trasformazione dei chicchi interi in farine, attraverso la setacciatura e i vari processi di raffinazione aveva preso diversi secoli in Occidente, per cui il deterioramento biologico della gente era stato molto graduale ma questo deterioramento si produsse in Oriente molto rapidamente” da Sugar blues. Ed è quello che capì George (non Clooney ma Osawa), appena si introdussero in Giappone la carne e il riso brillato e le farine il popolo giapponese dopo anni di veganesimo si ammalò. “Riso bianco voleva dire novità, modernità, raffinatezza e civiltà, sotto un certo punto di vista. Fu accettato ovunque soffiasse quello che si pensava fosse un vento di modernità. Nella sua scia lasciò improvvisi focolai di nuova malattia, che dai sintomi fu chiamata ber iberi, che in senegalese vuol dire debolezza. Quando le prime manifestazioni del beri beri seguirono all’introduzione del riso brillato in Giappone, la gente del popolo capì quale fosse la soluzione. Le abitudini tradizionali, fortunatamente ancora fresche nella memoria, suggerivano di tornare ad una alimentazione all’antica, al riso integrale, e chi lo faceva stava bene, perché con esso ritornava sano e integro” da Sugar blues p 142. Questo è il panorama raffinato che offrono oggi il 95% dei nostri bar e dei nostri ristoranti. Si mangia così. E allora su che basi ti ascolti?  Che cosa hai ascoltato se desideri una brioche del bar e il caffè brasiliano? Sono certa che le tue cellule nel profondo ricordano come

Il test alimentare

Con la mia alimentazione naturale: non servono test

I test alimentari. E qui si apre una altra questione macro. Ma la vediamo insieme ora perché bisogna capire in che mondo viviamo. Ultimamente ricevo un sacco di persone che mi chiedono se faccio test alimentari. Con questo stile di alimentazione che propongo, che la scuola la Sana Gola, in cui mi sono formata e tutt’ora mi formo, propone, sono inutili. Ma ti pare che mia nonna, contadina del Monferrato,  volata via a quasi 96 anni facesse i test alimentari? I nostri nonni sono nati fortissimi e non conoscevano intolleranze, allergie, celiachie, malattie autoimmuni e tutte le malattie che vengono definite “del benessere” dal dottore Colin Campbell di The China study (definito lo studio più completo sull’alimentazione mai condotto finora). Mia nonna non ha preso un farmaco fino a 92 anni circa quando per uno spavento (lei racconta che dei ladri avevano bussato alla sua porta) è finita all’ospedale per uno scompenso cardiaco e ne è uscita dopo tre giorni dicendo di tutto all’infermiera soprattutto sul cibo (si lamentava delle schifezze che le davano) e al medico che le aveva rifilato 13 medicine. Ho ancora in mente lei  che dice al medico con lo sguardo severo di chi ha conosciuto la fatica della terra, di due guerre, del periodo fascista : “Ma lei con tutta questa roba mi vuole ammazzare!”. Quel giorno ho avuto la fortuna di essere io ad accompagnarla fuori dall’ospedale e ci siamo fatte un sacco di risate insieme. Quella sulla schiettezza di fronte al medico ancora mi fa sorridere. Mia nonna aveva la quinta elementare ma la sua intelligenza era immensa, e questo per me è uno dei più bei ricordi che ho di lei. La accompagno a casa e la prima cosa che fa, ovviamente andando contro il parere del medico, che le aveva detto di stare nel letto, si butta in mezzo al suo orticello. Lei, la saggezza del suo corpo, l’aveva attivata. Allora intendiamoci, i test alimentari, in questo caos alimentare industriale, una certa valenza ce la possono anche avere. Il primo test alimentare che avevo fatto una decina di anni fa mi aveva tolto il glutine e detto di mangiare carne. Se rivedessi quella che mi ha fatto quel test me la mangerei viva, noooo! non posso, non mangio carne!!! Dopo tre mesi di esclusione di  tutti i tipi di pasta bianca, prodotti da forno con farine bianche, determinati tipi di verdure e altre robette e a mangiare carne (all’epoca ero andata a vivere in Argentina per cui a reperire carne non avevo certo problemi) mi ritrovo con un ciclo super abbondante e con dei fibromi uterini. Ora sono scomparsi grazie a un sacco di lavoro sul piano alimentare e anche su altri piani. Ma dico, tu che mi hai fatto il test alimentare, che mi hai consigliato carne, lo sai che tutti i popoli del mondo sono stati cresciuti a cereali, verdure e legumi per lo più, ovviamente con le dovute differenze a seconda della posizione geografica? Rifaccio i test alimentari qualche anno dopo con una dottoressa omeopata con cui mi sono curata un parassita molto simpatico che in qualche viaggio aveva deciso di appostarsi nel mio fegato e lei  mi dice che la carne, nessun tipo, va toccata, poi continuiamo con i cibi che creano intolleranze: i lieviti, le solanacee, le farine bianche. Poi conclude, dopo averle spiegato che io già mangio senza quegli alimenti: “Insomma continua la tua alimentazione macrobiotica che ti sta dando ottimi risultati,  solo evita per il periodo della cura omeopatica il prodotto fermentato (perché quello specifico parassita che avevo andava a nozze con i prodotti fermentati)”. Allora come mai dieci anni fa una mi dice di mangiare carne, dieci anni dopo con tanto di cereali, verdure e legumi  in corpo divento intollerante? Perché noi siamo quello che mangiamo….. E ci sono certi alimenti che non vanno proprio mangiati o molto ma molto saltuariamente e se mangiati devono essere stati cucinati in un certo modo, giusto in quelle occasioni specialissime o se si è in un contesto particolare. Oggi esistono le intolleranze, le allergie e via dicendo perché hai devastato il tuo intestino con una marea di prodotti industriali. Togli gli accumuli dall’intestino, dal fegato, dalla cistifellea, comincia a risistemare il tuo apparato digerente con cereali, verdure, legumi e con la straordinaria zuppa di miso e vedrai che a poco a poco le infiammazioni, le allergie, le intolleranze diminuiranno fino, se si ha costanza, a scomparire. È un eccellente modo di partire verso uno stile alimentare nuovo che poggia le sue radici nella conoscenza millenaria dei popoli è la rice diet. Ieri mi ha chiamata una  ragazza che mi ha posto una domanda super interessante: “Ma tu che parli, scrivi di stare attenti alle mode alimentari proponi una rice diet?” Ho capito da quella domanda che aver scritto sulla locandina “The italian rice diet per iniziare un nuovo stile alimentare” non era poi così chiaro, almeno a chi magari non mi conosce da tempo e non ha mai frequentato i miei incontri. Ecco Diet sta per strategia alimentare da adottare per un tempo breve, per dare via a nuovi processi. Questo lo spiegherò davvero molto bene nelle serate dell’11 e del 25 ottobre e ne rimarrai affascinato perché, pazzesco, il riso integrale ha un sacco di significati “esoterici” oltre che fisici. Poi non è che la propongo proprio a casaccio, stiamo entrando nell’energia metallo dal punto di vista della medicina tradizionale cinese per cui iniziare l’autunno con una rice diet è il top che si può offrire al proprio corpo. E’ il momento del riso, adesso!!! è il momento in cui cogliere al massimo i suoi straordinari benefici. Il riso è al culmine della sua energia, come non approfittarne. Magari ti sembra che faccia le cose a caso, ma noooo in questa alimentazione si segue un flusso che è quello della terra, della vita, delle stagioni. Ma come tutte le cose non si può vivere per anni a solo riso perché, anche se è lo

L’alimentazione perfetta???

Alimentazione naturale: capire che strada prendere

C’è troppa confusione. Troppa. Troppa. Troppissima. Sul tema alimentare. Chiunque ormai emette opinioni, giudizi, sentenze, si improvvisa oratore sul tema dell’alimentazione, in qualunque giornale si sparano ricette, diete, consigli, con un accostamento di ingredienti e di idee che appartiene al mondo fantasy più che a quello reale. Ma cavoli non è uno scherzo parlare di alimentazione. Non si può far baruffa di due nozioni lette sui libri oppure di una marea di nozioni lette sui libri e a spargere in giro qua e là vedute alimentari. Sì sì evviva la libertà, siamo nell’epoca della libertà di informazioni e quindi ok ci sta che succedano queste cose. Ma nel campo alimentare bisogna avere una bussola, delle chiarezze che non siano solo biochimiche (quante vitamine, omega contiene un alimento) o la separazione acido/alcalino o di che gruppo sanguigno uno appartiene oppure il gusto. Ma cavoliiiiiiii! la cucina è un’arte e nessuna di queste ultime visioni prende in considerazione quest’aspetto. Alice: Quale via dovrei prendere? Gatto: Dipende dove vuoi andare? (Da Alice nel paese delle meraviglie, Lewis Carrol) Ecco anche nell’alimentazione bisogna capire che strada uno vuole prendere e in questa strada, per evitare disagi e smarrimenti, bisogna avere una bussola. Io la dieta del gruppo sanguigno l’ho fatta e mi ha devastata, perché sono gruppo 0 e dovevo mangiare un sacco di carne. Ma questo è il momento storico per imbottirsi di carne? Così come sono allevati gli animali oggi? No, perché io me lo chiedo… e anche se trovassi la super piccola azienda che mi alleva il pollo con tutti i santi crismi del rispetto, il mio corpo, con lo stile di vita di oggi,  visto che mi sparo intere giornate al computer o in macchina o sui libri, sarebbe in grado di smaltire quel tipo di grasso, quel tipo di proteina? Oggi ci sono i riscaldamenti, al tempo dei cacciatori, come si presume facessero i gruppi 0, non c’erano, e questa fa funzionare in modo diverso il metabolismo, una comodità di questo tipo incide sul tuo corpo, non è mica da sottovalutare. Sì diciamo quello che ha di positivo sta dieta del gruppo sanguigno è che un po’ di ordine lo mette e l’ordine porta sempre i suoi benefici. Ma poi parla di stili di cottura? di ricette? di effetti del cibo sugli organi? Bahh a me pare di no. A me non ha insegnato a cucinare per la mia salute.Poi passiamo alla moda alcalino/acido, sì sì fighissima, all’estero poi va che è una figata soprattutto a Miami (e ti dirò il motivo a breve) ma la mia sorellina con questa moda di alcune simpatiche blogger si è devastata facendo dolci con l’olio di cocco,  cioccolato raw ovvero crudo, usando succo di agave, facendosi frullati o succhi detox, insalatone prima dei pasti, semi vari, avocado a go go e….suprise… dopo qualche mese piena di dermatite, con mani umide e trasudanti di acqua. 10 giorni a dieta macrobiotica seguita da me, tutto sparito. Certo le ho vietato tutto il crudo per un po’, pure l’olio e siiii perché in certi casi pure l’olio crudo va tolto se vogliamo una risposta curativa dal corpo. Certo mangiava come si mangia ai Caraibi dove si balla merengue tutto il giorno e si nuota e ci si asciuga sotto il sole. Ma buttando nel corpo così tanto yin, ovvero elemento acqua, nel corpo attraverso frullati e cibi tropicali ricchi di acqua ha inzuppato i suoi organi di umidità visto che lei si muove nelle grigie nebbie londinesi in metro e non a ritmo di merengue sulla sabbia di Santo Domingo. Ho una amica carissima che vive a Miami, a marzo sono andata a trovarla, lei segue una dieta crudista prevalentemente e lì va bene, non esiste inverno, infatti quando le ho raccontato del mio metodo “io ti accompagno, tu assapori” che a breve lancerò con il mio nuovo sito/blog mi ha chiesto: “Ma se lo vuoi portare anche qua ci fai schiantare tutti dal caldo se proponi menù solo di cereali e legumi”…”Ovvio che sì, in un clima caldo bisogna introdurre alimenti che rinfrescano se no siamo panati”. Ma anche lì non bisogna esagerare, lei infatti a forza di introdurre yin a spron battuto si è dilatata un sacco di capillari sulle gambe. Ma se io qua in questo momento di entrata in inverno comincio a mangiare crudo sai come gelo tra poco e quanti raffreddori mi becco. Questo ce lo racconta la cucina tradizionale di una volta, la sapienza antica che indicava che al sud di un paese non si poteva mangiare come al nord, perché le condizioni climatiche sono diverse. Quindi nell’alimentazione è fondamentale : 1)     capire che viviamo in una epoca industriale in cui si è perso il senso di umanità in relazione agli animali e che la carne di oggi è solo un pastrocchio di grassi ed antibiotici a meno che tu non vada ad allevare agnelli o maialetti in Sardegna facendo la vita del pecoraio esposto alle intemperie in una capanna su in montagna con il tuo piccolo falò di rametti e foglie. Che comunque potrebbe anche essere una figata. Back to la vita delle caverne come ci dice la dieta del gruppo sanguigno. E aggiungo  anche che Michio Kushi, uno dei mitici fondatori della macrobiotica, se la rideva quando parlava di gruppi sanguigni perché mangiando macrobiotico e cambiando il sangue il gruppo cambia. E qui non  siamo più impanati ma totalmente fritti 🙂 e come la mettiamo? 2)     Capire che ogni luogo ha delle caratteristiche alimentari ed è per quello che la natura mette gli alberi di avocado e di cocco che sono ricchi di acqua in luoghi tropicali dove c’è bisogno di liquidi e noi qui a Torino non ci imbattiamo in palme da cocco ma in querce o in castagni, per esempio. 3)     La cucina è una arte. Punto. Ci sono stili di cottura più invernali, più primaverili, più estivi, impararli rende forte la tua cucina e anche il tuo corpo: dalla pressione, al saltato, all’assorbimento,

Il cibo che ti indebolisce

Alimenazione naturale: salute e prosperità

Mi sono innamorata della macrobiotica semplicemente per un motivo. Ho trovato nella cucina macrobiotica qualcosa che non ho mai trovato in nessun dieta, in nessun modo di mangiare occidentale, per lo meno a me contemporaneo. Le ricette curative. Una figata. Mentre mi adopero per crearle mi sento una vera guaritrice, della mia anima prima di tutto e poi del mio corpo e di chi mangia con me. E’ emozionante sapere che disporre le verdure in un certo modo in una pentola ha un particolare effetto sul corpo, e se poi queste verdure sono tonde piuttosto che di forma allungata se ne ottiene un altro e se combinate con determinati fagioli o un certo cereale ti curano un organo piuttosto che un altro, o meglio danno energia ad un organo piuttosto che ad un altro. E piano piano cucinando, frequentando corsi, sono entrata nel mondo degli stili di cottura. Chi mai ti ha spiegato che cuocere il cibo due volte ti rende forte? Dico oggi nel mondo moderno, un medico forse, un dietologo? (te lo spiego io nel prossimo corso di cucina giovedì 19 gennaio, che se vuoi  puoi regalare facendo così  un dono di salute e prosperità) E che oggi il vero medico sta in cucina e sei proprio tu! Spesso mi viene detto: <<Ah ma se non mangi carne dove prendi la forza?>>. Punto numero uno: oggi la carne è talmente piena di antibiotici ed ormoni, anche quella che ti dicono di qualità, che è diventata più yin che yang. Quindi altro che darti forza ti gonfia come un pallone e basta. Poi dopo questa bella frase mi viene detto: <<Ma io sono del gruppo zero e ho bisogno di carne>>… oh ma basta con sta storia del gruppo. Vivi ancora dentro una caverna o cosa? Hai l’ultimo modello di Iphone o comunque uno smartphone, hai le 4 ruote sotto il sedere, a casa non ti metti a sfregare due bastoncini di legno e una pietra per provocare il fuoco, al massimo hai un camino ben progettato dall’architetto che insieme  ai termosifoni (che non mi immagino agganciati ad una parete di una caverna) ti scaldano per bene, il cibo non te lo procuri correndo come un leopardo in mezzo alle praterie ma vai in un posto che si chiama supermercato dove il cibo te lo trovi già bello che pronto, al mattino ti sveglia una suoneria elettrica che se l’hai programmata bene ti suona Mozart o qualche musica pop e non dormi in terra con l’ululato dei lupi fuori e il ruggito delle bestie feroci… ….scusa ma a questo punto ti chiedo cosa hai in comune con l’uomo o la donna con la pelle di mammut addosso delle caverne? Oggi c’è una cucina evoluta ed evolutiva con ricette di tradizioni millenarie ma non cavernicole che ti permettono di sostituire quella che tu dici la forza della carne con la forza di un cibo vegetale sapientemente cucinato. Però bisogna conoscere le ricette che ti apportano forza se no sei fregato e queste le impari venendo ai mie corsi, alle mie conferenze, in consulenza individuale. In uno dei viaggi con Leonardo ci siamo imbattuti in un medico giapponese a cui mio marito, nato e vissuto a Buenos Aires per 22 anni, domanda, terrorizzato dal fatto che io non compravo più carne: <<Ma se faccio sport e non mangio carne non divento debole io che sono del gruppo 0?>>. La sua risposta fu: <<Diventerai ancora più forte perché con la carne muscolo gonfio, con il riso integrale muscolo di acciaio!>>. Con le ricette curative davvero puoi apportare grande beneficio ad ogni parte del tuo corpo, rendendolo elastico e forte ma non teso. Che te ne fai della tensione che ti dà la carne ora, in questo momento storico? Mica devi assaltare l’altro come in un circo di gladiatori. Oggi ti voglio raccontare una ricetta invernale davvero speciale che dona grande calore al corpo in profondità. Azuki, zucca e kombu. Tre alimenti potentissimi individualmente che diventano straordinari messi insieme. Leggi ora per quanti problemi può aiutare questa fantastica ricetta: debolezza al cuore tonsilliti, adenoide infiammate o ingrossate eruzioni cutanee, acne, psoriasi diabete per regolare i livelli di zucchero nel sangue, ipoglicemia ulcere e debolezze digestive stanchezza o diarrea debolezza e condizioni degenerative problemi mestruali problemi di fertilità dolori articolari, artrosi e osteoporosi malattie renali E tanto altro. Questo solo per darti un’idea di quanto una combinazione di alimenti può essere potente, se ovviamente mangiata più volte durante la settimana in abbinamento ad una alimentazione basata su cereali, verdure, legumi. Come si procede in questa “Magica” ricetta? Ingredienti: 1 tazza di azuki (messi a bagno una notte) 2 tazze di zucca o carote 5-10 cm di kombu 1 cucchiaino di sale marino integrale acqua Procedimento: Prendi una tazza di fagioli azuki, lavali e lasciali a bagno per una notte o almeno 4/6 ore. Metti a bagno anche diversi pezzi di alga kombu per una decina di minuti. Quando si sono ammorbiditi, vanno tagliati in pezzetti quadrati di circa 2 cm. Metti poi i pezzetti di alga sul fondo di una pentola e versaci sopra i fagioli azuki. Versa acqua sufficiente a coprire gli ingredienti. Porta a bollore e fai cuocere a fuoco lento per 40 minuti. Taglia della zucca gialla in pezzi. Se non c’è la zucca puoi sostituirla con delle carote. Mettila sopra i fagioli e spargi un pochino di sale marino integrale. Copri con un coperchio e continua a far cuocere per altri 25/30 minuti. Durante la cottura l’acqua può consumarsi per cui si consiglia di aggiungerne un po’. Verso la fine della cottura condisci con un po’ di salsa di soia tamari o sale marino. Torna a coprire e fai cuocere alcuni minuti prima di servire. Ottima come contorno del riso e di verdure. Non ti resta che provare! E’ buonissima… Love, Trust, Care Silvia P.S: Et voilà martedì 29 ci sarà la prima grande magica serata per capire come prenderci cura del nostro volto e martedì 6 dicembre la

Una ricetta per il tuo viso

Il cibo sano: aiuta la bellezza

Sono emozionata per la serata di questa sera, martedì 29 novembre e per quella della prossima settimana, martedì 6 dicembre. Il viso. Cosa ti racconta il tuo viso quando ti guardi allo specchio? Ti piace? Ti piacerebbe fare qualcosa per piacerti di più? Yessss chi di noi non vorrebbe conoscere la formula magica per cancellare le rughe, per togliere le macchie, per attenuare le borse sotto gli occhi o le occhiaie o avere una pelle senza brufoli e luminosa. Migliorare si può. Eccome. Se sai come farlo. Ovviamente. Miriam ed io siamo con te stasera e il 6 dicembre per guidarti in una serata fantastica sulla bellezza. Che gioia poter parlare di bellezza.  E di viso. Il viso esprime tutto di noi. E dal mio punto di vista di consulente alimentare, esprime soprattutto le tue scelte alimentari e le tue emozioni. Diciamo le emozioni che nella tua vita hai provato di più. Lo sai che le abitudini alimentari come un timbro si imprimono sulla pelle del tuo viso? Lo sai che cambiando le tue abitudini alimentari, capendo come (ed io ti aiuterò in questo), potrai cambiare ogni segno sul tuo volto? Perché? Il viso ci racconta della nostra costituzione ma anche della nostra condizione. E tu su questa puoi agire. Se sai come farlo. Noi, scegliendo un cibo piuttosto di un altro, otteniamo un effetto sul nostro viso. La nostra condizione (il nostro colore, la grana della nostra pelle, il colore sotto gli occhi, le rughe, la tensione e l’elasticità della pelle) può migliorare o peggiorare  a seconda di cosa scegliamo di mangiare, dal mattino alla sera. Facci caso. Ti faccio solo un piccolissimo esempio: al mattino hai gli occhi gonfi? Prova a cambiare qualcosa nel pasto della sera e la condizione dell’occhio gonfio piano piano si attenuerà. E poi se sai cosa mangiare si attenuerà ancora più velocemente. Stasera e il 6 dicembre lo scoprirai. Hai segni di acne o brufoli? Questa è una informazione che ci racconta tanto ma veramente tanto sullo stato di due organi digestivi importantissimi che ti stanno richiedendo attenzione. Stasera ci inoltreremo in questo terreno. Con spirito di amorevole scoperta. Come degli Sherlock Holmes. E i segni che a volte diventano solchi in mezzo alle sopracciglia? ahhh Quelli sono i segni del volto che mi affascinano di più. E grazie a questa lettura e al collegamento con il relativo organo ho individuato un disturbo a mio padre 5 anni prima che lo facesse la medicina tradizionale occidentale. Certo perché la diagnosi orientale del volto basata sulla medicina tradizionale cinese è prima di tutto prevenzione. E io aggiungo anche spinta verso una amorevole cura verso sé stessi. Quindi questa serata e quella del 6 dicembre avranno questa caratteristica: di attivare la tua intuizione in modo da capire e quindi prevenire i tuoi disturbi semplicemente guardandoti allo specchio. E questo lo puoi fare anche tu che non hai tempo perché uno specchio in borsetta ce l’hai sempre, perché in uno specchio ti ci si imbatti sempre da qualche parte. Lo sai che dalla condizione delle tue labbra si riesce a vedere se mangi panini al prosciutto? Ahh questo è molto divertente…come altrettanto utile. E visto che di panini parliamo ti do una ricetta speciale, molto speciale ma semplice. Per la bellezza del tuo viso. Ma non solo. E’ una ricetta che aiuta in caso di voglia di dolce e poi stasera e martedì 6 dicembre ti spiegherò altri benefici di questa ricetta, affascinante nella sua semplicità. I panini al vapore. E questa sera e il 6 dicembre ti spiegherò la ragione perché dei semplicissimi panini al vapore ti renderanno la pelle più luminosa e con meno rughe. Esiste un segreto? SIIIII. Ed io te lo svelerò. Panini cinesi al vapore con pasta madre: Ingredienti: 350 g di farina di farro integrale o di riso integrale 150 g di pasta madre 180 ml di acqua un pizzico di sale Preparazione Impastare tutti gli ingredienti e mettere a lievitare fino al raddoppio. Lasciare l’impasto molto morbido. Riprendere l’impasto, formare delle palline, lasciare lievitare ancora una oretta al massimo, se no la pasta madre inacidisce. La cottura deve avvenire al vapore, quindi metterli in pentola con cestello apposito. Chiudere la vaporiera con il coperchio, cuocere a vapore per  una ventina di minuti. Lasciar asciugare in un grata o su qualcosa di sospeso. A stasera e a martedì 6 frementi di vibrante curiosità. Ti aspettiamo con carta e penna per scriverti tutti gli esercizi di auto trattamento di bellezza! Love, trust, care Silvia P.S: E Miriam Colombari ti sorprenderà, davvero ti sorprenderà non solo con la sua bravura e la sua professionalità ma con i suoi segreti da reflessologa specializzata  proprio sul viso. Ti aspettiamo piene di gioia ed entusiasmo. E Lauretta è già nella sua cucina di Sale in Zucca ad organizzare la cena di questa sera per farti assaporare, veramente assaporare, tutti piatti pensati, studiati per la bellezza del tuo viso. P.P.S: E’ pronto il super Menù del corso di cucina di giovedì 19 gennaio: Legumi in tutte le salse (dall’antipasto al dolce). Ti sorprenderemo.  Da stasera potrai trovare i voucher da Laura, presso Sale in Zucca, via Santa chiara 45. Un corso di cucina è davvero  un regalo originale con cui trasmetterai e donerai  amore, salute, gioia, divertimento e sapienza. Cosa vuoi di più?

La rinascita alimentare

Forza alimentare: valore della consulenza

Le persone possono guarire dalle malattie – le malattie possono guarire le persone. (Gerhard Uhlenbruck)                   https://www.facebook.com/soffittadellestreghe/ In questa immagine mi sono rivista così tanto. Quando l’ho vista, ho deciso di scriverci una newsletter che spiegasse il valore di una consulenza alimentare. Anche la frase che accompagna questa foto mi ha molto colpito. Mi ha colpito il senso di rinascita che una difficoltà anche molto grande nella vita ti può portare. Il senso di una rivoluzione interiore per cambiare dove non si sta più bene. La mia grande rinascita è iniziata con il cibo, cambiando le mie scelte alimentari. Da quella decisione è cambiata e migliorata tutta la mia vita dando il via all’apertura di tutta una serie di possibilità. Tutto è partito da una consulenza di Terapia alimentare con il mio grande maestro Martin Halsey. Ecco quello che mi sto impegnando con tutta a me stessa a creare quando vieni da me a fare una consulenza alimentare: è una sensazione, un’emozione, un sentimento. Meglio, un senso. Il senso di iniziare un percorso di rinascita guidato da me, fin dove io posso accompagnare e la persona desidera che io l’accompagni. Io nella consulenza alimentare offro la mia mano e ti accompagno alla scoperta di come puoi stare meglio e cominciare a risolvere dei problemi di salute cucinando e scegliendo cibi integri come cereali, verdure e legumi e componendo decotti. Io ti accompagno e tu sei il protagonista. TU SEI IL PROTAGONISTA AL 100%  del tuo star meglio. Io con i miei studi, le mie conoscenze, la mia esperienza ti tendo una mano e ti porto per un sentiero che è tuo e solo tuo. E quando ho deciso di diventare una consulente alimentare, la  decisione è stata presa  in un momento  di illuminata centratura tra mente e cuore. I due battevano all’unisono. Quei rari momenti della vita in cui senti una pulsione interna e una lucidità mentale pazzesca e intravedi una visione, un sogno che ti guida. Un momento che ti avvolge di una luce incredibile con una forza che ti investe dal cielo. Polvere di stelle percepita in ogni cellula che ti fa dire: sì sì questa è la mia missione oggi sulla terra. In quel momento lì ero così intrisa di luce che decisi pure di fare un patto. Ehh si ho fatto un patto. Con una persona molto speciale, allora la pregavo molto e mi ispirava molto e sono andata pure a trovarla in alcune delle sue manifestazioni: a Fatima, a Lourdes, a Medjugorje. La Madonna. Sì sì lei. Non quella tutta borchiata che canta ballando sui palcoscenici di tutti il mondo  “True Blue, baby I love you”(che adoro), ma la mamma di Gesù. Con lei ci siamo chiarite subito: lei non fa educazione alimentare, io non faccio miracoli. Ecco patti chiari, amicizia lunga. Per cui i miracoli io non li faccio. Ripartizione di competenze. La Madonna i miracoli, io l’educazione alimentare. Al massimo sei tu che applicando con grande rigore, passione, impegno, visione i miei consigli alimentari crei il tuo miracolo facendo sì che la polvere di stelle invada anche te e ti illumini. Ma a me, personcina umana piccola piccola che è su questa terra per imparare ogni giorno dai propri errori, dai propri studi, dai propri successi proprio i miracoli non vengono, ancora no. Però come mi piacerebbe. Se miglioro qualche aspetto di me, della mia salute, della vita lo faccio con grande impegno. Ecco non mi chiedere miracoli in e post consulenza. Magari nella prossima vita siiii! Ho sempre sognato di iscrivermi ad una scuola dove con una bacchetta posso trasformare immediatamente la realtà e volo sulle scope alla Harry Potter per salvare qualcuno, ti prometto che se rinasco ci vado. La consulenza alimentare è un incontro educativo. Non è una dieta, è l’inizio di un percorso dove se vuoi io ti guido ma non è un incontro dove io  “ti miracolo”. E non ti assolvo neanche da tutto il parmigiano che hai mangiato. Per quello prova il cammino di Santiago e le indulgenze, non si sa mai. Non è che  tu esci dalla porta e come miracolato continuando a mangiare carne, uova, insaccati, formaggi, pane, tortelli, pasticcini, gelati, caffè, cioccolata in tutte le forme, brioche al bar, panini di ogni genere, pizze, fette biscottate, yogurt ti vanno via i disturbi, gli accumuli e i dolori. Poi mi scrivi dopo una decina di giorni, dove non hai cambiato niente o pochissimo pensando che solo la “mia assoluzione” (che non do) fosse bastata, che la tua situazione non è cambiata. Ovvio per funzionare oltre “alla mia benedizione” hai bisogno di mettere in pratica ciò che ci siamo detti in consulenza. Così le cose cambiano. Così si hanno dei risultati. Così tu ti automiracoli da solo. Io ti accompagno, tu compi il processo di miglioramento. Tu ti metti in gioco. Tu piano piano cambi le abitudini che ti hanno creato sofferenza. Io ti tengo la mano. Mi chiedi le cose, dissolviamo i dubbi insieme. Ma se dopo una settimana cominci a seguire: 1) il parrucchiere che ti dice che la vitamina c si prende per lo più bevendo spremute di arance e tu è meglio che le eviti perché sei già tanto yin (debole, espanso) e te le bevi 2)  il giornale di gossip dell’edicolante che ti dice che gli omega 3 ti fanno bene e quindi ti devi riempire di salmone affumicato e tu hai l’energia della cistifellea che grida dolore in ogni articolazione e tu te lo mangi 3)  l’omeopata di turno (con tutto il rispetto per gli omeopati che sono dei grandi ma che non hanno studiato cucina e soprattutto gli effetti del cibo sul corpo) che ti dice che tu l’uovo di quaglia lo devi proprio mangiare perché se no addio ferro, senza tenere in considerazione che la tua energia legno a cui appartiene il tuo fegato è ben bloccata e un uovo te la va a bloccare ancora di più. 4) l’amico

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